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Le rape, gustoso ortaggio da ri-scoprire

Alimentazione e Diete

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Le rape, gustoso ortaggio da ri-scoprire
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Spesso ignorate o addirittura disprezzate, le rape sono comunque ortaggi di un certo interesse e per di più versatili a tavola. Ecco come, e perché, usarle.


Giuliana Lomazzi

Tonde, piatte o allungate, solitamente bianco-violacee, le rape sono radici carnose consumate e coltivate fin dai tempi antichi, grazie alla facilità di coltivazione e al fatto di poter essere raccolte tanto in primavera quanto in inverno – tra dicembre e febbraio. 

Esistono molte varietà di rape; di alcune vengono sfruttati i semi per estrarre l’olio e di altre si impiega il ciuffo di foglie a scopo alimentare (cime di rapa). Ma qui ci concentreremo sulla radice vera e propria, che dà il meglio di sé proprio ora: infatti con il gelo risulta più dolce rispetto alla varietà primaverile.

La rapa di Caprauna

È probabilmente la varietà italiana più pregiata. Proviene dall’omonima località del Cuneese e viene coltivata tra 800 e 1500 m. Piuttosto grossa, ha forma tondeggiante e schiacciata, pasta bianco-giallina. Si caratterizza per il gusto dolce e delicato e per il buon tenore di calcio (cresce infatti su terreni ricchi di questo minerale). Dal 2003 è presidio Slow Food.

Le proprietà delle rape

Queste radici sono costituite principalmente da acqua, il che le rende ipocaloriche. Contengono poi vitamine; soprattutto la C (ben 20 mg/100 g) e alcune del gruppo B; fibre; minerali, in particolare potassio e calcio. Benché non ricchissima di nutrienti, ha comunque molti pregi.

 

È infatti diuretica e depurativa, utile in caso di calcoli renali, cistite, obesità e gotta. È poi antinfiammatoria ed emolliente, soprattutto a livello di apparato respiratorio, in caso di tosse, bronchite, mal di gola.

Protettiva di unghie, cute e capelli, la rapa esplica la sua azione sia per uso interno che esterno, anche in problematiche come i geloni e le emorroidi. Ed è pure rivitalizzante, quindi di aiuto per chi si sente stanco. La digeribilità è un punto debole di questa radice, a causa della presenza di cellulosa, ma le cose vanno meglio con la cottura.

Interessanti anche le proprietà delle foglie (quel ciuffetto che troppe volte si scarta!): contengono infatti calcio, ferro, rame, iodio, clorofilla e caroteni.

Lo sciroppo di rapa di Valnet

Ecco un modo per preparare uno sciroppo semplice ed economico contro tosse e mal di gola. Prendete una rapa, scavatela internamente e riempitela di zucchero di cocco. Lasciate riposare per qualche ora e poi prelevate con un cucchiaino lo sciroppo formatosi.

Comprare e cucinare rape

Acquistate esemplari belli sodi, senza screpolature in superficie e, se possibile, con il loro bel ciuffetto di foglie verdi. La radice non deve essere troppo grossa (a meno che non lo preveda la varietà), altrimenti vuol dire che è vecchia e dentro può essere spugnosa o avere delle cavità.

Normalmente la buccia viene tolta. La radice può essere cotta intera, al vapore o al forno, anche farcita. In alternativa può essere fatta a pezzi e infornata o stufata. Naturalmente può essere consumata cruda, grattugiata o tagliata a fettine, preferibilmente mescolata con altri ortaggi (qualche radice può avere infatti una punta piccante).

La rapa è buona come contorno, ma anche in zuppe e risotti. Può essere pure fermentata: per esempio in Friuli viene messa sotto le vinacce per preparare la tipica Brovada. Le foglie possono essere aggiunte a insalate, minestre, verdure in umido.

La ricetta: Sugo di rape in giallo

Ideale per accompagnare riso o pasta; aumentando le dosi è un contorno per fagioli o lenticchie.

Ingrendienti per 4

Sbuccia le rape, tagliale a dadini e sbollentale per 2 minuti in poco brodo. Scolale, conservando il liquido. Versane un po’ su un piattino, sopra lo zafferano. Lascia da parte.

Trita finemente la cipolla e il rosmarino. Mettili in un tegame con la curcuma, 1 cucchiaio di olio e 2-3 di liquido di cottura.
Dopo una decina di minuti unisci i dadini di rapa, sale e pepe. Rimesta e fai insaporire brevemente, quindi porta a cottura aggiungendo man mano il brodo caldo necessario. Alla fine unisci lo zafferano. Condisci con il resto dell’olio, guarnisci con il prezzemolo ed è fatta.


Giuliana Lomazzi
Giuliana Lomazzi è nata a Busto Arsizio (VA) e da qualche anno vive a Trieste. Laureata in Lingue e Letterature straniere moderne presso... Leggi la biografia
Giuliana Lomazzi è nata a Busto Arsizio (VA) e da qualche anno vive a Trieste. Laureata in Lingue e Letterature straniere moderne presso l'Università di Milano, dopo un'esperienza di insegnamento nelle scuole superiori, ha iniziato nel 1990 a lavorare nell'editoria, prima come traduttrice e poi come autrice e giornalista.I suoi interessi... Leggi la biografia

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