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Bambù: ecologia, versatilità… e una ricetta con i germogli!

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Bambù: ecologia, versatilità… e una ricetta con i germogli!

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Bambù: ecologia, versatilità… e una ricetta con i germogli!
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Ecologica e sostenibile, questa pianta a rapida crescita ha un’infinità di impieghi. E i suoi giovani getti – i croccanti germogli – entrano perfino nei piatti orientali.


Giuliana Lomazzi

Tanti usi quotidiani

Si dice che il bambù conosca 5000 utilizzi diversi: pasta per fare la carta, stuoie, pannelli per pareti, piastrelle per i pavimenti, strumenti musicali, carburante per motori diesel, tubature per l’acqua ecc. ecc. Negli ultimi anni si sono aggiunte le fibre tessili, oltre a stoviglie belle, resistenti ed ecologiche.

Nei Paesi tropicali e subtropicali, dove il bambù è molto diffuso, un importante impiego riguarda le costruzioni: il suo legno, che si sviluppa rapidamente grazie a una crescita quasi a vista d’occhio – per lo meno in alcune specie – permette di risparmiare grandi estensioni di foresta e di erigere edifici robusti, resistenti ai terremoti, al vento forte e perfino all’erosione marina.

Amico dell’ambiente

Il bambù assorbe colossali quantità di anidride carbonica (12 tonnellate per ettaro) e, in confronto alla media delle piante, emette un maggior volume di ossigeno (35% in più) e ha una produzione molto superiore di biomassa (10-30% contro il 2-5%).

Inoltre facilita il drenaggio del terreno, che consolida; si diffonde rapidamente su suoli poveri; assorbe i raggi UV attraverso le foglie: un vero campione dell'edilizia sostenibile, del rispetto della natura (non richiede trattamenti chimici) e del recupero ambientale.

 

Coltivare il bambù

Ti piacerebbe rilassarti in un bambuseto, tra il dolce stormire delle foglie e la fresca ombra? Già lo facevano gli antichi poeti cinesi, e pare che anche Buddha amasse meditare in un boschetto di bambù. La coltivazione non dà nessun problema, e permette di rifornirsi di qualche boccata d’aria pulita.

La scelta è vasta: ci sono bambù con il fusto giallo, come Phyllostachys aurea, e altre che lo hanno variegato. La pianta sopporta la potatura: se cimata a circa 3 m di altezza, si irrobustisce e produce rami in basso, dando vita a una bella siepe compatta.

L'altra faccia della medaglia è che ha il vizio di “correre” in ogni direzione, inviando fusti striscianti da cui spuntano nuovi fusti. Per evitarlo basta rinchiuderlo in un’aiuola delimitata da una barriera profonda 70 cm, oppure utilizzare la Fargesia, una specie non invasiva. Per il resto, questa pianta dal fusto alto e stretto e dai grandi ciuffi penduli ha bisogno di ombra e freddo.

Bambù e cibo

Le sue foglie nutrono i panda. I suoi fusti, fatti a pezzi e foderati con foglie di banano, sono ancora impiegati dai nativi malesi per cuocere sui carboni riso al latte di cocco.

I polloni, che crescono alla base di alcune specie (soprattutto Bambusa bambos, Phyllostachys nigra ed edulis) vengono raccolti dopo circa 30 giorni di sviluppo, quando hanno raggiunto un'altezza di 35 cm circa, ed entrano nella preparazione di molti piatti, dall’India fino all’Estremo Oriente.

Dato che contengono acido cianidrico (al pari delle mandorle amare o dei noccioli di pesca e albicocca), subiscono un trattamento prima della cottura. Infatti per avvelenare un uomo sono sufficienti pochi germogli crudi (che sono per altro molto acri) o malcotti. Perciò vengono prima ammollati per un certo periodo, cambiando l’acqua, e successivamente cotti a lungo. Quindi sono fatti a pezzetti e aggiunti alle pietanze. Gli esemplari più piccoli e giovani sono impiegati anche nei curry o nelle conserve sottaceto.

È possibile acquistare i germogli, confezionati, nei negozi di alimenti esotici, già cotti oppure trattati ma ancora da cucinare.

Ai germogli di bambù vengono riconosciute proprietà digestive, carminative e antisettiche. Per la medicina tradizionale cinese hanno natura fredda e sapore dolce, generano calore e sono aperitivi e digestivi. Secondo la medicina ayurvedica il bambù (chiamato Vamsa Rocha) ha proprietà stimolanti, astringenti, toniche e afrodisiache.

 

Scopri 10 germogli che devi assolutamente provare!

 

La ricetta: Peperoni ai germogli di bambù

Ingredienti per 3/4 persone:

  • 100 g di germogli di bambù precotti e tagliati a fettine
  • 250 g di tofu a cubetti
  • 100 g di germogli di soia
  • 2 peperoni rossi medi a julienne
  • 2 cipollotti tritati
  • 1 cucchiaio di amido di mais
  • 2 cucchiai di aceto di riso o di mele
  • 2 cucchiai di salsa di soia
  • 3 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • sale e peperoncino

Procedimento

Fai marinare il tofu per 30 minuti con l’aceto. Sgocciolalo bene, asciugalo con carta da cucina e fallo colorire in un wok con 1 cucchiaio di olio. Mettilo da parte.

Versa il restante olio nel wok; aggiungi i germogli di soia e quelli di bambù, i peperoni e i cipollotti, qualche cucchiaio di acqua. Cuocili a fiamma viva per 5 minuti, rimestando sempre.

Aggiungi la salsa di soia e l’amido stemperato in ½ bicchiere scarso di acqua fredda. Prosegui la cottura a fuoco vivo, rimestando, finché il liquido non si è addensato.

Aggiungi il tofu e fallo insaporire per qualche minuto. Regola di sale e unisci il peperoncino. Servi subito.

SCARICA 1 ESTRATTO GRATUITO DE "IL GRANDE MANUALE DEI GERMOGLI"

 


Giuliana Lomazzi
Giuliana Lomazzi è nata a Busto Arsizio (VA) e da qualche anno vive a Trieste. Laureata in Lingue e Letterature straniere moderne presso... Leggi la biografia
Giuliana Lomazzi è nata a Busto Arsizio (VA) e da qualche anno vive a Trieste. Laureata in Lingue e Letterature straniere moderne presso l'Università di Milano, dopo un'esperienza di insegnamento nelle scuole superiori, ha iniziato nel 1990 a lavorare nell'editoria, prima come traduttrice e poi come autrice e giornalista.I suoi interessi... Leggi la biografia

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