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Centenari giapponesi: focus sull'isola di Okinawa

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Centenari giapponesi: focus sull'isola di Okinawa

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Centenari giapponesi: focus sull'isola di Okinawa

I longevi di quest’isola del Giappone meridionale sono dei veri esperti per quanto riguarda la dieta e le abitudini di vita. E possono offrire utili suggerimenti per chi vuole cimentarsi sulla loro strada!


Giuliana Lomazzi

Okinawa è l’isola dove è nato il karate e dove, nell’aprile del 1945, si svolse la famosa battaglia che provocò la morte di un quarto della popolazione civile. È anche per certi aspetti un paradiso tropicale. Su quest’isola vive una nutrita colonia di centenari, i cui segreti scopriremo ora.

Una dieta sana, parca e naturale

Nuchi gusui, l'alimentazione è la medicina della vita, affermano questi longevi, che prima di sedersi a tavola ripetono il proprio invito alla frugalità con il motto hara hachi bu, cioè riempi lo stomaco solo per l'80%. Un organismo non sovraffaticato dal cibo è meno “logorato”; la scienza spiega che, con la metabolizzazione, tutti gli alimenti portano alla formazione di radicali liberi, che più sono e peggio è, perché predispongono all’invecchiamento.



Ma ancora non basta, un altro punto importante sottolineato da una veneranda signora di Okinawa riguarda l’importanza di scegliere alimenti vivi, freschi e naturali, stagionali e senza ingredienti “artificiali”: “Il cibo di cui il tuo corpo si nutre ogni giorno dovrebbe contenere la forza della terra e del mare”. Piatti semplici, dunque, di cui grandi protagoniste sono le verdure di terra e di mare.

Ortaggi protagonisti

Cavolo cinese, broccoli, aglio, porri, scalogni, erba cipollina, porri, rape, melanzane, peperoni & Co. affiancano germogli (soprattutto di fagioli mungo) e alghe. Come dire: antiossidanti, fibre, vitamine e minerali...

        

 

Le verdure vengono cucinate nel wok, diventando molto saporite ma restando croccanti, quindi ancora ricche di enzimi e di nutrienti. In alternativa vengono stufate lentamente nella casseruola; anche in questo caso diventano saporite e, grazie al fatto che la cottura non si prolunga troppo, mantengono le loro proprietà.

Il piatto nazionale è il chanpuru, un gustoso mix di verdure e tofu cotto nel wok. Le sue numerose varianti e il rispetto della stagionalità consentono preparazioni sempre diverse e appetitose.

 

Altri vegetali

I vegliardi di Okinawa lasciano ogni tanto un piccolo spazio anche per qualche prodotto animale; ma a predominare nella loro dieta sono soprattutto i vegetali.

Ampio spazio trovano i legumi come fonte di proteine vegetali: in particolare soia e derivati come il tofu, ma anche fagioli azuki e mungo. Sono accostati ai cereali: riso, naturalmente, ma anche grano saraceno e frumento – quindi prevalentemente granaglie senza glutine.

Importante è poi l’apporto di frutta, che in quest’isola benedetta dal clima è variegata, gustosa e ricca di proprietà: basti pensare ad ananas, manghi e papaie, ma anche ad agrumi come lo yuzu.

  

 

Condimenti

I grassi vengono usati con parsimonia. L’olio maggiormente diffuso è quello di colza, che ha conosciuto una rivalutazione da non molto tempo in quanto capace di ridurre il colesterolo. In effetti contiene una buona percentuale di acido oleico (lo stesso dell’olio extravergine) insieme a un discreto tenore di omega 6 e 3. Da parte nostra possiamo ovviamente sfruttare i benefici della “spremuta” mediterranea di olive, imparando però da questi vegliardi la moderazione nell’uso!

   

 

Erbe aromatiche e spezie sono molto utilizzate per insaporire i piatti, che risultano così più ricchi di proprietà antisettiche, carminative, antiossidanti, toniche, aperitive ecc. Molto apprezzati sono peperoncino, lemon grass, basilico asiatico, curcuma, coriandolo e zenzero.

   

 

Bevande

L’acqua è la principale fonte di idratazione, ma svolge un ruolo fondamentale anche il tè verde, una bevanda altamente antiossidante. Si usano anche il tè oolong, che è un semifermentato (a metà strada tra il verde e il nero) e tisane di erbe medicinali.

 

La ricetta di Okinawa – Patate dolci al cocco

Molto consumate dai vegliardi di Okinawa, le patate dolci hanno un indice glicemico inferiore rispetto a quelle comuni. Sono ricche di fibre, vitamine e minerali; nella varietà arancione sono particolarmente antiossidanti. Quelle bio (coltivate anche in Italia) hanno il vantaggio che si può usare la buccia, che contiene sostanze contro il colesterolo.

INGREDIENTI

  • 600 g di patate dolci di medie dimensioni
  • 2 lime bio
  • 2-3 cucchiai di burro di cocco
  • 2 cucchiaini di coriandolo fresco tritato
  • sale

PREPARAZIONE

Lava le patate dolci e cuocile a vapore finché non sono morbide. Falle intiepidire, sbucciale e affettale spesse. Mettile in una teglia e infilale nel forno a 180° perché restino calde.

Grattugia la scorza dei lime. Fai fondere il burro in un tegame e aggiungi la buccia. Dopo pochi minuti spegni e aggiungi il succo degli agrumi.

Versa il tutto sulle patate dolci, salale e cospargile con il coriandolo. Servi subito.

 


Giuliana Lomazzi
Giuliana Lomazzi è nata a Busto Arsizio (VA) e da qualche anno vive a Trieste. Laureata in Lingue e Letterature straniere moderne presso... Leggi la biografia
Giuliana Lomazzi è nata a Busto Arsizio (VA) e da qualche anno vive a Trieste. Laureata in Lingue e Letterature straniere moderne presso l'Università di Milano, dopo un'esperienza di insegnamento nelle scuole superiori, ha iniziato nel 1990 a lavorare nell'editoria, prima come traduttrice e poi come autrice e giornalista.I suoi interessi... Leggi la biografia

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