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Menopausa: come gestire rabbia e insofferenza

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Menopausa: come gestire rabbia e insofferenza
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Menupausa, cambiamento di umore e insofferenza. Barbara Monti ci spiega come aprirsi a maggiore gioia, nutrimento e bellezza.


Barbara Monti

Che rabbia, cosa sarà? Ah già, la menopausa!
Lo sanno tutti, e ci si scherza pure, che in menopausa le donne cambiano umore, spesso diventando più irritabili, scontrose ed egoiste. A volte più tristi e solitarie, e meno disponibili. Detto fatto, si fa presto a giudicare il tutto (e tutte) come negativo, e ad alimentare la vecchia concezione che la fine delle mestruazioni sia una tragica per quanto inevitabile tappa nella vita di ogni donna.

Del resto, dal momento che non si comprende appieno il valore e il significato profondo del ciclo femminile quando c’è, non è una sorpresa che non se ne comprenda il senso quando non c’è più. Vige ancora il vecchio concetto che la donna in menopausa sia un po’ “finita”, il suo valore in qualche modo ridotto dall’impossibilità di procreare; la medicina propone terapie ormonali che ritardino questo momento ben oltre quello che il corpo ha deciso. Ironico, dal momento che durante gli anni fertili propone terapie ormonali che interrompano il ciclo facendo smettere le mestruazioni, espressione di un corpo femminile in perfetta salute.

 

Guardare alla menopausa con occhi nuovi

Per prendere le proprie decisioni con serenità, e per vivere questo importante passaggio con consapevolezza, vediamo che cosa c’è dietro da un punto di vista emotivo e mentale. Nel precedente articolo “La sfida della menopausa”, abbiamo parlato di che cosa rappresenti nel profondo dell’animo femminile questo momento di transizione, di fine, di fare i conti con il passato e con i propri ruoli di donna, di senso della vita.

È inevitabile riguardare a se stesse come figlie in un età in cui spesso ci si congeda dai propri genitori, come compagne sia per quello che c’è stato o c’è nella relazione amorosa, sia per quanto manca o è mancato. Come madri, nella relazione che cambia con i figli ormai adulti o nel bisogno di riappacificarsi con il tema della maternità anche nel caso in cui i figli non siano mai nati o con il dolore di averli perduti. È anche un momento in cui rivedere le proprie scelte professionali e operare dei cambiamenti dove servono; di prestare attenzione al corpo sia dal punto di vista della salute che da quello della sensualità e dell’espressione sessuale. È il momento in cui ripensare ai progetti creativi a cui si è rinunciato e a quelli nuovi che spingono per essere realizzati. È sicuramente il momento in cui la donna è invitata dall’interno, a volte costretta -diciamolo!- a pensare a se stessa. E per le donne, in generale, non è la cosa più facile.

 

La menopausa: il cambiamento

Non sorprende quindi che la menopausa, ormoni a parte, porti con sé così tanta tensione: è come se la vita chiedesse di essere guardata con la lente d’ingrandimento, in ogni ambito e contemporaneamente.
Alla luce di tutto questo, è facile capire perché di notte si faccia fatica a dormire!

La fine dell’età fertile è un momento di transizione: non sono più la donna che ero, ma non sono ancora la donna che diventerò. È un momento in cui la terra traballa sotto i piedi, molte certezze crollano, le relazioni con gli altri si trasformano, l’auto immagine dev’essere aggiornata: la parola d’ordine è cambiamento.

In questo riesame del passato e di se stessa, la donna può essere molto critica e severa verso di sé e fare fatica a perdonarsi per le scelte operate e gli errori commessi: il regalo più prezioso che la menopausa possa offrire ad ognuna è la possibilità di imparare a trattarsi con dolcezza. A essere clemente anziché spietata, morbida anziché rigida, e a concedersi la possibilità di un futuro nuovo anziché condannarsi a una serie di rimorsi e rimpianti per il passato.

È molto importante vedere quali comportamenti non hanno funzionato, quali modi di pensare alla lunga sono risultati limitanti e imparare a cambiarli. Continuare a punirsi non fa altro che protrarre questi comportamenti, accogliere le proprie imperfezioni con dolcezza invece, apre letteralmente la porta ad un presente e un futuro nuovi.

 

Prendere in mano la propria vita

Molte donne in questo momento si accorgono di aver dedicato molto più tempo ed energie ad altri che a se stesse, e di essersi aspettate in cambio che qualcun altro si occupasse amorevolmente di loro. Che si accorgesse dei loro bisogni, che esaudisse i desideri più profondi, che se ne prendesse cura. Alla lunga non ha funzionato, e resta un profondo senso di amarezza e delusione. La menopausa è un ottimo momento per rivedere questa idea: non funziona non perché gli altri siano egoisti, non perché non siamo abbastanza amabili, non perché avremmo potuto dare di più e fare meglio- non funziona perché spesso ci siamo dimenticate di noi. Di trattarci con amore come avremmo voluto essere trattate, di prendere tempo e spazio per realizzare i nostri sogni più profondi e dare ascolto alla nostra voce.

Non funziona perché non è sano mettere la propria vita nelle mani di qualcun altro (per quanto possa essere la persona più meravigliosa del mondo), e attendere in cambio che questa persona pensi a noi. Non funziona trattarsi come Cenerentola e poi sperare che da là fuori ci trattino come principesse e soffrire incredule quando non succede.

Funziona pensare a se stesse, coltivare il proprio giardino, riempire il proprio cesto di soddisfazioni, significati, relazioni nutrienti e stimoli intelligenti. E così, da un cesto abbondante e ricco, condividere con gli altri quello che si ha, offrire il meglio di sé e aprirsi a ricevere tutta l’abbondanza che gli altri e il mondo hanno voglia di donarci. Funziona darsi il permesso di esprimere chi siamo, ognuna nella propria unicità e non perfezione, di dire sì quando è sì e no quando è no. Funziona prendersi buona cura di se stesse così come degli altri, di riposare quando si è stanche e chiedere aiuto quando ne abbiamo bisogno.

Di piangere quando siamo tristi e arrabbiarsi quando siamo arrabbiate.

 

La rabbia

In quest’ottica, la rabbia è quel campanello che ci aiuta a capire che qualcosa non ha funzionato. Non sta funzionando. È quella sottile irritazione che non riusciamo più a tenere a bada quando ci si sente mancare di rispetto, come persone e come donne. E’ quel calore insopportabile che ci tiene sveglie di notte e non ha intenzione di essere ignorato, finalmente, dopo tante volte in cui ci siamo dette: ma si, è lo stesso…

In menopausa non è più lo stesso, il tempo stringe, è il tempo di essere oneste con se stesse e con il resto del mondo; è il momento di non fare finta di niente se qualcosa non va, ma di cambiarlo. È il momento di aprire bocca, non di tacere pensando di essere più brave così. È il momento di cominciare a prendersi cura di sé e degli altri non per dovere ma per piacere, di aprirsi a maggiore gioia, nutrimento e bellezza.

La rabbia emerge quando vado contro me stessa e non sono fedele alla mia verità più profonda. Poi può esplodere verso gli altri in modo distruttivo, oppure verso me stessa in modo altrettanto distruttivo. Naturalmente questo non fa altro che creare ulteriore malessere, e senso di colpa.

Il bello della rabbia non è buttarla addosso a qualcuno o usarla per punirsi, ma capire che cosa nasconde. Come un messaggero che vuole destare la nostra attenzione a qualcosa che al momento stiamo ignorando- che ci prende la testa e la volta dritta nella direzione in cui abbiamo paura di guardare.

Cosa c’è lì per noi? Un mostro? La fine?

La fine di noi stesse così come ci conosciamo. E l’inizio di una nuova, splendida relazione con noi stesse, gli altri e la vita.
Amorevole, potente, creativa. Abbondante, fertile in miriadi di nuovi modi.

Articolo scritto da Barbara Monti. Scopri i suoi articoli, come questi:

Ciclo mestruale e i riti del passato

Le fasi del ciclo: cambia l’umore e il modo di comunicare


Barbara Monti
Da sempre appassionata viaggiatrice, amo esplorare il mondo, scoprire quello che è nascosto e conoscere diversi modi di vivere. Questo lo faccio... Leggi la biografia
Da sempre appassionata viaggiatrice, amo esplorare il mondo, scoprire quello che è nascosto e conoscere diversi modi di vivere. Questo lo faccio anche stando a casa: esplorando mondi interiori, scegliendo modi di pensare più creativi, guardando oltre le cose come appaiono e offrendo nuove prospettive sulle questioni della Vita. www.barbaramonti.it Leggi la biografia

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