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Come difendersi dalla manipolazione mentale

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Come difendersi dalla manipolazione mentale

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Come difendersi dalla manipolazione mentale
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Non esiste soltanto la violenza fisica. Esiste anche quella psicologica. Spesso si tratta di una vera e propria manipolazione mentale che coinvolge persone che, in un particolare momento della loro vita, assumono il ruolo di vittime e non riescono a reagire ai loro aggressori. Ma i modi per riconoscere questo tipo di violenza ci sono. E anche quelli per liberarsene definitivamente.


Tatiana Berlaffa

La manipolazione mentale è una modalità, utilizzata in modo subdolo e a volte anche inconsapevole, di indurre gli altri a compiere azioni o a dire cose diverse dalla propria volontà.

L'individuo che utilizza questo tipo di violenza psicologica (perché di questo si tratta), mira a soddisfare i propri bisogni anche a spese degli altri.

Barbel Mechler, che da oltre 10 anni si occupa delle vittime di manipolazione psicologica, ci spiega nel suo libro Circondati da Psicopatici, che queste persone adottano in realtà degli schemi prevedibili di comportamento.

E, una volta compresi tali meccanismi, essi stessi possono essere utilizzati contro di loro per liberarsene definitivamente.

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La manipolazione mentale inconsapevole

Manipolare una persona è un'azione che può essere messa in atto anche inconsciamente.

Ne sono un esempio i casi di quelle persone che, senza rendersene conto, spingono altre a compiere alcune azioni.

Ad esempio, una mamma che vuole essere aiutata nelle faccende domestiche dal proprio figlio, potrebbe, se una richiesta esplicita non ha funzionato, attuare una sorta di ricatto emotivo. Potrebbe cioè, lanciare dei messaggi passivo-aggressivi, come ad esempio: 'se mi volessi davvero bene, non faresti così'.

Simili frasi possono sembrare innocue ma, in realtà, possono innescare nell'altra persona un senso di colpa che le spingerà a soddisfare la richiesta fatta.

Chi utilizza queste tecniche di manipolazione mentale, anche se non se ne rende perfettamente conto, vuole ottenere una posizione di potere in una relazione. Come ben dimostra l'esempio descritto, il ricatto emotivo di questo genere è capitato a tutti, almeno qualche volta. E tutti, a volte, siamo stati manipolati e altre volte manipolatori noi stessi.

Tutt'altra questione è invece il controllo mentale vero e proprio che alcuni individui non equilibrati possono esercitare volontarimente su altri, traendone vantaggio e godendo della situazione creata.

La manipolazione mentale volontaria

Per alcuni individui manipolare le persone è una pratica talmente connaturata con il proprio essere da fare addirittura parte della struttura di personalità. Si tratta di individui con connotazioni di tipo psicopatico, non nel senso psichiatrico del termine, ma con predisposizioni antisociali e caratterizzati da uno spiccato narcisismo.

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La caratteristica alla base delle persone che agiscono in questo modo è la convinzione che tutto sia loro dovuto. Tali individui partono dal presupposto di 'meritarsi' che gli altri facciano tutti i sacrifici possibili per loro e, cosa incredibile da pensare per chi non fa parte della categoria, senza nemmeno esprimere un ringraziamento in cambio. Non provano senso di empatia e, spesso, hanno un senso morale contraddittorio e non comprendono né condividono le più comuni regole sociali.

Di solito, le vittime di queste persone sono proprio quelle più ingenue e fiduciose, che si entusiasmano facilmente e che, quindi, tenderanno ad accorgersi troppo tardi di essere state 'usate' in modo opportunistico.

Ma quali sono i modi che utilizzano per manipolare le persone? 

Tecniche di manipolazione mentale

Il manipolatore mentale, nel suo gioco perverso, di solito, procede seguendo determinate fasi. 

1. Calibrazione

Inizialmente, la persona che vuole prendere il controllo sull'altra, inizia a studiare gesti, movimenti, posizioni, mimica della sua vittima.

2. Rispecchiamento

In un secondo momento, cerca di riprodurre i movimenti e gli schemi corporei osservati. Infatti, è dimostrato che: assumere la stessa posizione e lo stesso tono di voce della persona con cui stiamo parlando crea un rapporto di 'simmetria' con il nostro interlocutore.

Questo modo di agire instaura immediatamente nell'altra persona un sentimento di 'uguaglianza' che porta a fidarsi di chi si ha di fronte perché lo si percepisce come simile a sè.

3. Ricalco

Chi 'controlla', a questo punto, inizierà a proporre nuove interazioni e nuove modalità sulla base di quanto rilevato in precedenza. Potrà quindi inserire gesti 'simili' a quelli osservati che però possano condurlo dove lui vuole arrivare.

Per essere sicuro di creare una sorta di 'ingaggio' in chi lo sta ascoltando in quel momento e avere la certezza di essere seguito, spesso, il manipolatore per primo dimostra la sua fiducia. Normalmente, si serve di frasi che esprimano sentimenti positivi verso chi gli sta di fronte e che lo invitino a sentirsi sicuro e a lasciarsi andare. 

E' come se dicesse: 'se io mi fido di te, tu puoi fidarti di me'. Il sentimento di reciprocità è così innescato e la relazione è stabilita. 

4. Rapporto

In breve tempo, in questo modo, si raggiunge un clima disteso e rilassato dove c'è complicità. Attraverso battute, cenni e parole amichevoli, il manipolatore si assicura la totale fiducia della persona che ha di fronte. A questo punto, potrà avanzare le sue richieste.

Un modo spesso utilizzato per arrivare a questa fase finale è quello di attestare la propria fiducia al malcapitato chiedendogli di compiere un'azione particolare che richiede massima affidabilità.

Ad esempio, un negoziante che voglia vendere qualcosa di prezioso, potrebbe chiedere al cliente di tenere un attimo in custodia l'oggetto prezioso, oppure di provare ad usarlo, dando prova di non avere dubbi né remore nei confronti di quella persona che, subito dopo, sentendo quella fiducia su di sè, la concederà altrettanto facilmente.

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Controllare la mente: è davvero possibile?

La questione è controversa. E' senz'altro possibile che alcuni individui con personalità debole e inclini a dipendere psicologicamente da altri e a delegare la propria vita a persone che decidano al posto loro, cadano facilmente in balìa di leader carismatici più o meno positivi.

Spesso le vittime, vogliono a tutti i costi appartenere ad un gruppo senza il quale non riescono a sentirsi 'adeguati' e, pur di fare questo, aderiscono ad idee e azioni che non approvano fino in fondo.

I leader che riescono a plagiare una persona in questo modo sono spesso legittimati dal gruppo stesso e non è semplice, per chi si dovesse trovare in una simile situazione, uscirne senza l'aiuto di qualcuno.

Ma dei modi per difendersi dalla manipolazione mentale o anche prevenire situazioni come il plagio, ci sono. 

Come difendersi dalla manipolazione mentale

1. Tieni presente i metodi di emulazione

Ricorda le tecniche di rispecchiamento e i sistemi per guadagnare la fiducia delle persone descritti sopra. Se ti eserciti a notare questi schemi di comportamento nelle altre persone, a poco a poco riuscirai a 'guardarti le spalle' non solo dai veri manipolatori ma anche dalle persone false e meschine.

2. Ascoltati

Il tuo corpo manda sempre dei segnali. L'intestino è il nostro secondo cervello, le cellule nervose che vi si trovano lo rendono particolarmente sensibile alle diverse situazioni ed emozioni che proviamo.

Perciò, se 'senti' che c'è qualcosa che non va, non 'liquidare' la tua emozione facendo finta che non sia mai esistita. Presta attenzione invece e ti accorgerai che ha davvero qualcosa da dirti. Se ti senti manipolato o la persona che hai di fronte non ti sembra 'limpida', allontanati subito. Dopo penserai ad analizzare la situazione.

3. Diventa più consapevole dei tuoi pensieri e meccanismi mentali

Sai che puoi imparare a vedere i tuoi pensieri per quello che sono e non prenderli per realtà pura a cui credere ciecamente? Il modo migliore per 'allenarti ad osservarli' è la meditazione.

Inizia così:

  • La mattina, appena sveglio, invece di catapultarti giù dal letto o di restare a sonnecchiare ancora un po', prenditi 5 minuti.
  • Mettiti seduto in una posizione comoda, anche su una sedia va bene.
  • Imposta un timer per non rischiare di controllare l'ora tutto il tempo per sapere quanto è passato.
  • Inizia a concentrarti sul tuo respiro. Senti l'aria fredda che entra dalle narici e l'aria calda che esce. 
  • Ogni volta che arriva un pensiero, guardalo sorgere e poi sparire dalla tua mente, come fosse una nuvola nel cielo.

Al termine dei 5 minuti, prenditi il tempo per 'tornare alla vita solita', alzati con calma, muovi lentamente le estremità del corpo e goditi la sensazione di esserti riconnesso con te stesso.

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A poco a poco, grazie a questo esercizio, ti accorgerai sempre di più che i tuoi pensieri tendono ad essere sempre gli stessi e che hai dei meccanismi che ti 'indirizzano' da una parte piuttosto che da un'altra.

Conoscendoti sempre meglio, capirai come ti senti e cosa provi non solo mentre mediti ma anche in tante altre circostanze della vita, di fronte a persone diverse. I momenti di meditazione saranno la tua 'palestra' per la vita.

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4. Impara a vedere le cose da un'altra prospettiva

Sia che tu ti trovi immerso nella situazione di manipolazione in quel momento, sia che tu la 'riviva' nei tuoi ricordi successivi, prova ad immaginare che arrivi qualcun altro a vedere la scena. Un estraneo improvvisamente appare e guarda cosa sta succedendo. Cosa potrebbe vedere? 

Quasi sicuramente ti accorgerai di ulteriori dettagli ai quali non avevi pensato e che ti daranno informazioni utili su come ti stavi comportando tu in quel momento per 'farti manipolare' e su come si stava comportando il tuo interlocutore.

5. Accetta di sbagliare

Non sei perfetto, esattamente come tutti gli altri esseri umani. Se ti dovesse capitare di essere manipolato, non condannarti. E' la cosa peggiore che puoi fare e ti potrebbe portare dritto verso una nuova manipolazione.

Invece, non giudicarti negativamente, accetta quello che è accaduto e cerca di trarne insegnamento. La manipolazione, soprattutto in forma lieve, è un fenomeno nel quale ognuno di noi può incappare nella vita oppure, senza accorgersene, può utilizzare nei confronti di un'altra persona.

Quindi, se questo accade, rialzati e continua a testa alta. Non è grave e, soprattutto, può accadere.

La violenza psicologica sulle donne

Un'attenzione particolare merita la manipolazione mentale che viene esercitata da parte di alcune tipologie di uomini nei confronti delle donne.

Oltre ad essa, ovviamente, esiste anche la violenza fisica, che però, meriterebbe un capitolo a parte.

La manipolazione mentale di tipo psicologico, in realtà, può causare danni tanto quanto (se non di più) quella fisica, in alcune particolari condizioni.

Ma come riconoscere la violenza psicologica sulle donne?

La violenza psicologica sulle donne si manifesta con diversi segnali, dapprima quasi insignificanti e poi, a poco a poco, sempre più presenti nella vita di coppia.

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1. La paura del giudizio

Quando uno dei due partner (spesso si tratta della donna, ma non solo) non sta più bene nella coppia lo deve al fatto di 'sentirsi' costantemente giudicato.

Uno dei 2 membri della coppia (il manipolatore) adotta le strategie elencate sopra per far sentire la vittima in difetto e sotto costante osservazione.

Il timore del giudizio spesso viene manifestato da chi lo prova con un forte desiderio di chiudersi in se stesso e c'è una sempre minore complicità e voglia di dialogare tra i due. 

2. La mancanza di gioco

In una situazione di violenza psicologica tra le mura domestiche, c'è sempre meno possibilità e desiderio di divertirsi e di giocare con il partner.

Ci si allontana sempre di più e tutte le occasioni diventano troppo serie e tese. Non ci si scambiano più battute e non si usa più il tono scherzoso che magari prima si era soliti utilizzare.

3. Ricerca di rifugio altrove

Il partner 'vittima' di manipolazione mentale cerca di rifugiarsi in altre attività che possano fargli dimenticare la situazione di coppia e appagarlo in altro modo.

Non è raro il caso in cui un componente della coppia si butti a capofitto nel lavoro oppure in un hobby per poter stare fuori casa e per occuparsi di altro. Inconsciamente, si cerca già di fuggire alla situazione.

4. Le bugie

Per mascherare la realtà e quello che si prova realmente, entrambi i partner iniziano a mentire. L'uno ricorre alla menzogna per manipolare la compagna e quest'ultima, soprattutto nelle prime fasi, per negare a chi le sta accanto ma anche a se stessa la propria condizione di infelicità.

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5. La rabbia

In una situazione di manipolazione mentale, la sensazione di rabbia e frustrazione cresce notevolmente. Le persone coinvolte scattano per problemi minimi anche in contesti esterni al focolare domestico. Si percepisce che, nonostante la violenza psicologica mantenga un equilibrio (seppure malato), all'interno, la relazione è precaria.

Se riconosci qualcuno di questi segnali, non aspettare oltre. La situazione potrebbe degenerare. Cerca invece un modo per 'staccarti' al più presto dal tuo carnefice. Se ti risulta difficile, confrontati con amici e persone care al di fuori della coppia. Ti sapranno dare l'aiuto che meriti e che ti è necessario.

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E, se ti sembra opportuno, non vergognarti di chiedere l'aiuto di un esperto. E' un diritto e anche un dovere nei confronti di te stessa.

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Tatiana Berlaffa
Il mondo della comunicazione è il mio lavoro e la mia passione.Scrivo come blogger, giornalista freelance e social media editor.Prima di scrivere... Leggi la biografia
Il mondo della comunicazione è il mio lavoro e la mia passione.Scrivo come blogger, giornalista freelance e social media editor.Prima di scrivere di qualsiasi cosa, la provo in prima persona.Sono appassionata di tematiche legate al benessere e alla crescita personale. Amo le novità, viaggiare da sola e imparare lingue straniere.Tra i miei... Leggi la biografia

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