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Come prevenire e difendersi dal cyberbullismo

Bambini e Ragazzi

Come prevenire e difendersi dal cyberbullismo

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Come prevenire e difendersi dal cyberbullismo
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I ragazzi e il cyberbullismo: i modi per prevenire e difendersi da questo fenomeno in aumento. Nell'era di Internet, delle chat e dei Social Network, le strategie per aiutare i ragazzi a non essere sopraffatti dai pericoli dell'online e per evitare di essere sempre più connessi alla rete ma disconnessi gli uni dagli altri.


Tatiana Berlaffa

Ai giorni nostri, nell'era di internet, il bullismo prende spesso la forma di cyberbullismo.

Tra i giovani, non esiste più solo quel tipo di violenza psicologica, verbale o anche fisica che si consumava tra i banchi di scuola o ai giardinetti.

Oggi i ragazzi usano una nuova modalità di 'aggressione' nei confronti dei più deboli attraverso l'uso di chat e di social network.

Negli ultimi anni, l'uso di questi nuovi strumenti di 'socialità' tecnologica avviene in età sempre più precoce.

COME PROTEGGERE I NOSTRI FIGLI E LE RELAZIONI FAMILIARI NELL'ERA DIGITALE

 

Ma cos'è il cyberbullismo e come evitarlo?

Cos'è il cyberbullismo

Si definisce cyberbullismo l'uso delle nuove teconologie per intimorire, offendere, infastidire, mettere a disagio o escludere altre persone. Le modalità in cui si possono compiere atti di cyberbullismo sono molteplici. Attraverso messaggi, chat, social network, siti web o siti di giochi on line, i 'bulli' attaccano la loro vittima.

Nel dettaglio, le azioni che si possono compiere attraverso i media sono molte e di vario genere.

I ragazzi possono fare pettegolezzi tra loro nei confronti di qualcuno, possono postare o inoltrare informazioni o immagini che mettono in imbarazzo, rubare l'identità o il profilo sui social network della loro vittima, insultare o minacciare qualcuno.

On line e Off line

I comportamenti on line possono verificarsi come conseguenza di quelli off line, avvenuti ad esempio a scuola o nei luoghi e occasioni di aggregazione. Ma possono anche avere luogo soltanto 'in rete'.

Nelle nuove generazioni, il confine tra vita on line e vita off line è davvero labile e tutto ciò che accade attraverso le nuove tecnologie ha poi ripercussioni anche nella vita reale.

L'età dell'incertezza: dagli 11 ai 13 anni

Come descrive bene all'interno del suo libro "Disconnessi" la psicologa Catherine Steiner-Adair, esistono età e periodi di vita in cui i ragazzi sperimentano un particolare senso di disagio e incertezza.

L'età della scuola media, tra gli 11 e i 13 anni è una fase delicata nella vita dei ragazzi. I preadolescenti vivono momenti difficili di vulnerabilità e cambiamenti ormonali. Spesso i genitori riferiscono che, in quegli anni, i ragazzi passano repentinamente dal chiedere le coccole all'odiare mamma e papà.

I preadolescenti di questi anni, dal punto di vista psicologico, si trovano a fronteggiare una sfida ben più complessa di quella che hanno dovuto combattere i loro genitori. Un insulto 'da corridoio' viene ingigantito in maniera esponenziale se lo si vede scritto su Facebook o condiviso sulla chat di gruppo di Whatsapp.

Genitori assenti o spaventati

Smartphone - foto in CC pubblicata da gruppomacro.com

In tutta questa complessità, come si comportano i genitori? Le famiglie dei preadolescenti si sentono spesso disorientate e in crisi di fronte alla velocità dei cambiamenti che il mondo della teconologia e del web ha portato. Nella maggior parte dei casi, non conoscono nemmeno le attività che i figli svolgono on line e, quando i ragazzi li interpellano, si sentono spaventati e impotenti. 

I giovani stessi dichiarano che a volte i genitori impongono loro delle regole che poi loro per primi non rispettano. Dichiarano di temere per la propria incolumità quando vedono che i genitori inviano sms al cellulare mentre guidano oppure di sentirsi trascurati quando sono a casa con mamma e papà e si accorgono che questi ultimi hanno sempre un occhio allo smartphone.

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Come prevenire

Il primo modo per prevenire il cyberbullismo è assicurarsi che il tempo di esposizione dei ragazzi alle nuove tecnologie sia quantitativamente e qualitativamente adeguato.

Non bisogna 'demonizzare' i Social Media e le attività on line ma nemmeno delegare ad essi il compito di intrattenere nostro figlio/a.

Passare il tempo e giocherellare su Internet sono momenti accettabili se utilizzati con i dovuti modi e tempi. I ragazzi, on line, possono dare sfogo anche alle loro capacità creative in attività interessanti e utili alla loro crescita.

Come stabilire, quindi, se l'uso delle tecnologie è eccessivo nella vita di un ragazzo?

Innanzitutto, è opportuno controllare alcuni fattori:

  1. il ragazzo ha interessi e svolge attività anche non al computer;
  2. ha un solido gruppo di amici;
  3. è ragionevolmente attento alla scuola e ai voti;
  4. svolge attività fisica o all'aria aperta.

Se questi elementi fanno parte della vita del ragazzo, significa che egli riesce a mantenere un buon equilibrio e, anche se usa le nuove tecnologie (cosa inevitabile ai nostri giorni), ha un buon controllo su di esse.

Se uno o più di questi fattori dovessero mancare, sarà opportuno che i genitori intervengano. Una buona modalità per ripristinare l'equilibrio in modo non punitivo è quella di inserire all'interno della 'routine settimanale e quotidiana' dell'adolescente un'attività che non implichi l'uso del computer. A questo scopo, si può inserire l'attività fisica.

Lo sport, ormai è risaputo, ha notevoli effetti positivi sulla mente e sull'umore oltre che sul corpo. Inoltre, nel caso di attività di squadra, favorisce la capacità di stare in gruppo.

Inserire una nuova attività permette di togliere, come naturale conseguenza, spazio alle nuove tecnologie senza perciò essere percepita come un 'castigo' imposto dall'alto.

Nella scelta dell'attività, i gusti e le opinioni del ragazzo sono essenziali e devono essere tenute in grande considerazione.

Il secondo modo passa attraverso le istituzioni scolastiche.

Negli ultimi anni, su richiesta del Miur - Ministero Istruzione Università e Ricerca, ogni scuola, a partire dalla secondaria di primo grado, prevede dei progetti formativi per gli alunni per un uso consapevole della tecnologia e per la prevenzione del cyberbullismo.

Durante questi incontri ai ragazzi vengono forniti esempi e casi concreti di utilizzo di Social Media, giochi on line e affini e vengono studiate le possibili risposte e modalità di reazione.

Il terzo modo è quello di regolamentare in famiglia l'uso del web attraverso software che non consentano l'accesso a siti rischiosi o contenenti materiale non adatto ai ragazzi.

Il sito generazioniconnesse.it, creato da una collaborazione tra Miur e Unione Europea, propone soluzioni simpatiche e utili (webserie, fumetti, articoli semplici e immagini) per informare in modo divertente i propri figli ed aggiornarsi sul fenomeno del cyberbullismo e sulle modalità per contrastarlo.

Come difendersi

Sia i ragazzi che i genitori, di fronte a questo problema, spesso si sentono impotenti e hanno bisogno di trovare strategie di difesa che possano aiutarli ad uscire dal ruolo di vittima (nel caso degli adolescenti o pre-adolescenti) oppure a tutelare i propri figli o allievi nel caso di adulti che assistono a queste dinamiche.

Per i ragazzi

Smartphone - foto in CC pubblicata da gruppomacro.com

Se sei un ragazzo e vuoi liberarti di quel cyber-bullo che ti infastidisce, prova così:

1. Invia un messaggio al cyber-bullo in cui gli dici in modo chiaro che il suo comportamento di infastidisce e disturba. Chiedigli anche in modo esplicito di non continuare con il suo atteggiamento.

2. Non insturare un 'botta e risposta' con chi ti sta offendendo on line o sul cellulare. Rischi di 'fare il suo gioco' e alimentare una situazione che, se lasciata a sè, potrebbe concludersi prima del previsto.

3. Blocca prima possibile tutte le email, la messaggistica e i profili social del bullo. Sarà un messaggio chiaro della tua volontà di farlo smettere e che non vuoi restare intrappolato nella sua dinamica.

4. Tieni traccia delle conversazioni o degli sms che ti hanno infastidito. Potrebbero non servirti mai (speriamo) ma, in ogni caso, avrai le 'prove' del suo comportametno aggressivo nei tuoi confronti.

5. Evita di visitare siti web o di partecipare a giochi on line o gruppi in chat in cui sei stato attaccato in modo offensivo.

6. Cambia indirizzo e-mail e profilo social in modo da non essere più infastidito o da rendere più difficile rintracciarti.

7. In base alla gravità degli episodi, non temere di cambiare anche numero di cellulare e comunicalo solo a poche persone di cui ti fidi.

8. Informa i tuoi genitori o un adulto di riferimento sulla situazione che stai vivendo. Non isolarti, hai tutti i diritti di difenderti e di essere aiutato.

Se non sei direttamente la vittima di queste offese verbali o fisiche ma hai assistito ad episodi simili nei confronti di qualche tuo amico o compagno, racconta l'accaduto. Aiuterai chi è in difficoltà e ti sentirai bene per questo.

Per i genitori

Se sei un genitore e vuoi aiutare tuo figlio e difendersi in una situazione di cyberbullismo, ecco i consigli per te:

E' molto importante intervenire subito, non appena si percepisce l'esistenza di una dinamica di cyberbullismo.

Per prima cosa, anche se non è sempre facile, bisogna cercare di creare con il proprio figlio o figlia adolescente un legame di fiducia in modo che sia possibile ottenere la sua confidenza.

Poi verifica se tuo figlio ha un buon equilibrio tra vita on line e vita off line controllando se sono presenti i fattori descritti all'inizio.

Se noti che questi fattori mancano e ricevi delle confidenze da parte di tuo figlio riguardo un fenomeno di cyberbullismo, rivolgiti ad un esperto. In tutte le scuole è presente uno sportello psicologico attraverso il quale è possibile parlare con uno psicologo che, sicuramente, potrà aiutarti.

Rivolgiti anche agli insegnanti e descrivi la situazione. Spesso, fenomeni del genere hanno rispercussioni anche in classe.

Inoltre, cerca di:

  • monitorare l'uso dei mezzi informatici

Spiega a tuo figlio come utilizzarli, imposta delle password per controllare i contenuti a cui può accedere e consenti l'utilizzo solo in determinati orari.

  • imparare a conoscere il suo linguaggio

Puoi provare a comprendere anche il linguaggio informatico delle nuove generazioni per renderti conto se c'è qualcosa che non va. Non temere di chiedere spiegazioni se non capisci qualcosa.

  • essere sempre disponibile alla comunicazione.

Puoi tenere al sicuro tuo figlio nella sua esperienza on line anche se non sei esperto di computer. 

Puoi insegnargli a prestare attenzione ad alcuni aspetti della sua comunicazione: 

1. Contatti: 

insegna a tuo figlio come instaurare relazioni online sicure chiedendogli di stare attento e di scegliere solo persone che conosce anche nella realtà per evitare di incontrare online hacker, truffatori o malintenzionati.

2. Contenuti

spiega quali sono i contenuti accettabili. Si tratta di contenuti sicuri, responsabili e morali? Queste caratteristiche fondamentali dovrebbero essere rispettate sia per i contenuti caricati che per quelli visualizzati. I ragazzi spesso non si rendono conto che "Internet è per sempre".

Tutto ciò che viene pubblicato online viene registrato e archiviato e potrebbe essere rintracciato anche a molti anni di distanza. Il giorno in cui cercherà lavoro, tuo figlio è sicuro che il contenuto appena pubblicato sarà apprezzato dal suo possibile recruiter?

3. Comportamenti:

il miglior insegnamento si sa, è dato dall'esempio. Noi genitori per primi dobbiamo adottare un comportamento corretto online e mostrarlo ai nostri figli. A volte, alcune persone, anche maggiorenni, si nascondono dietro l'anonimato o dietro pseudonimi e diventano "leoni da tastiera". Perdono le inibizioni e utilizzano linguaggi scurrili o danno sfogo a rabbia incontrollata e immatura.

Bisogna ricordare che ciò che viene scritto online determina la reputazione, è rintracciabile anche se scritto sotto pseudonimo o in anonimato e contribuisce a rinforzare, nel bene e nel male, la personalità che poi manifesteremo anche fuori.

Per gli insegnanti

Se sei un insegnante e vuoi aiutare i tuoi allievi che si trovano in situazione di bullismo o cyberbullismo (sia aggressori che vittime) la cosa più importante da attuare è il dialogo. Crea dei momenti strutturati di scambio di esperienze all'interno della tua classe. Potrebbe essere una riunione al mese in cui potersi confrontare e in cui leggere e commentare alcuni testi che riguardano  tematiche relative al bullismo.

Potresti affidare dei 'compiti' ai ragazzi che ritieni coinvolti in queste dinamiche. Ad esempio, puoi chiedere ad alcuni studenti di leggere un testo e parlarne davanti a tutta la classe commentandolo e argomentando con la propria opinione.

Oppure, se preferisci una modalità più creativa e meno convenzionale, potresti chiedere di preparare una sorta di 'gioco di ruolo', di recita in cui la vittima si ritrova nel ruolo del bullo e l'aggressore è messo 'alla corda' proprio dalle sue 'prede'.

Il 'pubblico-classe' potrà alla fine suggerire modalità e soluzioni per uscire dalla situazione nel modo migliore.

Il cyber-bullismo è un fenomeno in aumento. Fortunatamente, però, con alcuni accorgimenti e soprattutto con una buona relazione tra ragazzi e adulti, può essere contrastato e arginato.

DISCONNESSI - SIAMO SEMPRE PIÙ ISOLATI?

 


Tatiana Berlaffa
Il mondo della comunicazione è il mio lavoro e la mia passione.Scrivo come blogger, giornalista freelance e social media editor.Prima di scrivere... Leggi la biografia
Il mondo della comunicazione è il mio lavoro e la mia passione.Scrivo come blogger, giornalista freelance e social media editor.Prima di scrivere di qualsiasi cosa, la provo in prima persona.Sono appassionata di tematiche legate al benessere e alla crescita personale. Amo le novità, viaggiare da sola e imparare lingue straniere.Tra i miei... Leggi la biografia

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