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La nostra mente puà riscrivere le regole della paura?

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La nostra mente puà riscrivere le regole della paura?

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La nostra mente puà riscrivere le regole della paura?

Perché alcune paure continuano a condizionarci anche quando sappiamo di non essere in pericolo? Elia Tropeano, attraverso la PNL e la Neuro-programmazione digitale, propone un modo diverso di osservare il rapporto tra pensieri, immagini mentali ed emozioni.


Francesca Lanza

Ti è mai capitato di sentire una morsa improvvisa allo stomaco o il fiato corto prima di un appuntamento importante, come se qualcosa di terribile stesse per accadere? Magari non è ancora successo nulla, eppure il cuore accelera, i muscoli si tendono e la mente comincia a immaginare tutto quello che potrebbe andare storto. L'ansia funziona spesso proprio così: ci proietta dentro un film interiore spaventoso e ci fa credere che stia accadendo adesso.

Le paure e le fobie seguono meccanismi simili. C'è chi non riesce a prendere un ascensore, chi evita di parlare in pubblico, chi prova un terrore incontrollabile davanti a un insetto. Spesso sappiamo benissimo che non stiamo correndo un vero pericolo, ma la consapevolezza non basta a tranquillizzarci.

E se il problema non fosse soltanto ciò che pensiamo, ma il modo in cui la nostra mente rappresenta quei pensieri? È da questa domanda che possiamo partire per comprendere il lavoro di Elia Tropeano, autore di Terapie istantanee, e le tecniche della Neuro-programmazione digitale.

Oltre la PNL: la Neuro-programmazione digitale

Immagina per un momento il nostro cervello come un computer biologico, capace di ricevere, organizzare ed elaborare continuamente informazioni. Ogni esperienza che viviamo lascia una traccia fatta di immagini, suoni, parole e sensazioni. Ma queste informazioni non vengono archiviate tutte allo stesso modo. Alcune immagini ci appaiono nitide e vicine, altre lontane e sfocate. Certi ricordi sembrano ancora vivi, mentre altri hanno perso gran parte della loro intensità emotiva.

È proprio su queste differenze che lavora la Neuro-programmazione digitale, l'approccio sviluppato da Elia Tropeano a partire dagli studi di Richard Bandler e dai modelli della Programmazione Neuro-Linguistica.

Nel suo libro Terapie istantanee, Tropeano descrive tecniche che intervengono sul modo in cui rappresentiamo mentalmente le esperienze, con l'obiettivo di modificare le reazioni emotive e comportamentali che ne derivano. L'idea alla base del suo lavoro è tanto semplice quanto interessante: se cambiamo il modo in cui la mente codifica un'esperienza, possiamo influenzare anche il modo in cui reagiamo a essa.

Paure e fobie: non conta solo cosa immaginiamo, ma come lo immaginiamo

Prova a pensare a qualcosa che ti mette a disagio. Come appare nella tua mente? È un'immagine grande, vicina e luminosa? Oppure è piccola, lontana, sbiadita? La osservi attraverso i tuoi occhi, come se fossi dentro la scena, oppure ti vedi dall'esterno?

Queste caratteristiche prendono il nome di submodalità e rappresentano uno degli elementi centrali delle tecniche descritte da Tropeano.Dimensione, distanza, colore, luminosità, movimento e prospettiva sono tutti aspetti su cui è possibile intervenire attraverso specifici esercizi mentali.

Pensiamo a un ricordo spiacevole che continua a tormentarci. Se lo immaginiamo come una scena enorme, vicinissima e ricca di dettagli, potremmo provare una forte sensazione di disagio. Ma che cosa succederebbe se provassimo a rimpicciolire quell'immagine, ad allontanarla o a osservarla da una prospettiva diversa?

Secondo la Neuro-programmazione digitale, modificare questi parametri può cambiare il modo in cui viviamo emotivamente quel ricordo.

Non esiste però un'unica modifica valida per tutti. La caratteristica che fa la differenza può variare da persona a persona. Ed è proprio questo uno degli aspetti più interessanti del lavoro di Tropeano: imparare a riconoscere come costruiamo le nostre esperienze interiori, prima ancora di cercare di cambiarle.

Ancoraggi, immagini mentali e algoritmi: le tecniche di Elia Tropeano

In Terapie istantanee, Tropeano non si limita a spiegare come funziona la nostra mente, ma presenta una serie di tecniche accompagnate da esempi e dimostrazioni. Ancoraggi, tecniche di dissociazioni, algoritmi.

Un ricordo spiacevole, per esempio, può essere immaginato come la scena di un film che possiamo fermare, far scorrere all'indietro o osservare da lontano. Una voce interiore fastidiosa può cambiare tono o volume. Un'immagine minacciosa può essere rimpicciolita fino a perdere parte della sua intensità.

Terapie istantanee: un libro nato dall'esperienza

Una delle particolarità di Terapie istantanee è la sua origine.

Il libro nasce infatti dagli appunti, dalle esercitazioni e dalle dimostrazioni che Tropeano aveva preparato per i suoi corsi di Neuro-programmazione digitale. L'autore racconta di aver iniziato a raccogliere questo materiale durante un ciclo di incontri tenuti a Venafro, presso il Centro di guarigione olistica Anam Cara, tra il 2001 e il 2002. Da quelle esperienze ha preso forma un manuale che affronta non soltanto paure e fobie, ma anche il linguaggio, la comunicazione, i sistemi di rappresentazione delle informazioni e altre applicazioni del suo metodo.

Oggi questi seminari si tengono in tutta Italia.

Le testimonianze riportate nei suoi libri rappresentano le esperienze narrate dall'autore e non costituiscono, da sole, una verifica clinica dei risultati. Il lettore viene comunque accompagnato a osservare un aspetto che spesso trascuriamo: il modo in cui pensiamo a un problema può contribuire a mantenerlo vivo nella nostra esperienza.

Chi desidera approfondire il lavoro di Tropeano può leggere anche Gli algoritmi di Elia Tropeano, un altro volume dedicato alle sue tecniche.

Riscrivere le esperienze

Ci sono esperienze che continuano a condizionarci anche a distanza di anni. Situazioni che non vorremmo rivivere, paure che sembrano impossibili da superare, ricordi che tornano accompagnati sempre dalle stesse emozioni. Non possiamo cancellare ciò che è accaduto, ma possiamo interrogarci sul modo in cui continuiamo a rappresentarlo dentro di noi.

È questo il messaggio che attraversa Terapie istantanee: osservare i meccanismi attraverso cui la mente costruisce le nostre esperienze e conoscere le possibilità di cambiamento proposte dalla Neuro-programmazione digitale. Perché, a volte, la domanda più interessante non è soltanto di che cosa abbiamo paura, ma come facciamo, ogni volta, a ricostruire quella paura nella nostra mente!


Francesca Lanza
Formatrice, insegnate, coach a indirizzo olistico motivazionale. Responsabile del coordinamento editoriale della collana Scienza e Conoscenza per... Leggi la biografia
Formatrice, insegnate, coach a indirizzo olistico motivazionale. Responsabile del coordinamento editoriale della collana Scienza e Conoscenza per Macro Edizioni. Leggi la biografia



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