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1987-2017: 30 anni di Benessere e Conoscenza

Potenziare il nostro sistema immunitario nel bosco

Scritto da: Sabrina Lorenzoni | Nuova Saggezza, Salute e Benessere

Potenziare il nostro sistema immunitario nel bosco

Il libro di Clemens G. Arvay “Effetto Biofilia” racconta del potere di guarigione degli alberi e delle piante.

Siamo nati nella natura, le nostre radici sono lì, anche se viviamo sempre più nelle città, circondati dal cemento.

Il contatto con la natura, in particolare con le piante del bosco, ci fa bene.

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Non è solo un’antica leggenda basata su chissà quali fondamenta: oggi è la ricerca scientifica a dimostrarlo con numeri, dati, fatti.

Camminare nel bosco è salutare, ci aiuta a rinforzare le nostre difese immunitarie quindi a prevenire e a combattere meglio le malattie.

Cos’è la biofilia?

Il termine biofilia deriva dal greco e significa “amore per la vita”. Venne utilizzato per la prima volta in ambito psicologico da Erich Fromm nel 1964 come “attrazione dell'uomo nei confronti della natura”. In ambito scientifico nasce con l’ecologo Edward O. Wilson che se ne serve per indicare “il bisogno umano di legarsi ad altri esseri viventi”. 

"L'uomo proviene dalla natura ed è al suo interno e in interazione con essa che si è evoluto"

"In noi agisce la stessa forza vitale che è presente negli animali e nelle piante, e facciamo parte della rete della vita - "web of life" - come scrive lo stesso Edward O. Wilson.

Come possiamo riconnetterci con la natura?

Come possono aiutarci le piante? Clemens Arvay ci dimostra in questo libro -Effetto Biofilia - che la natura ha su di noi potenti effetti terapeutici. Studi e ricerche scientifiche sono arrivati a dimostrare questi quattro punti essenziali, che vengono trattati nei capitoli di questo libro: “

  1. Le piante comunicano con il nostro sistema immunitario a nostra insaputa, rafforzando le nostre difese e mantenendoci in salute;
  2. Un giorno passato nel bosco determina un aumento di cellule sane nel nostro corpo che continua per oltre una settimana;
  3.  Gli alberi rilasciano sostanze invisibili che contrastano il cancro;
  4.  La vista di paesaggi naturali contribuisce alla guarigione di varie malattie.

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Come comunicano le piante, tra di loro e con noi

La prima domanda che ci facciamo è: come fanno le piante a comunicare tra di loro? Delle piante ci stupisce il fatto che non hanno un linguaggio verbale, che non emettono suoni. Non possono nemmeno comunicare tramite le loro espressioni: noi utilizziamo molto la mimica del nostro viso e del corpo e così fanno cani e gatti, ad esempio. Ma una pianta, che mimica ha? In effetti, nessuna.

Alberi: anche loro stringono amicizia e sono sociali

Le piante comunicano tra di loro mediante molecole chimiche, così come fanno molti insetti. Molecole, sostanze che, prodotte da una pianta, sono riconosciute e interpretate da un’altra pianta e anche da molti animali. Un esempio che molti probabilmente conoscono: se una pianta è attaccata da insetti nocivi, emette delle molecole, delle sostanze chimiche per avvertire le piante vicine. Ma fa anche di più: allo stesso modo comunica con gli insetti che mangiano quelli nocivi, attirandoli.

I terpeni sono molecole chimiche che le piante producono per comunicare con altre piante. Ne conosciamo circa 40.000. Le piante, dunque, comunicano attraverso molecole, come i terpeni. Ma le piante sono anche in grado di produrre suoni con le loro radici, rumori che noi esseri umani non siamo in grado di registrare.

Siamo nati nella natura

Un ambiente fatto di prati, arbusti, alberi accoglieva l’uomo primitivo. Stare nella natura, passeggiare nel bosco serviva ai nostri antenati per trovare cibo. In origine Homo Sapiens era un raccoglitore e la sua dieta era costituita per oltre l’80% di frutta, vegetali e semi. Questa necessità primaria si è fissata nel nostro genoma e anche oggi, quando ormai siamo abituati a rifornirci di cibo al supermercato, il nostro corpo ci invita a stare nella natura, a fare una camminata nel bosco. Il nostro corpo sa che tutto ciò ci fa stare bene.

È la scienza a parlarci del potere di guarigione degli alberi e delle piante. Molti studi dimostrano, come si legge nel libro, i potenti effetti terapeutici che la natura ha su di noi. “Le piante comunicano con il nostro sistema immunitario a nostra insaputa, rafforzando le nostre difese e mantenendoci in salute”

I Giapponesi ci insegnano il Shinrin-yoku

Un’antica tradizione giapponese è quella del Shinrin-yoku, ovvero il “bagno nella foresta”. Questo bagno non è inteso come tuffarsi nelle acque di torrenti, fiumi o laghi, ma proprio come respirare l’aria del bosco, la sua atmosfera. Una camminata nel bosco ci permette di respirare le molecole che le piante producono, i terpeni di cui abbiamo detto sopra, ad esempio. Il sistema immunitario dell’uomo riconosce i terpeni, riconosce queste molecole e sa che può utilizzarle per potenziare e rinforzare le difese immunitarie dell’organismo.

Non solo inspirare l’aria del bosco. Anche la nostra pelle viene a contatto con queste molecole gassose e le assimila. Per questo si parla di un vero bagno, di un’immersione nel bosco. A beneficiare di questa pratica sono perfino i nostri sensi, la nostra pelle, il sistema ormonale e il sistema nervoso, come si può facilmente immaginare. Dunque non ci sono più dubbi, nemmeno per la scienza: passeggiare nel bosco serve a potenziare e alzare le difese immunitarie del nostro organismo.

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Come potenziare il nostro sistema immunitario nel bosco?

Ecco alcuni consigli pratici che ci offre questo interessante libro. Il professor Qing Li, docente di medicina a Tokyo ed esperto di silvoterapia, ci suggerisce alcune regole fondamentali, alcuni consigli pratici per migliorare l’interazione tra il bosco e il nostro sistema immunitario. Ovvero, come camminare nel bosco per permettere ai terpeni di raggiungere le cellule del nostro sistema immunitario, aiutandolo a rinforzarsi.

1 - Rimani nel bosco almeno due ore

Due ore di passeggiata sono consigliate per avere dei benefici. Durante questo tempo sarebbe opportuno percorrere almeno due chilometri e mezzo. Se si dispone del doppio del tempo, ancora meglio. Una mattinata o una giornata nel bosco possono davvero fare molto per rafforzare le nostre difese immunitarie, meglio ancora se possiamo trascorrere tre gironi consecutivi in una zona boschiva.

“Trascorrete due giornate consecutive in un ambiente boschivo e il vostro sistema immunitario vi ringrazierà, dato che grazie ai terpeni presenti nell’aria, le vostre cellule killer naturali vedranno un aumento delle loro prestazioni superiore al 50%. Questo maggior funzionamento permane per altri 30 gironi”.

2 - Programma passeggiate ed escursioni nel bosco in base alle tue condizioni fisiche

Esagerare è controproducente e potrebbe fare più male che bene. Valutate bene la vostra condizione fisica iniziale e preparatevi a passeggiare nel bosco, a fare un’escursione o una bella camminata, senza stancarvi troppo.

3 - Se sei stanco, fermati

Capita però di sentirsi stanchi: nessun problema. È consigliabile fermarsi e riposare. Una sosta è quello che ci vuole, il nostro corpo sa quando e ce lo comunica. Scegliete, dunque, un angolo che vi piace e fermatevi. Un tronco liscio, una zona di prato, una panchina se presente.

4 - Bevi, se hai sete

Anche l’idratazione è importante e non va mai sottovalutata. Quando si ha sete è sempre meglio bere acqua. Se proprio non vi va, potete scegliere anche un tè.

5 - Cerca un angolo bello e rilassati

C’è sempre un posto che attira la nostra attenzione. Fermiamoci lì, sediamoci a riposare. Magari prendiamoci un quarto d’ora per leggere in tranquillità le pagine di un libro o per ascoltare della musica. Oppure osserviamo semplicemente la natura che ci circonda. Possiamo anche fare un po’ di yoga e meditazione se siamo amanti di queste pratiche. Nel libro potete a trovare, a questo proposito, due audiomeditazioni da scaricare e utilizzare durante la sosta nelle vostre camminate nel bosco. Insomma quel che conta è rilassarsi a fondo.

6 - Ritorna spesso nel bosco

Studi scientifici giapponesi dimostrano che “un soggiorno in una regione boschiva di due o tre giorni al mese permette di alzare le difese immunitarie.” Il consiglio è quello di fermarsi nel bosco almeno quattro ore al giorno.

7 - Cambia stagione

Ogni stagione ha i suoi benefici, quindi è bello cambiare per goderli tutti. La concentrazione dei terpeni nel bosco è massima in estate, ma è tra aprile e maggio che aumenta rapidamente, per raggiungere un picco massimo tra giugno e agosto. Dalla primavera all’estate, variamo le nostre attività e programmiamo diverse camminate nel bosco.

8 - Vai nel cuore del bosco

I terpeni sono più concentrati nel centro del bosco, nel suo cuore. In questa zona gli alberi sono fitti e dunque producono maggiori quantità di molecole. Non rimanete ai lati del bosco, ma addentratevi nel suo interno per respirare meglio e per godere del panorama.

9 - Viva l’umido, la pioggia, la nebbia

Con l’umidità e la nebbia nel bosco si trova un’altissima concentrazione di terpeni salutari. Dopo la pioggia, passato il temporale, prepariamoci a camminare nel bosco e le nostre difese immunitarie saranno immediatamente rafforzate.

10- Terpeni a misura d’uomo

La densità dei terpeni salutari è massima a livello del suolo, del terreno, insomma ad altezza d’uomo. Siamo fortunati, basta una bella camminata per intercettarli. Tutto risulta alla nostra altezza.

11 - Non sostituirti al medico

La silvoterapia, la cura di alcune patologie attraverso gli alberi, serve in particolare per la prevenzione delle malattie. Se il sistema immunitario è rafforzato, ci si ammala meno. Per le malattie occorre rivolgersi sempre ai medici.

Abbracciare gli alberi: il potere terapeutico del bosco

Esercizi pratici

Un esercizio pratico per potenziare l’assorbimento delle sostanze salutari presenti nell’aria boschiva. Si tratta di una tecnica respiratoria del Qi Gong cinese. Nel bosco, cercate una zona di terreno pianeggiante per poter stare bene in piedi. Divaricate i piedi, tenendoli paralleli e piegate le ginocchia. Allargate le braccia portandole in alto con un movimento circolare. Inspirate profondamente e accogliete l’aria del bosco nei polmoni. Quando le braccia si incontrano sopra la testa, riportatele in basso, espirate e piegatevi in avanti e accovacciatevi. Nel fare questo movimento, premete leggermente i gomiti sullo stomaco, come per aiutare i polmoni a svuotarsi dell’aria. Poi alzatevi e ripetete più volte l’esercizio.

In questo modo potrete inspirare l'aria fresca e salutare del bosco ed eliminare quella vecchia contenente sostanze nocive. Questo effetto depurativo sarà particolarmente evidente per i fumatori e per chi vive in città con molto inquinamento atmosferico. Secondo il metodo cinese del Qi Gong, non assorbiamo solo l’aria pura del bosco, ma anche “il Qi della natura, l’energia vitale, rilasciando il Qi esausto”.

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Effetto Biofilia

Il potere di guarigione degli alberi e delle piante.

 Clemens G. Arvay

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