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Pet Therapy: i benefici per una mamma

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Pet Therapy: i benefici per una mamma
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Ogni intervento assistito con gli animali, di solito, è indirizzato ad una persona precisa o ad un gruppo mirato di destinatari. Si fissano generalmente degli obiettivi per poter valutare gli auspicabili cambiamenti (di comportamento, di stato d’animo). Generalmente si lavora con i bambini, ma quali benefici ha la pet therapy su una mamma?


Alberto Dal Negro

Ogni intervento assistito con gli animali, di solito, è indirizzato ad una persona precisa o ad un gruppo mirato di destinatari.

Si fissano generalmente degli obiettivi per poter valutare gli auspicabili cambiamenti (di comportamento, di stato d’animo).

Si definisce un calendario di incontri, si monitora fase dopo fase e, al termine, si tirano le somme per comprendere, insieme al committente e talora al fruitore, il senso del progetto, dell’energia impegnata e delle risorse investite.

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Poniamo che si lavori con una famiglia (per noi un caso molto frequente), quindi che una madre accompagni il suo bimbo.

Il focus è sul bambino. Mamma e coadiutore, con ruoli e responsabilità diverse, condividono un obiettivo comune: il benessere di quel bambino. Per non stare sul generico prendiamo l’ultima situazione che abbiamo esperito: progetto concluso una settimana fa.

Ci chiama una mamma con un bambino di 8 anni, con una fragilità emozionale, una forte chiusura relazionale, grande insicurezza, bassissima autostima. Il tutto condito con un tocco di iperattività (scopri come la pet therapy può essere utile nei casi di iperattività) e un pizzico di disattenzione. Un bimbo – presente con la mamma quando ci siamo incontrati per la prima volta – come sempre carinissimo (penso siano una forza i bambini di adesso, ancor più di quando eravamo piccini noi).

Al progetto prende parte una nostra coadiutrice col suo bellissimo bovaro del bernese. Da diversi anni la nostra proposta alle famiglie è di sei incontri di circa un’ora, a cadenza settimanale. Decidiamo l’avvio e partiamo.

PET THERAPY TUTTI I BENEFICI

 

Dopo un mese e mezzo circa il progetto si conclude e ci incontriamo tutti insieme per valutarne l’esito. Quello che ne esce è una summa di tutto quello che si può trarre da un intervento assistito con gli animali… con un qualcosa di più.

Pet therapy: il segreto del successo

 

Il bambino, inizialmente appiccicato alla mamma, che non rispondeva a nessuna domanda e girava ogni nostra richiesta alla madre, progressivamente si stacca sempre più da lei, iniziando a costruire una relazione col cane, in maniera per lo più naturale senza alcuna nostra forzatura. Dopo i primissimi incontri si dimentica quasi completamente della mamma e interagisce autonomamente col cane, dimostrando di cavarsela egregiamente, esprimendo una buona propositività. L’espressione da incerta e spaurita si fa sempre più decisa, vivace e curiosa.

Tra bambino e animale si crea una relazione di interesse reciproco e complicità che rappresenta la base su cui impostare obiettivi di miglioramento sempre più alti. E la mamma, in questo ‘gioco’ di relazione che fa? La mamma, che viene mandata in avanscoperta dal figlio per compiere quelle azioni che lui non ha il coraggio di fare, ha un ruolo rilevantissimo, dovendo dare l’esempio al figlio.

Così la vediamo godersi pienamente quei momenti di carezze al cane, con il bovaro che la guarda affascinato e che dimostra una simpatia particolare per la signora. Lei ogni tanto fa i dispettucci al cane e questo sorprende il figlio: non si aspetta che anche la mamma faccia quei dispetti che sono una sua prerogativa.

E quest’inezia (apparente) li unisce, crea un ponte fra le due personalità; questa scena innesca insomma un primo piccolo cambiamento: il figlio scorge una similitudine fra lui e sua mamma e la mamma prende consapevolezza dello stesso comportamento.

Poi un altro passo: insieme, abbracciati l’un l’altro in modo che ciascuno possa usare solo una mano, il bimbo la destra e la mamma la sinistra, i due tolgono la pettorina al cagnone, costretti a coordinarsi nei movimenti. E lo fanno benissimo, accorgendosi di avere un’ottima intesa. E gli sguardi di reciproca piacevole sorpresa non si contano più. Poco dopo, con teli e bacchette, mamma e figlio costruiscono un tunnel sotto cui far passare il cane; anche in questo gioco entrambi dimostrano di comprendere al volo le modalità di realizzazione (per nulla semplici, in verità); insieme si accorgono di avere non solo una buona intesa, ma di avere un’ottimo problem solving. E tre punti in comune.

E qui si apre una diga: mamma e bambino parlano, ridono, scherzano, si prendono in giro l’un l’altro, il tutto in una straordinaria normalità che rende ogni momento bello, pieno, appagante. Mamma e figlio si sono svelati l’un l’altro…la mamma non ha più quel ruolo di infermiera che ci ha descritto nei primi minuti del nostro primo incontro, ma – semplicemente – fa la mamma. E il bimbo non ha più nulla di sbagliato: è il suo bambino, con i suoi pregi e si suoi limiti, e “va bene così” (ci racconta poi la mamma).

La mamma - con le lacrime agli occhi nel rivedere alcuni spezzoni registrati di questo breve percorso – ci confessa ancora:

“è stato molto importante anche per me questo progetto, non l’avrei mai pensato. Ho scoperto parti di me che non conoscevo: anch’io fatico, come mio figlio, ad aprirmi a nuove relazioni, ma non me ne ero mai accorta in maniera così evidente; anch’io fatico a sorridere e, nel rivedermi, mi sono accorta che ho riso tantissimo e ne ho proprio bisogno. Mi sono rispecchiata completamente in mio figlio. Ho compreso quanto sia importante lavorare nel campo delle emozioni per mio figlio e per me, quindi in quale direzione indirizzare i nostri sforzi da oggi in avanti.”

LEGGI ANCHE LA STORIA DI OMAR E BAFFONERO

 

La qualità di vita di ciascuno di noi è direttamente proporzionale alla qualità delle relazioni che intratteniamo. Se partiamo da questo assunto comprendiamo quanto la relazione con un ‘semplice’ animale ci apra ad un mondo relazionale più ricco, ci apra di più alla vita.

GLI ANIMALI SONO LO SPECCHIO DELLE NOSTRE EMOZIONI

 

E non occorrono progetti annuali, ripetuti e ripetitivi, infiniti: la funzione dell’animale è quella di creare un movimento interiore, di forzare un blocco emotivo, di imprimere una spinta vitale utile a migliorare la situazione contingente in cui si viene a trovare quella data persona (il bambino, nella fattispecie).

Perché l'animale è un grande dono

Con un effetto alone sulle persone che gli sono più vicine (la mamma), moltiplicandone gli effetti, in termini di efficacia e anche di efficienza. Insomma, due al prezzo di uno.

Articolo scritto da Alberto dal Negro. Leggi tutti i suoi articoli!

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Alberto Dal Negro
Alberto Dal Negro, bolzanino, classe 1960, per oltre quindici anni ha diretto un centro studi impegnandosi in  progetti di educazione cooperativa... Leggi la biografia
Alberto Dal Negro, bolzanino, classe 1960, per oltre quindici anni ha diretto un centro studi impegnandosi in  progetti di educazione cooperativa e nella realizzazione di percorsi formativi per persone con problemi di inclusione lavorativa e sociale.Con una curiosità viscerale nel campo della crescita interiore e profondamente convinto della... Leggi la biografia

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