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Carni rosse e lavorate a rischio di tumore: le risposte suggerite da The China Study

Scritto da: Redazione Web Macro | Salute e Benessere

Carni rosse e lavorate a rischio di tumore: le risposte suggerite da The China Study

Carni rosse e carni lavorate sono state messe dall'OMS (l'Organizzazione Mondiale della Sanità) nella lista delle possibili cause di tumore. Apriti cielo! Noi potremmo dire: era ora!, noi da anni lo diciamo! E lo potremmo dire quasi con un senso di orgoglio visto che anche un'Organizzazione importante a livello mondiale lo sostiene in modo così chiaro e netto.

Per noi si tratta di sfondare una porta già aperta da tempo ma su cui spesso si sono accumulate critiche da molte parti, come se sostenessimo teorie bislacche e allarmiste.

Però come siamo convinti della bontà di quanto sostenuto in molti nostri libri, in questo particolare momento di frenesia mediatica che si sta sviluppando sulle carni ci teniamo anche a prendere le distanze dagli eccessi che non aiutano a inquadrare l'argomento in una dimensione accettabile da tutti.

 

Quello che dice l'OMS non è sempre oro colato...

In tutta franchezza, abbiamo avuto occasioni di diffidare di quanto sostenuto, a volte, dall'OMS stesso, soprattutto in merito ai vaccini. Quindi adesso non siamo per prendere per oro colato quanto sostiene sulle carni anche se va nella direzione su cui anche molti nostri libri vanno.

Tantomeno, ovviamente, condividiamo chi sostiene che mangiare carne, seppure ogni tanto, non fa poi così male....
Quindi chi meglio del dott. T. Colin Campbell (nella foto), autore di The China Study, può indicare la direzione migliore in casi come questi? Ci piace far emergere dal suo libro, diventato un vero e proprio bestseller in Italia, le parole esatte di come “considerare” la carne, mettendoci soprattutto nei panni di chi ha capito che la sua salute potrebbe dipendere anche da questo “fattore”.

 

Bisognerebbe eliminare del tutto la carne?

La domanda “topica” che si pone Campbell è: Bisognerebbe eliminare del tutto la carne? La risposta pacata e molto dettagliata che Campbell propone dice così:

“I risultati dello Studio Cina indicano che minore è la percentuale di cibi di origine animale consumati, maggiori sono i benefici per la salute, perfino quando quella percentuale scende dal 10% allo 0% di calorie. Non è quindi irragionevole presumere che la percentuale ottimale di prodotti di origine animale sia pari a zero, quantomeno per chiunque abbia una predisposizione per una malattia degenerativa. Ma questo non è dimostrato in maniera assoluta. È certamente vero che la maggior parte dei benefici per la salute si ottengono a livelli molto bassi, ma non pari a zero, di cibi di origine animale”.

 

Essere rilassati aiuta a seguire una dieta giusta

Campbell poi prosegue senza lanciare alcun anatema ma, anzi, sottolienando come sia importante avviare una fase di transizione senza essere drastici. Scrive infatti: “Il mio consiglio è di cercare di eliminare tutti i prodotti animali dalla dieta, senza però farsene ossessionare. Se una gustosa zuppa vegetale ha una base di brodo di pollo o se una sostanziosa pagnotta di farina integrale include una piccola percentuale di uovo, non preoccupatevi. Molto probabilmente queste quantità sono irrilevanti a livello nutrizionale.

Il fatto ancora più importante è che la capacità di essere rilassati riguardo alle piccole quantità di cibo di origine animale rende molto più facile seguire questa dieta, soprattutto quando si mangia fuori o si acquistano cibi già pronti”.

 

I tre ottimi motivi per smettere di consumare carne

Campbell poi prosegue dando dei consigli pratici: “Non preoccupatevi delle piccole quantità di prodotti animali presenti nella vostra alimentazione, non vi sto invitando a introdurre deliberatamente piccole porzioni di carne nella vostra dieta quotidiana. Il mio consiglio è di cercare di evitare tutti i prodotti di origine animale”.

Proseguendo poi su questa linea pratica, Campbell continua valorizzando i tre risultati eccellenti che si possono ottenere dimenticandosi, volendo, del tutto della carne:

 

Primo: adottare questa dieta richiede un cambiamento radicale del proprio modo di concepire l’alimentazione. È più faticoso seguire la dieta solo a metà. Se programmate di introdurre prodotti di origine animale, finirete per mangiarne e quasi certamente più del dovuto.

Secondo: vi sentirete deprivati. Invece di considerare le vostre nuove abitudini alimentari come l’opportunità di mangiare tutti i cibi vegetali che volete, vedrete la situazione in termini di limitazione, il che non contribuirà a farvi seguire la dieta per lungo tempo.

Terzo: a un amico che è stato un fumatore per tutta la vita e vi chiede un consiglio, direste di ridurre la quantità a due sigarette al giorno o di smettere completamente di fumare? È in questo senso che vi dico che la moderazione, seppure con le migliori intenzioni, a volte rende più difficile il conseguimento dell’obiettivo.

 

Questi i consigli di Campbell descritti in The China Study. Poi, ovviamente, altra cosa è la questione etica che porta a far meno delle carni per il rispetto verso gli animali. In questo caso, ci siamo voluti “limitare” agli aspetti solo legati alle possibili scelte alimentari, confidando di dare un'informazione corretta nel frastuono che sta in questi giorni emergendo... grazie all'Oms.



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