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Mandala e Psicologia

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A introdurre i mandala nella psicologia fu Jung che ne scoprì i benefici curativi grazie all'uso personale che ne fece durante l'esplorazione della sua vita interiore, riconoscendo al loro interno non solo la rappresentazione dei suo stati d'animo, ma anche le trasformazioni psichiche che si verificavano dentro di sé. Addirittura notò che i mandala potevano emergere in maniera spontanea anche nel sogno.


Redazione Web Macro

“Ogni mattina schizzavo in un taccuino un piccolo disegno circolare, un Mandala che sembrava corrispondere alla mia condizione intima di quel periodo[...] Solo un po’ per volta scoprii che cos'è veramente il Mandala[…] Il Sè, la personalità nella sua interezza[...] che è armoniosa se tutto va bene[...]”.

Carl Gustav Jung


A introdurre i mandala nella psicologia fu Jung che ne scoprì i benefici curativi grazie all'uso personale che ne fece durante l'esplorazione della sua vita interiore, riconoscendo al loro interno non solo la rappresentazione dei suo stati d'animo, ma anche le trasformazioni psichiche che si verificavano dentro di sé. Addirittura notò che i mandala potevano emergere in maniera spontanea anche nel sogno.


Il termine Mandala

Il termine mandala deriva da una parola che in sanscrito vuol dire sia cerchio sia circonferenza e il suo scopo è contenere le emozioni e ristabilire una relazione con il centro energetico e psichico interiore, per poi metterlo in comunicazione con le altre parti esterne e interne di sé.


Colorare i Mandala

La colorazione permette anche di capire qual è il rapporto che la persona ha con i limiti, propri o generali, se si concede di sbagliare o no. Il mandala può anche rilevare come si suddivide il tempo o come si valuta se stessi.


Il Mandala come archetipo

Il Mandala è l’archetipo dell’ordine interiore ed esprime il fatto che esiste un centro ordinatore e una periferia che cerca di abbracciare il tutto. E’ il simbolo della totalità. Perciò, durante una terapia, quando nella psiche del paziente c’è grande disordine e caos, questo simbolo può apparire sotto forma di Mandala in un sogno, o nelle fantasie o nei disegni liberi che fa il paziente.

Il Mandala compare spontaneamente come archetipo compensatorio, portando ordine, mostrando la possibilità dell’ordine. Secondo Jung, durante i periodi di tensione psichica, figure mandaliche possono apparire spontaneamente nei sogni per portare o indicare la possibilità di un ordine interiore.

Il simbolo del mandala, quindi, non è solo un’affascinante forma espressiva ma, agendo a ritroso, esercita anche un’azione sull’autore del disegno perché in questo simbolo si nasconde un effetto magico molto antico: l’immagine ha lo scopo di tracciare un magico solco intorno al centro, un recinto sacro della personalità più intima, un cerchio protettivo che evita la “dispersione” e tiene lontane le preoccupazioni provocate dall’esterno.

Nelle filosofie orientali il Mandala viene utilizzato come mezzo per la meditazione e tramite la sua costruzione o inserimento, l’uomo libera lo spirito, purifica l’anima, entra in comunione con tutte le forze positive presenti nel cosmo.

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