Come spegnere l'ansia in due minuti
Nuove Scienze
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Ti è mai capitato di sentire una morsa improvvisa allo stomaco o il fiato corto prima di un appuntamento importante, come se il tuo corpo stesse già vivendo il peggiore dei giochi mentali? L'ansia funziona proprio così: ci proietta dentro un filmato interiore spaventoso e ci fa credere che stia succedendo adesso. La buona notizia è che non devi subire questo cortocircuito per sempre, perchè esiste una tecnica semplice e immediata per uscire dalla scena, riprendere il controllo del respiro e ritrovare la calma in pochissimi istanti.
Francesca Lanza
Che cos'è la PNL (e come si è evoluta nella Neuro-programmazione digitale)
Per capire come funziona questo "interruttore" dell'ansia, facciamo un piccolo passo indietro. Negli anni '70 è nata la PNL (Programmazione Neuro-Linguistica), una disciplina basata su un'idea rivoluzionaria: la nostra mente funziona attraverso mappe, veri e propri "programmi"incosci che guidano le nostre azioni e reazioni fisiche , il modo in cui parliamo, ricordiamo o immaginiamo il nostro futuro.
Oggi, Elia Tropeano, studiando e approfondendo gli studi di Richard Bandler e John Grinder, padri della PNL, ci parla di Neuro-programmazione digitale, un nuovo approccio che applica la Programmazione Neuro-Linguistica (PNL) al funzionamento del cervello visto come se fosse un "computer biologico. In altre parole con la Neuroprogrammazione digitale non ci limitiamo più a chiederci cosa stai pensando, ma osserviamo con precisione come la mente sta elaborando le informazioni. Proprio come un computer o uno smartphone, il cervello codifica ogni pensiero attraverso specifici parametri visivi e sensoriali, e se impariamo a modificare il "formato" di queste proiezioni mentali, il nostro sistema nervoso cambia risposta emotiva all'istante.
Perché l'ansia ti travolge: la differenza tra essere "dentro" o "fuori"
Quando ti assale uno stato d'ansia o di preoccupazione, la tua mente sta usando una prospettiva visiva ben precisa: ti sta facendo vivere l'esperienza in prima persona.
In gergo tecnico, si dice che sei associato, ovvero:
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Guardi la situazione attraverso i tuoi occhi.
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Senti i suoni come se fossi lì in quel momento.
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Il tuo corpo reagisce di conseguenza, inviando segnali di allarme (battito accelerato, tensione muscolare) perché crede che il pericolo sia reale e imminente.
Se invece impari a dissociarti — cioè a fare un passo indietro e guardare te stesso dall'esterno — succede qualcosa di straordinario. Il cervello comprende che ti trovi a distanza di sicurezza, la percezione del pericolo svanisce e la carica emotiva dell'ansia si azzera quasi istantaneamente.
Una semplice tecnica di dissociazione
La prossima volta che senti l'ansia salire, non provare a combatterla con la forza di volontà. Prova invece a giocare con lo "schermo" della tua mente seguendo questi semplici passaggi:
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Riconosci il filmato: identifica il pensiero o la situazione che ti sta creando ansia. Nota dove si trova l'immagine nella tua mente e quanto è grande.
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Fai un passo indietro: immagina di uscire dal tuo corpo e di metterti a qualche metro di distanza. Guarda te stesso all'interno di quella situazione, come se fossi uno spettatore seduto in una sala cinematografica che osserva un attore su uno schermo.
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Metti in pausa e modifica la scena: prendi un telecomando immaginario. Riduci le dimensioni dello schermo finché non diventa piccolo come un tablet. Togli tutti i colori e rendi l'immagine in un bianco e nero sgranato e sfocato.
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Allontana l'immagine: immagina che lo schermo spinga indietro, allontanandosi sempre di più, fino a diventare un piccolo punto luminoso all'orizzonte.
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Riprendi il contatto con il presente: fai un respiro profondo, muovi le dita dei piedi e guardati intorno nell'ambiente in cui ti trovi adesso.
Cambiando la prospettiva e il formato del pensiero, hai tolto all'ansia il suo carburante principale. Guardando la scena da fuori, hai spiegato alla tua mente che sei al sicuro, restituendo al tuo corpo la naturale serenità di cui ha bisogno.
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