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Eliminare i batteri fa male alla nostra salute

Salute e Benessere

Eliminare i batteri fa male alla nostra salute

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Eliminare i batteri fa male alla nostra salute

Fino a qualche decennio fa, i batteri erano considerati tutti cattivi, un pericolo per la nostra salute. Erano ritenuti responsabili delle malattie più contagiose che ci potessero essere sulla faccia della terra – e in parte è così – per questo ci si raccomandava di avere uno stile di vita il più "asettico" possibile. La guerra ai batteri era una sfida quotidiana, combattuta a suon di "lavati bene le mani", "non toccare per terra, che è sporco", "non sporcarti" e via con tutte le raccomandazioni che ci siamo sentiti fare da bambini. 

Poi, con grande sorpresa di studiosi e scienziati ci si cominciò a rendere conto che la verità era ben diversa: più asettico è l’ambiente in cui viviamo, più inclini saremo ad ammalarci. Il nostro corpo è infatti pieno di batteri: li abbiamo sulla pelle, in bocca, nell’intestino, nella vagina.

E sono proprio questi batteri che garantiscono la nostra salute, come sottolinea la dottoressa Anne Katharina Zschocke nel suo interessante libro: I Nostri Amici Batteri. Se li eliminiamo, ci condanniamo con le nostre stesse mani a una vita di disturbi infiniti di salute. 


Romina Rossi

 

Eliminare i batteri: perché non fa bene

Ricordo che quando ero piccola le pubblicità dei prodotti di pulizia di casa e soprattutto del bagno, puntavano su spray, liquidi o creme in grado di eliminare fino al 99% di germi e batteri. La mamma che in casa aveva un bambino piccolo e magari anche un amico a quattro zampe, si sentiva in questo modo sicura e fiduciosa che il prodotto pubblicizzato avrebbe spazzato via con un colpo di spugna il batterio più nocivo che veniva rappresentato come un nanerottolo rabbioso, brutto e sporco, pronto ad attaccare chiunque.

Non avendo più la TV, non so se queste pubblicità sui prodotti efficaci al 99% contro i batteri-Rambo ci siano ancora e quanta gente ancora creda davvero che un ambiente sterile è quello di cui abbiamo bisogno per stare bene. Di sicuro c’è che gli studi affermano esattamente il contrario: al fine di poter mantenere un sistema immunitario forte abbiamo bisogno di vivere in un ambiente variegato, che contenga anche i batteri brutti, sporchi e cattivi.

Come rinforzare il sistema immunitario

 

Anni fa, furono infatti condotti esperimenti su un gruppo di topolini, tenuti a vivere in un ambiente completamente sterile: queste bestioline avevano una salute peggiore rispetto ai fratelli che vivevano in un ambiente non “sterilizzato”. Per tornare a noi umani, prendiamo ad esempio l’uso dell’antibiotico abusato, spesso ancora oggi, per contrastare le malattie batteriche. Oggi sappiamo che questo farmaco salvavita dovrebbe essere usato solo nei casi in cui c’è reale necessità e seguendo rigide istruzioni sulla sua assunzione. Eppure ci sono ancora persone che lo utilizzano per una banale influenza.

Scrive la Zschocke nel suo libro: “Con l’andar del tempo ‘l’antibiotico’ era diventato il farmaco sterminatore per definizione. Nonostante tutte le contraddizioni, gli effetti collaterali e le resistenze, aveva mantenuto una connotazione positiva e fino agli anni Sessanta era stato considerato il ‘rimedio miracoloso’ per eccellenza.

Nessun altro tipo di medicinale è stato investito di una simile carica emotiva. Come già detto lo si riteneva il rimedio per la salvezza dell’umanità. Questo spiega anche il motivo per cui il suo impiego non si è limitato all’ambito medico, passando da farmaco messo a punto per i malati gravi a prodotto onnipresente nella vita quotidiana degli individui sani. Per la maggior parte delle persone ‘antibiotico’ ha lo stesso significato di ‘sano’, malgrado l’uso pubblicitario dell’espressione ‘ad azione antimicrobica’ non obblighi le aziende a dimostrare che i loro prodotti ottengono davvero questo effetto”.

Cosa succede quando si assume un antibiotico? Ecco come lo spiega l’autrice di I Nostri Amici Batteri: “Se un essere umano assume un antibiotico, la composizione e l’attività batterica risultano modificate in tutto il suo organismo. Il microbioma subisce un trauma che potrà essere più o meno marcato a seconda dell’individuo. Questa alterazione è irreversibile.

Gli studi scientifici condotti sui cambiamenti nel microbioma intestinale dopo la somministrazione di antibiotici rivelano in modo univoco che subito dopo l’assunzione del farmaco, indipendentemente che si tratti di applicazione locale, o di somministrazione per via orale o endovenosa, il numero di batteri diminuisce in tutto l’organismo. Se dunque si utilizza un antibiotico per curare un dente, questo intervento può modificare la flora vaginale. Le candelette vaginali a base di antibiotico possono apportare cambiamenti nella flora del cavo orale.

Anche il numero delle diverse specie batteriche diminuisce: nell’intestino, per esempio, del 50%. In questo processo, la composizione delle diverse specie all’interno del microbioma si altera, alcuni ceppi spariscono e vengono forse sostituiti da altri. Le relazioni reciproche fra le diverse specie subiscono un radicale cambiamento. L’elemento nuovo sono i ceppi resistenti che ne risultano attivati”.

Qual è la differenza tra microbioma e microbiota?

 

Fortunatamente, se dopo un breve ciclo di antibiotici segue un ciclo di ripresa, la flora batterica riesce a riprodursi partendo dalle colonie esistenti, anche se, dicono gli studi, non è possibile tornare alla composizione originaria, ma rimarranno delle differenze fra il prima e dopo l’antibiotico. Più cicli di antibiotici si fanno e meno si riesce a ripristinare la flora batterica. Questa variazione, sia per numero di ceppi che per composizione, determina nel lungo periodo disturbi a tutto l’organismo, poiché anche la salute degli organi dipende dalla collaborazione con i batteri.

Ecco dunque che eliminare i batteri dalla nostra vita quotidiana diventa un modo per minare la nostra salute: il nostro problema non dovrebbe essere tanto come eliminare i batteri, quanto in che modo preservarli il più a lungo possibile, come ad esempio quelli che si trovano nell'intestino e nel cavo orale.

 

 

I batteri dell’intestino

Dei batteri dell’intestino sappiamo molte cose, perché è facile prelevarne dei campioni attraverso le feci. In base ai calcoli eseguiti, i batteri presenti nel colon superano di un milione di volte quelli presenti nel tenue, il tratto precedente e aiutano, fra le altre cose, il processo digestivo.

Ma eliminare i batteri intestinali, significa che anche i compiti a cui presiedono saranno svolti in maniera meno efficiente: la mucosa che riveste la parete intestinale, che è composta dai batteri che vivono qui e che protegge l’ambiente dal contatto prolungato con le sostanze acide, viene a mancare, per cui la superficie delle cellule viene direttamente a contatto con il contenuto dell’intestino, fortemente acido, mentre le cellule hanno un pH alcalino.

Una colonizzazione carente o difettosa dell’intestino è direttamente proporzionale al nostro benessere. Piuttosto quindi che preoccuparci di come eliminare i batteri dall’intestino, dovremmo preoccuparci di come preservarli, al fine di restare in salute il più a lungo possibile.

Durante la digestione i batteri intestinali si nutrono delle fibre alimentari contenute nel chilo alimentare – il bolo che viene via via digerito – e nell’amido resistente assunto con gli alimenti. In assenza di fibre, i batteri sono malnutriti e diminuiscono sia il loro numero che la loro attività. L’assunzione di alimenti “interi” e di origine vegetale provvisti della loro naturale quota di fibre è la premessa vitale per avere un intestino sano: se questa quota viene a mancare, la flora batterica si indebolisce e allo stesso tempo, si assottiglia anche lo strato di muco provocando un disturbo dietro l’altro.

Ecco come spiega la Zschocke questa situazione: “Se ci si nutre di alimenti privi di fibre, è come fare il pieno di benzina senza introdurre olio nel motore: l’auto è destinata a guastarsi, e di lì a poco si potrà soltanto spingere o trainare con un cavo da rimorchio ma non potrà mai più funzionare a pieno regime”.

Batteri intestinali: preziosi alleati del benessere

Come eliminare i batteri dalla bocca senza danneggiare la flora orale

Eliminare i batteri cattivi dalla bocca è indispensabile perché la loro permanenza rischia di creare carie e altri problemi al cavo orale. Così è diventato di moda l’uso del collutorio, un liquido che, tenuto in bocca per qualche secondo e poi sputato, ha, secondo la pubblicità, il merito di togliere qualsiasi pericolo possa minare il nostro sorriso.

Anche in questo caso però siamo di fronte a sostanze che fanno una pulizia generale di ciò che incontrano, un po’ come succede per l’antibiotico, senza preoccuparsi di preservare invece la naturale colonia che vive all’interno della nostra bocca, la cui varietà dipende da ciò che mangiamo ma anche dal tipo di igiene orale che adottiamo.

Qui ad esempio, le cellule immunitarie e i messaggeri immunitari si mescolano con i batteri e i loro messaggeri chimici. Se si verifica uno squilibrio, l’organismo può reagire con un’infiammazione. Se la colonizzazione batterica è anomala, a causa dell’uso di prodotti per l’igiene orale troppo aggressivi che mirano a eliminare i batteri dalla bocca, un’alimentazione povera di fibre e l’uso di farmaci, possono insorgere:

Come eliminare, quindi, i germi e i batteri che sono responsabili della carie ai denti, senza rischiare di danneggiare anche i batteri amici? Un buon metodo potrebbe essere quello di utilizzare un nettalingua, molto in uso presso le popolazioni indiane, che permette di eliminare la patina di batteri che si deposita sulla lingua quando ingeriamo del cibo, senza invece danneggiare la flora batterica orale.

Curare il mal di denti con la terapia del microbioma

 

Un altro buon rimedio è utilizzare un collutorio naturale a base di erbe e piante officinali che hanno un’azione antinfiammatoria e antibatterica naturale, ma che allo stesso tempo rispettano la flora. Le piante più indicate sono menta, salvia, limone, ratania, e aloe vera.

 

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Romina Rossi
Giornalista freelance e web writer, collabora con la rivista “Vivi Consapevole” e diversi siti web, occupandosi prevalentemente di medicina... Leggi la biografia
Giornalista freelance e web writer, collabora con la rivista “Vivi Consapevole” e diversi siti web, occupandosi prevalentemente di medicina naturale, benessere olistico e tecniche naturali di guargione.L’amore per la Natura e la curiosità di capire i complicati e delicati meccanismi di funzionamento dell’uomo, la portano a intraprendere... Leggi la biografia

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