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Carenza di vitamina B12: sintomi e alimentazione

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Carenza di vitamina B12: sintomi e alimentazione

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Carenza di vitamina B12: sintomi e alimentazione

La vitamina B12 è una delle più importanti nel nostro organismo. Eppure oggi sempre più persone soffrono di carenza, tanto che si sta già parlando di epidemia invisibile. E non è una cosa da poco: questa vitamina contribuisce infatti a tenerci in salute.

La carenza di vitamina B12 ha sintomi fra i più diversi: dal tremore delle mani, alla depressione, ai dolori agli arti, fino ad arrivare a malattie come Alzheimer, la sclerosi multipla e il Parkinson.

Di come possiamo colmare la carenza di B12, quali cibi preferire per assimilare in maniera naturale la vitamina e dei rischi che si corrono se ci manca ce ne parlano Sally M. Pacholok e Jeffrey Stuart nel loro libro Come superare la carenza di vitamina B12.


Romina Rossi

La vitamina B12: perché è così importante

Le vitamine – sono 13 – sono tutte fondamentali per il nostro benessere. Sono infatti le sostanze che aiutano l’organismo a svolgere molti compiti, partecipando alle reazioni chimiche. Prendono parte alla formazione di organi e tessuti, ricavano energia dai cibi, aiutano ad eliminare le tossine, a proteggerci dalle infezioni, e a permettere alle cellule di comunicare fra di loro.

Pur facendo tante cose strabilianti, l’organismo non è in grado di produrle da solo, quindi gliele dobbiamo fornire noi attraverso l’alimentazione, che poi l’organismo assimila formando le scorte. Quando le scorte cominciano a diminuire, per i motivi più diversi, rischiamo di andare incontro a una carenza vitaminica che si manifesta con sintomi fra i più disparati.

La vitamina B12 è una di queste 13 sostanze e per l’organismo è fondamentale. E lo è anche perché è l’unica a contenere cobalto, un oligoelemento il cui nome scientifico è cobalamina. Inoltre, è l’unica vitamina che non viene prodotta dalle piante ma nell’intestino degli animali, motivo per cui se vogliamo assimilare vitamina B12 dobbiamo consumare cibi di origine animale.

Non è detto, però, che un’alimentazione prettamente onnivora ci metta al riparo da una eventuale carenza vitaminica: non sempre infatti, pur introducendola con l’alimentazione, la B12 viene assimilata. Come mai? Tutto succede perché per passare dalla bocca al flusso sanguigno la B12 segue una strada complessa: uno sbarramento in un punto qualsiasi di questo percorso può provocare la mancata assimilazione.

Per poter essere scissa dalle proteine si usa un enzima, la pepsina, che viene prodotto solo se nello stomaco c’è una quantità sufficiente di acido cloridrico. Lo stomaco poi produce il fattore intrinseco, una proteina che coadiuva il passaggio della B12, legandosi ad essa nell’intestino, e la trasporta nell’ileo, la parte finale del tenue. Se però il fattore intrinseco è prodotto in maniera insufficiente o per nulla, la B12 non riesce ad essere trasportata nell’ileo, diventando in qualche modo inutile per l’organismo, che non può fare altro che eliminarla con gli altri scarti.

Anche poca produzione di acido cloridrico può provocare una carenza di vitamina B12: spesso questo deficit si deve alla presenza di gastrite atrofica, un’infiammazione della mucosa gastrica. Questa condizione causa una diminuzione di produzione dell’acido cloridrico che, di conseguenza, riuscirà a scindere una quantità minore di vitamina B12 dalle proteine. Anche chi fa uso di inibitori della pompa protonica o di antiacidi è maggiormente a rischio di carenza di B12 data da carenza di acido cloridrico.

Pur essendoci specifiche categorie di persone a rischio di carenza di vitamina B12, come gli anziani e chi soffre appunto di gastrite atrofica, questo deficit ormai colpisce indistintamente persone di tutte le età e con malattie in atto come il morbo di Chron, la celiachia, la sindrome dell’ansa cieca o chi fa abuso di alcolici e prende farmaci contro: diabete, ulcera gastrica, reflusso gastroesofageo.

Come detto, la carenza di vitamina B12 può provocare una serie di sintomi molto diversi fra di loro per caratteristiche e gravità. La carenza di vitamina B12 sa imitare molte altre malattie, perciò il medico curante potrebbe non riconoscerla solo dai sintomi. E a volte non la si riconosce nemmeno dalle analisi del sangue: un’elevata con­centrazione di acido folico, un’altra vitamina del gruppo B, può far apparire completamente normale l’emocromo nonostante vi sia carenza. Ecco quindi spiegata la grande epidemia di B12 che stiamo vivendo.

Carenza di vitamina B12: i sintomi principali

Data l’importanza di questa vitamina, una sua carenza può essere causa di molti sintomi. Va detto che trattandosi di un disturbo progressivo, possono volerci anni prima che si manifestino. Ecco i principali, il cui elenco non è assolutamente esaustivo:

  • irritabilità,
  • apatia,
  • sonnolenza,
  • alterazioni della personalità,
  • depressione (compresa la depressione post partum),
  • perdita di memoria,
  • demenza,
  • deterioramento mentale,
  • allucinazioni,
  • comportamento violento,
  • nei bambini, ritardo nello sviluppo e/o comportamento autistico,
  • sensazioni anomali (dolore, formicolii e/o intorpidimento alle gambe, braccia, tronco o altre aree),
  • diminuzione delle sensazioni tattili, dolore, e/o febbre, debolezza (gambe, braccia, tronco o altre aree),
  • tremore,
  • coronaropatia,
  • infarto del miocardio,
  • insufficienza cardiaca congestizia,
  • palpitazioni,
  • trombosi venosa profonda,
  • respiro corto,
  • debolezza generale,
  • affaticamento o stanchezza cronica,
  • perdita di appetito/peso o anoressia,
  • dolore epigastrico (digestione difficile, sensazione di pienezza e gonfiore dopo pasti piccoli o normali),
  • problemi gastrointestinali (diarrea, stipsi),
  • osteoporosi, maggior predisposizione alle infezioni,
  • tinnito (fischi o ronzii alle orecchie),
  • vitiligine (chiazze bianche sulla pelle) o, al contrario, iperpigmentazio­ne della pelle,
  • calvizie precoce.

Non deve stupire che la carenza di vitamina B12 causi da sola così tanti sintomi, il motivo è semplice: la B12 svolge molte attività e riveste un ruolo di primo piano nella salute di nervi, cervello, sangue e sistema immunitario, oltre che nella formazione del DNA. Di conseguenza, il deficit di vitamina B12 può pregiudicare la funzionalità di pressoché tutte le parti del corpo.

In particolare, la carenza di vitamina B12 colpisce spesso il sistema ner­voso, causando danni alla mielina, una sostanza morbida e grassa che rive­ste e protegge le fibre nervose. La mielina, in parole povere, si sfilaccia, come succede con un cavo elettrico, e ciò causa problemi neurologici misteriosi e allarmanti, dà intorpidimento, formico­lio e fitte a gambe e braccia, perdita dell’equilibrio e della vista, impotenza o incontinenza.

Dal momento che il cervello e il sistema nervoso control­lano il nostro stato mentale, la demielinizzazione causata dalla carenza di vitamina B12 può indurre anche perdita di memoria, confusione mentale, alterazione della personalità, depressione e perfino psicosi o demenza. In un bambino il danno può essere ancora peggiore, perché un cervello gio­vane deve completare la formazione e richiede dosi adeguate di B12 per crescere in modo normale.

Via via che la carenza di vitami­na B12 progredisce, anche il sistema immunitario cade preda di questo disturbo, perché non riesce più a pro­durre quantità sufficienti di globuli bianchi per combattere le malattie. Di conseguenza si diventa più facile bersaglio delle infezioni virali e batteriche.

Anche il tratto gastrointestinale, utero e ovaio così come l’apparato cardiovascolare possono incorrere in seri problemi se la carenza non viene colmata.

Le patologie che favoriscono la carenza di vitamina B12

Nel caso di malattie già in atto è bene sottoporsi a un esame di vitamina B12, perché non solo possono causare una sua carenza ma possono anche essere causate dalla carenza stessa. Ecco quali sono le patologie:

  • demenza/malattia di Alzheimer;
  • sclerosi multipla;
  • autismo;
  • qualunque disturbo neurologico;
  • qualunque disturbo psichiatrico;
  • neuropatia periferica (collegata al diabete, o altri disturbi);
  • qualunque forma di anemia;
  • sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS);
  • neurite o atrofia ottica;
  • degenerazione maculare;
  • insufficienza cardiaca congestizia (CHF);
  • iperomocisteinemia;
  • diabete mellito insulinodipendente (diabete di tipo 1);
  • vertigini;
  • fibromialgia;
  • sindrome da affaticamento cronico;
  • spondilosi cervicale;
  • impotenza.

Inoltre, non è insolito che la carenza di B12 si presenti in più membri della stessa famiglia, perciò se vi viene diagnosticato questo disturbo, informate i vostri parenti.

Fate attenzione soprattutto se siete in gravidanza: la maggior parte dei casi di carenza di B12 nei neonati e nei bambini de­riva da deficit insorti nelle madri durante la gravidanza e/o l’allattamento. Se è il vostro caso, chiedete al vostro medico di controllare i valori della B12.

Anche nel caso in cui stiate cercando un bambino, che fatica ad arrivare, fate un controllo della vitamina B12. Secondo studi recenti i problemi di infertilità sia maschili che femminili possono essere favoriti da una carenza della vitamina. Altri medici hanno riferito di pazienti ritenute infertili ma che hanno portato felicemente a termine la gravidanza dopo una terapia tesa a combattere la carenza di vitamina B12.

La connessione fra vitamina B12 e fertilità è così stretta che alcuni medici hanno concluso che sarebbe importante “la misurazione dei livelli di B12 in ogni paziente sotto­posto ad accertamenti per infertilità o aborti spontanei ricorrenti”. Secon­do i ricercatori, questo è particolarmente importante oggi che le donne in età fertile ricevono abbondanti dosi di acido folico grazie agli integratori e agli alimenti arricchiti, perché i livelli elevati di questo nutriente possono mascherare una carenza di B12.

Queste prove diagnostiche potrebbero aiutare molte donne a ottenere una gra­vidanza e a proteggere inoltre molti bambini dagli effetti devastanti del deficit di B12 nell’utero, che possono causare difetti del tubo neurale, anomalie neurologiche che possono portare a ritardo mentale e persino ad autismo.

Chi è più a rischio di carenze di vitamina B12

Chiunque, a qualunque età, può sviluppare una carenza di vitamina B12. Alcune persone, tuttavia, hanno un rischio più elevato di andare incontro a carenza. Gli autori del libro fanno un elenco ben definito:

  • vegetariani, vegani e persone che seguono diete macrobiotiche;
  • soggetti di età pari o superiore a sessant’anni;
  • persone che si sono sottoposte a interventi di chirurgia gastrointestina­le, compresa la chirurgia bariatrica a scopo di perdita di peso (bypass gastrico);
  • persone che assumono regolarmente inibitori della pompa protonica, antagonisti dei recettori H2, antiacidi, metformina e analoghi farmaci antidiabetici o altri medicinali che possono interferire con l’assorbimen­to della vitamina B12;
  • soggetti che si sottopongono a interventi chirurgici o procedure odon­toiatriche che coinvolgono protossido di azoto, o che abusano di questa sostanza a scopi ricreazionali; persone con una storia di disturbi alimentari (anoressia o bulimia);
  • soggetti con una storia di alcolismo;
  • soggetti con una storia familiare di anemia perniciosa;
  • individui con una diagnosi di anemia (comprese quelle sideropenica e falciforme e la talassemia);
  • persone con malattia di Crohn, sindrome dell’intestino irritabile, ce­liachia, o qualunque altra sindrome che causi malassorbimento delle sostanze nutritive;
  • soggetti con malattie autoimmuni (soprattutto della tiroide, come la ti­roidite di Hashimoto e la malattia di Graves), diabete di tipo 1, vitiligine, lupus, malattia di Addison, colite ulcerosa, infertilità, agammaglobuline­mia acquisita o una familiarità per questi disturbi;
  • donne con una storia di infertilità o ripetute interruzioni spontanee di gravidanza;
  • bambini nati e/o allattati da donne che presentano sintomi o sono a rischio di carenza di vitamina B12.

Che fare di fronte a questa triste lista di sintomi e patologie e non rischiare di diventare una delle persone che rischia la carenza di vitamina B12? Senza dubbio colmare la carenza, che è uno dei disturbi più facili da curare. Ad esempio con la giusta alimentazione.

 

Vitamina B12: poca, indispensabile e ben poco vegetale

 

Vitamina B12: dove si trova

Come detto, l’unico modo per introdurre vitamina B12 nel nostro organismo è attraverso alimenti di origine animale. Più comunemente la vitamina B12 si trova in:

  • fegato,
  • vongole,
  • sgombro,
  • granchio,
  • tonno,
  • salmone,
  • trota,
  • sardine,
  • carni rosse,
  • latte,
  • formaggi,
  • yogurt,
  • uova,
  • pollo.

Ci sono poi alimenti di origine vegetale che contengono una forma di B12 inattiva e a biodisponibilità più ridotta. Fra questi ci sono:

  • i prodotti a base di soia;
  • l’alga spirulina e clorella;
  • i funghi;
  • alcuni cibi fortificati, come i cereali;
  • il lievito fortificato;
  • il latte vegetale fortificato.

 

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Romina Rossi
Giornalista freelance e web writer, collabora con la rivista “Vivi Consapevole” e diversi siti web, occupandosi prevalentemente di medicina... Leggi la biografia
Giornalista freelance e web writer, collabora con la rivista “Vivi Consapevole” e diversi siti web, occupandosi prevalentemente di medicina naturale, benessere olistico e tecniche naturali di guargione.L’amore per la Natura e la curiosità di capire i complicati e delicati meccanismi di funzionamento dell’uomo, la portano a intraprendere... Leggi la biografia

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