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Barba di frate: proprietà, come cucinarle e ricette

Scritto da: Giuliana Lomazzi | Alimentazione e Diete

Barba di frate: proprietà, come cucinarle e ricette

La chiamano barba di frate nel Norditalia, barba di cappuccino al Centro, ma pure senape dei monaci, barba del negus o roscano; qui in Romagna anche lischi.

E con la barba ha effettivamente una lontana somiglianza quest'erba dalle foglie lunghe e strette, tenere, verde brillante, che per l'aspetto ricorda pure l'erba cipollina.

Ad aprile-maggio, guardando bene sui banchi dei fruttivendoli e dei supermercati, si può appunto scorgere quest'insolita verdura, dal gusto un po' acidulo come lascia capire un altro dei suoi tanti nomi: agretti.

La barba di frate dal negozio alla tavola

Non è tanto economica, ma la sua stagione è davvero breve, ed è un peccato non mangiarla almeno un paio di volte. Tornati a casa con un mazzetto di foglie belle dritte e di un verde uniforme, procediamo con l'eliminazione delle radici e un lavaggio accurato.

A questo punto possiamo decidere di mangiare l'erba cruda, condita in insalata, oppure cuocerla a vapore e servirla tiepida con limone e olio extravergine.

Un'altra possibilità è stufarla in padella con aglio ed eventualmente un po' di salsa di pomodoro. L'importante è non dimenticarla a lungo in frigo, perché questa verdura deperisce nel giro di pochi giorni.

E il palato cosa dice? Se gustati crudi, gli agretti sono gradevolmente croccanti, di gusto salino e acidulo; se cotti, ricordano gli spinaci, ma il sapore è più intenso.

Vale la pena mantenere bassi i tempi di cottura, così si conserva un po' della croccantezza degli steli.

Le proprietà della barba di frate

Depurativa del sangue e rinfrescante, questa verdura è povera di calorie ma ricca di micronutrienti. Tra i minerali spiccano il calcio, il fosforo e il potassio; tra le vitamine i carotenoidi (antiossidanti che si assimilano al meglio con una leggera cottura), la vitamina C (di cui al contrario si può beneficiare al meglio mangiano la verdura cruda), la vitamina B3 (o niacina).

Quest'ultima è una grande alleata della pelle perché favorisce il funzionamento di enzimi che proteggono dalla secchezza cutanea; inoltre stimola la produzione di collagene. Insieme alla vitamina C, è antiossidante e nemica dell'invecchiamento cutaneo, fornendo una piccola ed economica cura di bellezza a domicilio.

Altre frecce al suo arco sono le fibre e la clorofilla. Le prime contribuiscono a prevenire la stitichezza e sono di aiuto per i diabetici, per i quali gli agretti sono particolarmente indicati. Grazie alla presenza di fibre, la barba di frate contribuisce a mantenere basso il colesterolo.

Da parte sua, la clorofilla è una sostanza davvero preziosa, la cui struttura chimica è molto simile a quella del nostro sangue, con la differenza che il suo principale componente non è il ferro ma il magnesio. Utile per il metabolismo e la rigenerazione cellulare, la clorofilla è disintossicante, antianemica e antiossidante, aiuta a regolare il colesterolo e a prevenire le vene varicose. È poi un buon deodorante naturale, che contribuisce a tenere a bada l'alitosi e gli sgradevoli odori corporei.

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Coltivare la barba di frate

Quest'erba è particolarmente rustica e si adatta anche a terreni poveri; inoltre è resistente a parassiti e malattie. Perché non provare a coltivarsela in casa? L'ideale è disporre di un orticello, ma anche un bel vaso sul balcone potrà funzionare.

Si possono piantare i cespi che si comprano a scopo alimentare: dividili a ciuffetti e piantali a file, innaffiandoli di frequente. Il terreno ideale comprende anche un po' di sabbia.

Quando la pianta è pronta per la raccolta basta reciderla alla base, così potrà rispuntare ancora.

  

 

La ricetta: Riso alla barba di frate

Ingredienti:

Preparazione

Una volta eliminate le radici, lava la barba di frate e falla cuocere al vapore per 3 minuti. Mettila da parte.

Recupera l'acqua di cottura, misurala, aggiungi il brodo freddo necessario per arrivare a 750 ml. Versa il tutto sul riso, copri, fai bollire e lascia cuocere per 40 minuti circa.

Quando il riso è quasi pronto trita finemente gli scalogni e falli ammorbidire in una casseruola con il vino bianco.

Unisci la barba di frate spezzettata, sala e fai insaporire brevemente, unendo acqua solo se necessario e rimestando spesso. Aggiungila al riso ormai pronto, fai amalgamare i sapori per 1-2 minuti e spegni.

Completa con la crema di mandorle stemperata in poca acqua tiepida, il lievito e l'olio. Rimesta e servi.

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