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Le giuste parole tra genitori e figli per evitare i tranelli della Rete

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Le giuste parole tra genitori e figli per evitare i tranelli della Rete

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Le giuste parole tra genitori e figli per evitare i tranelli della Rete

Nel rapporto tra genitori e figli, l’uso delle parole è fondamentale. Alessio Roberti, sociologo, formatore e lui stesso papà, lo sa bene tanto da scriverci un libro proprio dal titolo “Le parole per crescere tuo figlio”. E tra le molte parole su cui vale la pena soffermarsi, Roberti nel suo libro ne analizza una di particolare rilevanza per i nostri tempi, ovvero “Sexting”: ovvero lo scambio tramite la Rete di messaggi e foto sessualmente espliciti. 


Redazione Web Macro

Nel rapporto tra genitori e figli, l’uso delle parole è fondamentale. Alessio Roberti, sociologo, formatore e lui stesso papà, lo sa bene tanto da scriverci un libro proprio dal titolo “Le parole per crescere tuo figlio”. E tra le molte parole su cui vale la pena soffermarsi, Roberti nel suo libro ne analizza una di particolare rilevanza per i nostri tempi, ovvero “Sexting”: ovvero lo scambio tramite la Rete di messaggi e foto sessualmente espliciti.

Un fenomeno che sta coinvolgendo sempre più giovanissimi visto il loro rapporto quotidiano, assiduo con il cosiddetto “social network”, Facebook in particolare. Alessio Roberti ne ha parlato anche in Tv durante un’intervista che gli è stata fatta, proprio su questo argomento, dalla popolare trasmissione di Rai 3 Geo&Geo. Di seguito ne riportiamo il testo, comprese le domande poste dalla conduttrice Sveva Sagramola.

Un gioco che può diventare pericoloso

(Geo&Geo): Il 60% dei ragazzini sotto i 12 anni oggi ha uno smartphone, quindi un telefono con l’accesso alla rete. La cronaca ci informa di ragazzi/e di 14/15 anni che mettono un annuncio e cercano clienti e cominciano la prostituzione: se non ci fosse stato internet sarebbe accaduta una cosa del genere?
(Alessio Roberti) Probabilmente no, nel senso che la tecnologia, soprattutto internet, parte dal concetto di anonimato. Quindi chiunque oggi può aprire un profilo, può aprire una pagina, o postare un annuncio, inventandosi un profilo dicendo un nome fasullo, un cognome fasullo, ed un’età fasulla. Quindi probabilmente questo sarebbe stato molto più difficile… ce lo immaginiamo due ragazzine per strada a prostituirsi? Chiunque di noi probabilmente se le avesse viste avrebbe contattato subito la polizia. Internet si basa sull’anonimato e da la possibilità purtroppo a chiunque, a volte anche per gioco, di iniziare con quello che poi diventa qualcosa di molto pericoloso.

(Geo&Geo): C’è un altro dato che inquieta: i ragazzi tra i 14 e 20 anni vengono lasciati praticamente senza il controllo di un adulto mentre usano la Rete. Quindi possono incontrare qualunque cosa…
(Alessio Roberti): Ogni ragazzo che ha in mano un cellulare o un tablet, se noi adulti non abbiamo messo nessuna protezione, accede a qualsiasi cosa, e quando intendo qualsiasi cosa intendo davvero qualsiasi.

(Geo&Geo): Quindi dobbiamo innanzitutto essere consapevoli di questo?
(Alessio Roberti): Dobbiamo partire dall’idea che se nostro figlio ha in mano un cellulare è come se avesse in mano un computer, prima di tutto. E che se noi non impostiamo dei filtri, ha accesso a qualsiasi informazione. Sicuramente anche delle informazioni che potrebbero destabilizzare un ragazzo o una ragazza.

"Sexting": foto e filmati intimi senza più privacy

(Geo&Geo): Il tuo libro affronta tantissimi aspetti della crescita e dell’adolescenza, tra cui proprio questo che si chiama “sexting”. Come funziona e che rischi ha per i ragazzi?
(Alessio Roberti): Sexting è l’unione tra le parole inglesi sex e ting, ovvero texting: significa mandare messaggi, con foto, con video, con espliciti riferimenti sessuali. Potrebbero essere proprio dei filmati o delle immagini pornografiche.
E molte volte sono gli stessi ragazzi che si fotografano, ad esempio davanti allo specchio, e mandano il tutto poi al fidanzatino o alla fidanzatina, non rendendosi conto di una cosa: dal momento in cui tu fai una fotografia e la metti su internet o utilizzi un social il rischio è che quella stessa fotografia non venga utilizzata solo dal destinatario, ma che venga mandata a qualcun altro.
Immaginiamoci una coppia di giovanissimi: lei o lui si fanno una fotografia, o addirittura a volte succede che se la fanno insieme , poi si rompe questo rapporto, se lui o lei manda queste fotografie a tutto il resto dei compagni o della scuola, succede un disastro, Il ragazzo o ragazza sono costretti a cambiare scuola, perché ormai i compagni di classe han visto delle fotografie molto intime.

(Geo&Geo): I genitori cosa possono fare per proteggere i propri figli da questo pericolo?
(Alessio Roberti): Come noi genitori parliamo ai nostri figli del problema dell’alcool, delle droghe, dobbiamo anche aiutarli, a rendersi conto del fatto che hanno a disposizione una tecnologia di cui non possiamo ovviamente privarli ma che ha delle caratteristiche molto particolari.
Le ricerche ci dicono che i ragazzi scambiano tantissime fotografie senza rendenrsi conto che una volta che si mette una fotografia online se ne perde completamente il controllo.

(Geo&Geo): Bisogna insegnare loro il concetto di privacy e di come cambia ai tempi di internet?
(Alessio Roberti): Dobbiamo fargli capire una cosa: quando fanno una fotografia e la mettono su un social network è come se la mettessero in mezzo alla strada su un manifesto. Chiunque può vederla.

Internet come un diario segreto...poco segreto

(Geo&Geo): Un tempo c’era il diario segreto, in cui si scriveva e si teneva sotto chiave le proprie emozioni più profonde; il diario segreto tagliava fuori i genitori. Oggi il diario è diventato internet, lo sono diventati i social, sono diventati il mondo dei ragazzi, da cui i genitori sono esclusi. Con la differenza che non è più segreto però.
(Alessio Roberti): È qui il problema, loro hanno la percezione che sia segreto, cioè loro pensano che mandare un messaggio ad un amico significa che l’ho mandato ad un amico. Invece no. Bisogna entrare nella logica che l’amico per mille motivi, per scherzo, per vendetta, per cattiveria, o a volte anche semplicemente per superficialità, può mandare un’informazione riservata a tante altre persone. E quindi dobbiamo renderci conto che non è segreto.

(Geo&Geo): Tre consigli da dare ai genitori, per i bambini e ragazzi adolescenti che comunque entrano in contatto con le nuove tecnologie.
(Alessio Roberti): Il primo è: se le scuole organizzano degli incontri formativi, e sono tantissime quelle che lo fanno,, soprattutto in collaborazione con la Polizia di Stato, consiglio vivamente ai genitori di andarci! Per poter fare informazione dobbiamo conoscere i mezzi che i nostri figli usano d’abitudine. Inoltre a scuola c’è il confronto con altri genitori e, quindi, non ci sono solo dei tecnici.
Secondo consiglio: imparare anche noi genitori ad usare questa tecnologia, anche solo con la scusa di dire ai nostri figli “Guardiamo insieme questa cosa?” o “Mi spieghi come funziona questo social?” È importante non tanto per la conoscenza tecnica, ma perché apriamo un dialogo fra noi e loro.
Terzo consiglio è: prendiamo spunto dalla cronaca. Quando ci sono dei guai, devono diventare la possibilità per altri genitori, e per altri figli, di evitare di cadere nella stessa rete, nello stesso problema.


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