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Menopausa e ormoni: gli effetti collaterali degli estrogeni e le alternative naturali

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Menopausa e ormoni: gli effetti collaterali degli estrogeni e le alternative naturali

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Menopausa e ormoni: gli effetti collaterali degli estrogeni e le alternative naturali
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Durante la menopausa uno dei cambiamenti più importanti che si manifesta riguarda la produzione di ormoni femminili.

La conseguenza è un cambio visibile soprattutto a livello fisico. Per questo, negli ambienti medici si consiglia l’assunzione degli ormoni sintetici.


Romina Rossi

Ma questi ormoni sinterici sono davvero benefici? Sherill Sellman ce lo svela nel suo libro La Verità sugli Ormoni.

LA VERITÀ SUGLI ORMONI

 

Cos’è la menopausa

La menopausa è un momento di passaggio molto importante nella vita di una donna. Nella società moderna è vista come la “fine” della donna e della sua fertilità, e l’inizio dell’età anziana. In realtà, nelle società matriarcali di un tempo, la menopausa era un momento da celebrare e di cui andare fiere. Perché è vero che segna un passaggio ma non è così negativo.

Pensaci: cos’è la menopausa se non l’inizio della vita personale di una donna? Non più al servizio della società e della famiglia, la donna che raggiunge la menopausa può destinare le proprie energie per realizzare se stessa. La libertà dal ciclo mestruale segna l'inizio della saggezza e del potere personale. E in questo non c’è nulla di negativo.

Di negativo c’è, semmai, la visione distorta che la società moderna ha inculcato in noi donne. Ci ha presentato la menopausa come la fine: della donna, della sua bellezza, della sua vita sessuale. Per cui per anni, la menopausa è stata una fase da vivere con vergogna, da non sbandierare. L’unica fine che si ha davvero, invece, è quella del ciclo ormonale. Che avviene in maniera naturale. E in natura nulla muore davvero o si distrugge, ma tutto si trasforma. E soprattutto ogni ciclo ha la sua importanza e utilità. 

Menopausa: vivere la fine del ciclo con consapevolezza

 

La menopausa coinvolge le donne fra i 45 e i 53 anni. Se compare dai 40 ai 45 anni si parla di menopausa prematura. Se invece compare dopo i 53 anni è menopausa tardiva.

Si parla di menopausa quando la donna non ha più il ciclo da almeno 12 mesi consecutivi. Si verifica quando si esaurisce il ciclo ovarico. Ognuna di noi nasce con un numero di ovociti. Che si esauriscono con la mestruazione. Con la fine della produzione dei follicoli ovarici, termina anche la produzione di ormoni sessuali: estrogeni e progesterone. Gli estrogeni si riducono del 90%, mentre il progesterone non viene più prodotto.

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I sintomi più comuni della menopausa

La diversa produzione di ormoni in menopausa comporta delle conseguenze a livello fisico. Anche in questo caso va sfatato un mito: non è detto che tutte le donne soffrano di sintomi e disturbi. Se, infatti, affrontata in tempo la fase della menopausa può essere vissuta con serenità e senza sintomi. Diventa un passaggio naturale che ci porta a una nuova fase della nostra vita.

I sintomi più comuni, comunque, che si manifestano con la menopausa e a causa della diversa attività ormonale sono:

  • vampate di calore;
  • palpitazioni;
  • sudorazione abbondante;
  • sbalzi d’umore, ansia e depressione;
  • insonnia;
  • arrossamenti in viso;
  • secchezza della mucosa vaginale;
  • affaticamento e dolori articolari;
  • ipertensione;
  • calo della memoria;
  • osteoporosi;
  • stitichezza.

Gli ormoni femminili come terapia sostitutiva: gli effetti collaterali taciuti

Per cercare di limitare i “danni” provocati dalla menopausa, negli anni passati veniva consigliata la terapia ormonale sostitutiva (TOS). Si tratta cioè della somministrazione di ormoni di laboratorio che sostituiscono quelli naturali che le ovaie non sono più in grado di produrre. Così sono fioccate prescrizioni soprattutto di estrogeni. In misura minore sono prescritti anche progesterone e, negli ultimi anni, anche testosterone. 

Secondo alcuni medici, fra cui il dottor John Lee, sarebbe proprio la dominanza estrogenica a causare molti dei sintomi che si manifestano in menopausa. L’eccessiva esposizione agli estrogeni causerebbe nelle donne gran parte delle problematiche femminili, fra cui: sindrome premestruale, endometriosi, cisti ovariche, fibromi, tumore al seno, sterilità e osteoporosi.

Lo stress, le carenze nutrizionali, l’assunzione di sostanze estrogeniche provenienti dall’ambiente e la prescrizione di estrogeni sintetici, combinati con la carenza di progesterone che ne consegue, potrebbero essere i fattori che hanno contribuito all’instaurarsi della dominanza estrogenica.

Inoltre, sebbene vengano prescritti con molta facilità, è poco risaputo che questi ormoni di sintesi, fra le altre cose, possono provocare dipendenza. Studi condotti negli Stati Uniti negli anni Settanta e Ottanta hanno messo in evidenza che l’assunzione di ormoni sintetici provoca un apparente miglioramento del quadro personale nei primi 90 giorni. Ma alla lunga provoca assuefazione. Proprio come fa l’eroina.

Molte donne prendono ormoni sintetici perché dagli esami del sangue prescritti se ne evidenzia una carenza. Quello che però non viene detto è che, da un lato, non esiste un livello ottimale di ormoni, soprattutto degli estrogeni. Ogni donna infatti ha il suo livello. Dall’altro lato l’unico esame affidabile che permette di misurare il livello ormonale è quello della saliva. Mentre gli esami del sangue per misurare gli ormoni sono, a detta dell’autrice: “Per lo più inutili ed estremamente inattendibili. Le analisi sono in grado di misurare solo dall’1 al 9% degli ormoni biologicamente attivi in circolo nell’organismo. Il 90% e oltre non viene rilevato da questo genere di test”.

Gli ormoni sostitutivi e il legame con il cancro e altre malattie mortali

La somministrazione di estrogeni e di ormoni sostitutivi in generale ha diversi effetti collaterali, di cui spesso non se ne conosce l’entità.

Ad esempio, tra gli effetti collaterali della somministrazione di estrogeni non contrastati, si nota un aumento del contenuto di acqua e sodio nelle cellule. Questa situazione condiziona la produzione di aldosterone e causa ritenzione idrica e ipertensione. Gli estrogeni provocano ipossia intracellulare (ovvero mancanza di ossigeno), contrastano l’azione della tiroide, favoriscono il rilascio di istamina e facilitano la coagulazione del sangue. Di conseguenza aumentano il rischio di ictus ed embolie. Inoltre, gli estrogeni non contrastati dal progesterone diminuiscono la libido e aumentano le probabilità di sviluppare mastopatia fibrocistica, fibromi uterini, tumori all’utero (carcinomi endometriali) e al seno.

Un’altra questione, a lungo taciuta, sebbene studi siano stati condotti a partire dagli anni Trenta del Novecento, riguarda l’efficacia di questi ormoni sostitutivi. Nel 2002 il Boston Nurses Questionnaire Study ha condotto uno studio, finanziato dal National Institute of Health. In questo studio sono state seguite 121.700 donne nel corso di 18 anni. E le conclusioni a cui sono arrivati sono tutt’altro che rosee. Le donne che fanno uso abituale di ormoni sintetici:

  • aumentano del 100% la probabilità di sviluppare un tumore al seno, se gli ormoni vengono assunti per 10 anni o più. Anche le donne che fanno terapia di soli estrogeni aumentano del 30-40% la possibilità di sviluppare il tumore al seno, rispetto alle donne che non assumono ormoni. Pur diminuendo il tempo di assunzione le prospettive non migliorano. L’assunzione di ormoni per 5 anni causa il 70% di probabilità di sviluppare tumore al seno nelle donne tra i 60 e i 64 anni;
  • hanno il 45% di probabilità in più di morire di cancro al seno;
  • hanno il 50% di probabilità in più di morire di ictus.

Inoltre, nel 2009 un articolo della rivista “The New England Journal of Medicine” ha messo in evidenza che:

  • il calo di tumori al seno era dovuto alla riduzione delle prescrizioni di ormoni;
  • l’assunzione prolungata di ormoni sostitutivi ha causato l’insorgenza di tumori al seno in 200.000 donne tra il 1992 e il 2002;
  • almeno 44.000 donne sono decedute nello stesso decennio a causa dell’assunzione di ormoni sintetici.

Nonostante ci sia la tendenza a raccomandare alla donna in menopausa l’assunzione di una terapia ormonale sostitutiva, soprattutto di estrogeni, dovremmo chiederci se esiste davvero una carenza di estrogeni in menopausa. Perché se è vero che la menopausa è associata a una riduzione dei livelli di estrogeni, è anche vero che non si sa con certezza se tutti i sintomi tipici della menopausa siano causati dalla carenza estrogenica.

Attenzione anche agli ormoni bioidentici, che come i normali TOS sono estratti dalle piante. Ma sempre di estrogeni si tratta, per cui è bene usarli con moderazione, per poco tempo, solo in caso di assoluta necessità e sotto stretto controllo medico. Solo in questo modo i benefici non diventano dannosi.

 

I fitoestrogeni amici delle donne

Alla luce di queste scoperte, negli ultimi anni hanno cominciato a svilupparsi diversi approcci efficaci e più naturali. Sono pratiche che includono, fra le tante, la naturopatia, l’omeopatia, la medicina tradizionale cinese, la chiropratica e l’erboristeria. E che prevedono una serie di ormoni naturali per affrontare al meglio la menopausa. Abbiamo capito che di estrogeni è bene non abusare, anche perché non se ne conosce ancora il reale fabbisogno in menopausa. Se proprio li devi assumure, sai che si possono sostituire quelli di sintesi con prodotti naturali?

Ci sono infatti diverse piante che hanno composti che imitano l’azione degli estrogeni o che influenzano positivamente il loro metabolismo. Se impiegati nelle diete o in specifici rimedi naturali possono alleviare i sintomi della menopausa. Questi composti, detti fitoestrogeni, si trovano in una vasta gamma di alimenti ed erbe. I prodotti a base di soia come tofu, tempeh, latte di soia e miso sono una fonte particolarmente ricca di fitoestrogeni.

Latte di soia: fa bene o male? Proprietà e controindicazioni

 

Se la quantità di estrogeni presenti in un organismo è eccessiva, queste sostanze limitano l’accesso degli estrogeni ai propri siti recettoriali. Se invece la dose non è sufficiente, queste contribuiscono a colmare le lacune. Quando i fitoestrogeni benefici si legano ai siti recettoriali, non solo forniscono una forma alternativa di estrogeni naturali qualora ce ne fosse bisogno ma, occupando i siti degli estrogeni, proteggono anche l’organismo dagli xenoestrogeni ambientali che cercano continuamente di legarsi agli stessi recettori.

Sembra che i fitoestrogeni inibiscano gli effetti dell’eccessiva stimolazione da parte degli estrogeni di organi quali il seno e l’utero. Avrebbero quindi una funzione protettiva su questi ultimi.

E l’assunzione di cibi naturalmente ricchi di estrogeni è motivo per cui le donne giapponesi soffrono così poco di vampate di calore.

I benefici del progesterone naturale

Una delle cure più indicate, che tratta in maniera sicura ed efficace gli squilibri ormonali femminili e i relativi problemi di salute è quella a base di progesterone naturale. Questo è estratto dall’igname selvatico messicano o dalla soia. Molti dei problemi della menopausa, come le vampate di calore e la secchezza vaginale, infatti, si possono attenuare usando solo il progesterone naturale. Inoltre il progesterone naturale permette di aumentare la massa ossea responsabile dell’osteoporosi.

Uno studio indipendente, portato avanti dal dottor Lee, ha messo in luce che questo ormone naturale, abbinato a una corretta alimentazione e ad alcuni aggiustamenti dello stile di vita, è in grado di eliminare gran parte delle sofferenze che accompagnano sia la sindrome premestruale che la menopausa.

Diversi studi in campo americano mettono in evidenza il ruolo che il progesterone naturale gioca all’interno del nostro organismo. Un’assunzione regolare e sufficiente permette fra le altre cose di:

  • far rimpicciolire e regredire i fibromi;
  • tenere sotto controllo la pressione arteriosa;
  • proteggerci dalle malattie autoimmuni;
  • riequilibrare il desiderio sessuale;
  • tenere sotto controllo crampi e dolori muscolari, compresa la fibromialgia;
  • tenere sotto controllo la crescita anomala di peli in viso tipica della menopausa e limitare la perdita di capelli;
  • diminuire l’intensità e la frequenza delle vampate di calore.

L’ormone naturale di progesterone durante la menopausa, abbinato a un’alimentazione adeguata che prevede il consumo di molte fibre e verdure biologiche e l’esclusione di cibi fritti, è piuttosto benefico.

Anche altri rimedi naturali, che includono le erbe occidentali e cinesi, gli integratori alimentari e le terapie omeopatiche, si sono rivelati trattamenti di successo.

 

I cibi ricchi di ormoni naturali

La lista dei cibi che possiamo gustare facendo il pieno di ormoni naturali non si esaurisce di certo con i prodotti derivati dalla soia.

La saggia Madre Natura, infatti, ha un forte potere terapeutico che ci fornisce da sempre il balsamo che ristabilisce salute ed equilibrio, soprattutto per quanto riguarda gli ormoni.

Ad esempio, sapevi che uno dei doni naturali che vanta una lunghissima tradizione, in quanto potente cibo medicinale, è la melagrana?

Chiamato, nel corso dei secoli, “frutto della vita” ma anche “gioiello dell’inverno”, è stato usato per secoli nella medicina popolare mediorientale per curare diversi sintomi. La scienza moderna oggi ha dimostrato che le melagrane contengono un’ampia e ricca gamma di sostanze benefiche e protettive, tra cui fitoestrogeni, polifenoli, ellagitannini e antocianine, che sono potenti antiossidanti. Se assunta con costanza, la melagrana è in grado di:

  • sopprimere le cellule cancerose del seno;
  • interferire con il ciclo di crescita del tumore;
  • inibire la produzione di ormoni che stimolano la crescita cellulare;
  • bloccare l’invasione delle cellule tumorali;
  • innescare l’apoptosi, ovvero la morte cellulare;
  • promuovere la differenziazione cellulare;
  • avere proprietà antiangiogenetiche (ovvero ferma la crescita dei vasi sanguigni del tumore);
  • agire come inibitori dell’aromatasi (ovvero impedisce alle cellule lipidiche di produrre estrogeni).

Melagrana: proprietà e benefici

 

Inoltre, gli estratti di melagrana sono in grado di uccidere in modo efficace le cellule cancerose del seno sia positive che negative agli estrogeni.

Secondo studi americani, la melagrana è in grado di rimpiazzare gli estrogeni necessari, spesso prescritti per proteggere le donne in post-menopausa da disturbi cardiaci e osteoporosi. Allo stesso tempo riesce a distruggere in modo selettivo le cellule cancerogene dipendenti dagli estrogeni. Scommetto che la prossima volta che vedrai una melagrana, non vedrai l’ora di gustare i suoi dolci chicchi.

Durante la menopausa, un occhio di riguardo all’alimentazione permette di alleviare i sintomi e vivere questo passaggio con maggiore serenità. Come affermava Ippocrate, già 2500 anni fa, infatti: “Fa che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo”.

E se l’alimentazione non basta, per i motivi più svariati, si può ricorrere alla medicina naturale, che ha molte tecniche e rimedi che possono aiutare a bilanciare l’omeostasi della donna durante questa delicata fase di passaggio della vita. Ad esempio si può ricorrere a ormoni omeopatici appositi per la menopausa.

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Romina Rossi
Giornalista freelance e web writer, collabora con la rivista “Vivi Consapevole” e diversi siti web, occupandosi prevalentemente di medicina... Leggi la biografia
Giornalista freelance e web writer, collabora con la rivista “Vivi Consapevole” e diversi siti web, occupandosi prevalentemente di medicina naturale, benessere olistico e tecniche naturali di guargione.L’amore per la Natura e la curiosità di capire i complicati e delicati meccanismi di funzionamento dell’uomo, la portano a intraprendere... Leggi la biografia

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