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Quando la terra è diventata una miniera?

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Quando la terra è diventata una miniera?

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Quando la terra è diventata una miniera?

Quando la terra è diventata una miniera? Per migliaia di anni molte civiltà hanno considerato la Terra un organismo vivente di cui l'essere umano era parte integrante. Poi qualcosa è cambiato. Boschi, fiumi, montagne e perfino l'aria hanno iniziato a essere descritti come risorse, materie prime, capitale naturale. Quando è avvenuta questa trasformazione? E soprattutto, chi ha deciso che il pianeta dovesse essere trattato come un immenso giacimento da sfruttare?Per gli indigeni la Terra non è mai stata uno sfondo su cui abitare, un luogo in cui si svolge la vita. È la vita stessa.

A cura di Daniela Calbucci


Redazione Web Macro

Nelle loro tradizioni, tramandate per decine di migliaia di anni, il territorio custodisce la memoria degli antenati, delle storie e delle leggi che regolano l'esistenza. Camminare lungo un sentiero non significa semplicemente spostarsi da un luogo all'altro: significa attraversare un racconto vivente. Le rocce, i corsi d'acqua, gli alberi e le montagne non sono oggetti separati dall'essere umano, ma parti di una stessa trama di relazioni.

Il pianeta è un organismo vivente del quale gli esseri umani fanno parte. Non siamo osservatori esterni della Terra, né proprietari delle sue ricchezze. Siamo una delle innumerevoli forme viventi attraverso cui la vita si esprime.

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Il pianeta vivente

Per chi è cresciuto nella cultura occidentale moderna, questa visione può apparire poetica o simbolica, eppure solleva una domanda importante: che cosa accade quando una civiltà smette di percepire la Terra come una realtà vivente e inizia a considerarla come una risorsa da sfruttare?

Forse il cambiamento è avvenuto così lentamente da passare inosservato. Generazione dopo generazione abbiamo smesso di guardare un bosco come un organismo vivente. Abbiamo iniziato a vederlo come legname. Mentre un fiume è diventato una riserva idrica, una montagna un giacimento, un campo una superficie produttiva. Persino l'aria ha acquisito un prezzo.

Abbiamo smesso di sentirci parte della Terra e abbiamo iniziato a considerarla qualcosa di esterno a noi. Qualcosa da utilizzare, da amministrare, da possedere.

Approfondisci la lettura con l'articolo: Chi erano gli gnostici? La conoscenza proibita che parlava di arconti duemila anni fa

Una civiltà che ha imparato a estrarre

Negli ultimi tre secoli l'umanità ha compiuto imprese straordinarie. Ha sconfitto malattie che per millenni hanno terrorizzato intere popolazioni. Ha costruito reti di comunicazione capaci di collegare continenti. Ha sviluppato tecnologie che consentono di osservare il pianeta dallo spazio e di dialogare in tempo reale con persone che si trovano dall'altra parte del mondo. È difficile non provare ammirazione per tutto questo. Ma ogni conquista ha un costo.

Per alimentare la crescita economica abbiamo scavato sempre più a fondo nelle montagne. Abbiamo abbattuto foreste millenarie. Abbiamo deviato fiumi. Abbiamo trasformato ecosistemi complessi in territori produttivi. E abbiamo cancellato e usurpato i popoli testimoni dell’esistenza di un sistema vitale molto più grande di quanto siamo riusciti a interpretare

Naturalmente non lo abbiamo fatto per cattiveria. Lo abbiamo fatto perché “convinti” che il benessere dipendesse dalla nostra capacità di dominare e sfruttare la natura.

E se avessimo frainteso il nostro ruolo? Se fossimo noi stessi, sfruttatori sfruttati in nome dell’economia, della ricchezza e del potere. Illusi da propagande di benessere e progresso?

 

Approfondisci con l'articolo: Perchè gli esseri umani distruggono ciò da cui dipendono?

 

Sophia dimenticata

Nella tradizione gnostica esiste una figura affascinante chiamata Sophia. Per alcuni rappresenta l'intelligenza vivente che permea il cosmo, la forza che connette tutte le forme di vita in una rete di relazioni.

Che cosa accade quando una civiltà perde il contatto con la saggezza della vita? Una foresta viene valutata soltanto in termini economici? Un fiume vale per l'energia che può produrre? Un terreno viene considerato esclusivamente per ciò che può rendere? Quando abbiamo smesso di percepire la Terra come la nostra casa e abbiamo iniziato a considerarla una risorsa economica?

Ed è proprio da questa domanda che prende avvio una delle riflessioni più provocatorie esposte da Per Shapiro in Guerra contro la vita: come può una civiltà arrivare a comportarsi come se fosse separata da ciò che la sostiene?

 


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