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Terra dei fuochi e agricoltura biodinamica

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Terra dei fuochi e agricoltura biodinamica

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Terra dei fuochi e agricoltura biodinamica

In Italia le cose non vanno sempre e solo male: Stefania Testa, autrice del libro Additivi Alimentari, ci parla in questo articolo di cambiamenti positivi. Dalla terra dei fuochi alle aziende colpite dal terremoto.


Stefania Testa

Quando parliamo di terra dei fuochi l’immagine è quella della desolazione di terreni in mano alle ecomafie. Una desolazione preoccupante, che ci allarma perché i prodotti di quei terreni sono carichi di diossina e sui simili, furani e PCB (policlorobifenili), una serie di molecole affini dal punto di vista chimico di cui almeno 13 di accertata tossicità per l’uomo e gli animali da allevamento.

Di diossina non sempre si parla ma la diossina è presente nell’ambiente e non solo per l’incenerimento incontrollato delle terre dei fuochi, anche per quello pulito e, apparentemente imbrigliato, dei termovalorizzatori dei rifiuti.

Ma non voglio raccontare di questo. Ne possiamo trovare riferimenti a piene mani cercando in rete e ne parliamo nel nostro libro sugli additivi negli alimenti. Quelle che voglio condividere sono buone notizie.

 

L'agricoltura biodinamica

Vi racconto, per cominciare, di una azienda agricola biodinamica di grandi dimensioni che da quarant’anni produce a Giano Vetusto proprio in provincia di Caserta, una delle provincie dei fuochi.

Nell’agricoltura biodinamica l’azienda agricola è come un organismo vivente che per essere in salute, e dare quindi frutti sani, deve essere in equilibrio nelle sue componenti fisica, materiale e più sottile, energetica. Quando questo si realizza il terreno, le piante, gli animali sono in grado di contrastare l’effetto dei veleni ambientali. E perché questo si realizzi vengono utilizzati dei preparati dinamizzati. Una sorta di omeopatia a livello agricolo che tiene conto della complessità dell’agroecosistema.

Quando parliamo di biodinamica, quindi, non dobbiamo intendere una semplice variante del metodo biologico, che pure non usa veleni.

Si tratta di una diversa concezione di terreno e della sua produttività, tiene conto dell’azienda agricola e dei suoi lavoratori, degli animali da allevamento, delle sementi che vengono utilizzate e degli organismi vegetali. Tutti legati tra loro da invisibili e concrete relazioni di interdipendenza e legati alle forze cosmiche.

Nell’azienda di Giano vengono prodotti pomodori, riprendendo vecchie varietà locali, verdure fresche, insalate in IV gamma, quelle che troviamo lavate e imbustate, pronte per essere condite e mangiate. Oltre ai prodotti della tradizione locale vengono coltivati fiori commestibili (viole del pensiero), per colorare e profumare le insalate. I fiori commestibili solo da poco sono commercializzati, fanno parte dei cosiddetti novel food. Ne parleremo più avanti. 

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I prodotti biodinamici: cosa sono e in cosa si differenziano

Torniamo ai nostri prodotti biodinamici.

Hanno una certificazione Demeter (il marchio rilasciato dall’ente di certificazione tedesco del biodinamico). Demeter richiede il rispetto di disciplinari di produzione molto rigorosi. Non ammette certo la presenza di diossina e simili nel terreno, nelle coltivazioni e nelle carni. O di qualsiasi altro inquinante. Si può proprio dire tolleranza zero. Questo significa che quarant’anni di coltivazione senza veleni hanno dato i loro frutti. Lo può capire anche un occhio non esperto: il terreno aziendale è soffice, ricco di humus, profumato, fertile e vitale.

C’è un dato che mi fa riflettere: il 90% della produzione agricola di questa azienda se ne va in Germania. In Italia è possibile comprare il restante 10% nella più grande catena di supermercati biologici e in pochi altri punti vendita sparsi su tutto il territorio nazionale.


Come mai la proporzione tra ciò che viene esportato e ciò che raggiunge il mercato interno non è rovesciata? Forse in Germania, patria dell’agricoltura biodinamica, nata nel 1924 per opera di grande intuizione e conoscenza scientifica di Rudolf Steiner, c’è una maggiore attenzione per questi prodotti. Forse noi italiani dobbiamo ancora renderci conto che proprio dietro casa, ci sono aziende che vanno scoperte, prodotti che vanno rivalutati, qualità che può essere raggiunta.

GLI ADDITIVI ALIMENTARI E I COLORANTI: SONO PERICOLOSI? COME EVITARLI?

 

Terremoto, difficoltà: le aziende che reagiscono

Leggo su La Stampa di una piccola azienda agricola in Umbria che sta riemergendo ora dal terremoto e dalle nevicate. I suoi proprietari, praticano agricoltura biologica e riprendono la coltivazione di vecchie sementi e bulbi tipici della zona. Anche in questo caso l’impegno, la conoscenza e il rispetto per la terra portano prodotti eccellenti. In qualunque condizione.

Il biologico: sai davvero cos'è?

Per lavoro incontro persone, giovani e meno giovani, con progetti, idee, desiderio di avviare la propria vita e la propria attività lavorativa verso l’integrazione profonda con il territorio, il terreno, l’agricoltura minuta e semplice con capacità di risanare nel tempo la vitalità dei nostri appezzamenti. E ottenere prodotti che ci mantengano sani.

Ritorno alla terra: una scelta di vita naturale

Queste sono buone notizie. Anche dalle terre dei fuochi.

Articolo scritto da Stefania Testa.


Stefania Testa
Stefania Testa (biografia e libri) si occupa di consulenza e formazione in Sicurezza Alimentare e Haccp.Ha una laurea in Scienze Agrarie e da molti... Leggi la biografia
Stefania Testa (biografia e libri) si occupa di consulenza e formazione in Sicurezza Alimentare e Haccp.Ha una laurea in Scienze Agrarie e da molti anni opera nel campo dell'igiene alimentare e ambientale.Inoltre collabora con Enti Pubblici e Associazioni no-profit per lo sviluppo di progetti e la realizzazione di eventi di sensibilizzazione... Leggi la biografia

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