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Come “scardinare” l’alimentazione: i consigli di Zeland

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Come “scardinare” l’alimentazione: i consigli di Zeland
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L’ultima opera di Vadim Zeland, “Scardinare il Sistema Tecnogeno” (Macro Edizioni), la si può intendere come una metafora per la gestione del vivere quotidiano e, al contempo, un nuovo modo di concepire l'alimentazione. Gran parte del libro, infatti, è incentrata proprio sull’ alimentazione con suggerimenti e consigli basati sulla ricerca dell’autore e di indagini alternative, contrarie al “sistema” attuale, che privilegiano una alimentazione naturale, più sana, ma certamente meno appetitosa per i nostri palati abituati al cibo sintetico.


Redazione Web Macro

L’ultima opera di Vadim Zeland, “Scardinare il Sistema Tecnogeno” (Macro Edizioni), la si può intendere come una metafora per la gestione del vivere quotidiano e, al contempo, un nuovo modo di concepire l'alimentazione. Gran parte del libro, infatti, è incentrata proprio sull’ alimentazione con suggerimenti e consigli basati sulla ricerca dell’autore e di indagini alternative, contrarie al “sistema” attuale, che privilegiano una alimentazione naturale, più sana, ma certamente meno appetitosa per i nostri palati abituati al cibo sintetico.

Questo argomento è stato già affrontato nel libro precedente, pubblicato un paio di anni fa, “Transurfing Vivo” (Macro Edizioni). Il tema relativo al Sistema Alimentare ed a quello Tecnogeno è stato accolto con qualche perplessità dai lettori e dagli stessi seguaci di Zeland, poiché suggeriva un modo di nutrirsi assolutamente alternativo e non convenzionale, non necessariamente vegano, ma basato sul consumo di cibi naturali, prevalentemente vegetali, non trattati sinteticamente e soprattutto non sottoposti ad alcun trattamento termico (caldo/freddo). La resistenza a scardinare le nostre abitudini potrebbe fare di questo libro un’opera di nicchia, ma l’autenticità del messaggio persiste proprio nella sincerità dell’ autore, che non scrive per vendere (altrimenti tratterebbe argomenti più commerciali) ma semplicemente per comunicare un messaggio, utile al Lettore per risvegliarsi nella consapevolezza.

Il rischio di essere come un cyborg

Il fulcro dell’opera è compreso nella descrizione del “cyborg”, come lo definisce Zeland, ovvero l’abitante di questa nuova Società Tecnogena, che vive di mondi virtuali, scarse relazioni umane, una coscienza annebbiata dall’eccesso di informazione, si nutre di cibo morto, sintetico-industriale, respira aria non-viva e osserva inconsapevolmente ed ubbidiente tutte le regole imposte dal Sistema.

Così scrive Zeland: “Sta seduto buono al tuo posto, nella tua celletta, e fai clic sul pulsante, come si deve. Crea i prodotti del sistema e consuma tutto quello che il sistema ti da. Rispetta la regola del pendolo, “fai come faccio io”. Segui il principio della società: “Se lo fanno tutti, allora è giusto”. E che non ti venga in mente di abbandonare le fila! E, ancora, la cosa più importante: sii sempre collegato con la rete. Sii nel sistema. Non separarti mai dai gadget che ti permettono di esserlo sempre. Presta attenzione al flusso di informazioni in entrata. Partecipa al coro collettivo, rispondi ai comandi per essere sempre in risonanza con la rete, per esserne una parte. Non cercare la tua strada: essa ti verrà indicata. Non pensare, non affaticare la testa: ti verrà tutto raccontato e mostrato. Quello che devi fare e imparare a rispondere ai comandi nel modo più primitivo, formarti i riflessi condizionati necessari per rispondere al posto giusto e al momento giusto, con un clic di mouse, con un tasto, con un carrello della spesa o con un bollettino elettorale. E quando arriva l’ora, sii pronto a riempire le fila numerose di tutti coloro che marciano in direzione di… insomma, la direzione te la indicheranno. L’importante e che tu, ingranaggio, sia pronto.”.

Vi invitiamo a scardinare sin da subito il sistema, vincendo le possibili reticenze, risvegliando la curiosità delle vostre coscienze con una prima lettura. Ne rimarrete molto colpiti e sarete invogliati a rileggerlo ancora.

Luana Salvatore


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