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Mudra: gesti di potere e guarigione

Yoga e Benessere

Mudra: gesti di potere e guarigione

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Mudra: gesti di potere e guarigione

Ogni mudra stimola il flusso dell'energia vitale in maniera particolare, andando ad agire su organi, ghiandole e nervi.

Attivando le dita, attraverso la pratica dello yoga delle mani, puoi favorire il tuo sviluppo mentale e spirituale, e godere di molteplici benefici.

Ne parliamo in questo articolo scritto per noi di Cinzia Picchioni.


Redazione Le Vie del Dharma



Grazie alle mudra possiamo attrezzarci per la nostra vita, sviluppando le qualità necessarie ad affrontarla.

Come sappiamo ci sono mudra per tutto (ne abbiamo parlato in precedenza in questo articolo sulle mudra): scudo contro la negatività (Abhaya), per digerire bene (Adhomukha), per disintossicarsi (Apana), per calmare la mente (Bhairava), contro le allergie (Bhramara), eccetera.

Sono moltissimi i libri che trattano di mudra - l'ultima tra le mie "letture" è stata il box di settantadue carte e libretto con spiegazioni intitolato Yoga delle Mani – le Carte, di Cain e Revital Carroll. Sulle pagine dei libri si trovano istruzioni per la pratica, accorgimenti, cautele e benefici, ma credo che non ci siano mai abbastanza testi su questo argomento, tanto è vasto, ramificato, complesso e profondo.

In questo nuovo articolo vorrei parlarvi di modi «altri» di affrontare il tema mudra, a partire dalla citazione di uno dei più importanti testi dello yoga classico:

Rivelate da Shiva celeste,
conferenti gli otto poteri,
care al cuore di tutti gli uomini di potenza,
sono difficili da eseguire anche per i saggi.

Hatha Yoga Pradipika

Il termine mudra (मुद्रा in sanscrito) può essere tradotto con “atteggiamento”, “gesto”, “sigillo” (o "marchio" lasciato da un sigillo). Ma anche – secondo il Kularnava Tantra – risale a mud (“godere di”) e dru (“estrarre”), quindi evoca un potere nascosto e l'unione con una forza più grande. Molte altre traduzioni si trovano in giro, ma senza porsi troppi problemi sul significato e l'etimologia i rishi, gli "indovini" indiani, hanno praticato, analizzato gli effetti, perfezionato ed elaborato moltissimi di questi gesti per altrettante applicazioni.

Nel corso dei millenni si è visto che «attivando le dita, attraverso la pratica dello yoga delle mani, puoi avere accesso a un immenso potenziale di auto-guarigione e auto-realizzazione», come recita il libretto abbinato a Yoga delle Mani – le Carte: ciascuna delle più importanti mudra per la guarigione e la crescita personale stimola il flusso dell’energia vitale in organi, ghiandole e nervi. Questo per il corpo.

Le mudra portano benefici anche agli stati meditativi e spirituali, guidandoci verso uno stato di gioia e di grazia e mirando a riunire l’energia individuale a quella cosmica. Le mudra possono influenzare molto gli stati d'animo, le percezioni e l'atteggiamento di chi le pratica, che diventa capace di percepire la fisiologia sottile e di seguire l'intuito e l'intelligenza superiore. Le mudra – con le pratiche yogiche intermedie e avanzate – aiutano il prana a fluire, i chakra a risvegliarsi, l'energia kundalini a scorrere, i siddhi (i cosiddetti poteri psichici) a manifestarsi. Questo per la mente e lo spirito.

Le mudra possono essere eseguite per riattivare e stimolare l'energia del nostro corpo: secondo gli yogi (e non solo) alcune mudra agiscono solo a livello del corpo fisico, altre portano dei cambiamenti anche allo stato mentale ed emotivo, altre ancora a delle evoluzioni sul piano spirituale. Le mudra conosciute sono oltre 200 e agiscono su tre livelli – fisico, mentale, spirituale, con input per riallinearsi su uno o su tutti e tre i livelli. Molti medici indiani integrano le loro prescrizioni di farmaci con la pratica di una mudra o due... Così anche il paziente si attiva nel processo di guarigione, diventandone corresponsabile.

I mudra: lo yoga delle mani



Ma si dice i mudra o le mudra?

Nell'Enciclopedia dello yoga (Magnanelli, Torino 1996) il termine mudra è femminile (quindi la mudra, le mudra). Altrove si trova declinato al maschile, perché secondo alcuni in italiano il termine è sia maschile sia femminile - un po' come il termine asana, che sarebbe «neutro», perciò ognuno lo scrive come vuole. Che il loro nome sia maschile o femminile, nello yoga questi gesti delle mani sono rituali per contattare le energie sottili del cosmo e ricaricarsi di prana, l'energia vitale.

La mano come l'universo, le dita come antenne

Secondo la cultura orientale, nelle mani e nelle dita sono posti numerosi centri energetici, che possono attivarsi per regolarizzare le energie che attraversano il corpo, grazie alle mudra.

In pratica, è come se le estremità superiori del corpo fossero predisposte per funzionare, all'occorrenza, come tante antenne riceventi e trasmittenti, sintonizzate con il cosmo, fonte inesauribile di vita. Un insieme di gesti corretti darà i risultati cercati in termini di calma, o di energia, se occorre; così come di protezione dagli effetti indesiderati di ansia e paura, o anche per infondere fiducia e salute.

La pratica delle mudra come la conosciamo oggi ha origine in India più di 5000 anni fa: se ne trova traccia nell’antico sciamanesimo e nella cultura vedica, che contemplava l’utilizzo dei gesti delle mani accompagnati dai mantra durante le cerimonie sacre.

Nella cultura indiana i gesti sono impiegati in rituali devozionali o in pratiche meditative, per arricchirne o sintetizzarne il significato religioso, raggiungere la concentrazione mentale, per potenziarne l'efficacia magica. L'efficacia delle mudra, del resto, non è solo psicologica, ma si estende al controllo delle energie cosmiche e dei vari livelli della realtà: nella pratica del pranayama, per attingere prana dallo spazio e convogliarlo nel corpo, si mettono le mani in determinate posizioni. Come scrive Lothar-Rüdiger Lütge, esperto di Kundalini Yoga: «considera ogni area della mano come una zona di riflesso di una parte associata del corpo e del cervello. Possiamo dunque considerare le mani come uno specchio del nostro corpo e della nostra mente».

Mudra: uno "yoga portatile" per la vita di ogni giorno



Simbologia delle mani e delle dita

Ogni dito rappresenta un punto di connessione con un Elemento e posizionando le dita in un certo modo siamo in grado di controllare la quantità di energia elementale che scorre dentro di noi, attingendo alle qualità associate all’Elemento che stiamo invocando, secondo questa schema:

  • Pollice: sole, energia, fuoco.
  • Indice: aria, energia in movimento.
  • Medio: spazio, espansione, apertura.
  • Anulare: terra, solidità, radicamento.
  • Mignolo: acqua, liquidi, mobilità.

La mano sinistra è la mano del cuore, dei sentimenti, dell'intuizione, dell'arte, di tutto ciò che è racchiuso nella sfera emozionale, dell'ignoto, dell'occulto, dell'istintività. Essa è governata dalla luna e dall'elemento argento.

La destra è la mano dell'azione, della razionalità, della logica; è governata dall'elemento oro e dal sole.

Praticare le mudra spontaneamente

Intrecciare le dita delle mani, quindi unire tra loro, a formare un anellino, gli indici e i pollici di ciascuna mano. Così si esegue, Granthita mudra, la carta 19 del set di carte dei mudra.

 

Prima ancora che io imparassi alcunché di mudra, da anni metto le mani e le dita in Granthita mudra: mi sono accorta un giorno di farlo con estrema facilità e che mi dava un senso di benefica chiusura, oltreché conferire un bell'aspetto alle mie mani... A volte l'universo lavora per noi e con noi senza che ce ne accorgiamo: sfogliando le Carte del cofanetto alla ricerca dei benefici di questa mudra, ho trovato queste indicazioni: «prepara la mente alla meditazione, apre il Vishudda Chakra (il centro della gola) migliorando la voce e la funzione tiroidea. [...], migliora le capacità corporee di autoguarigione, soprattutto in caso di cancro». Che abbia avuto un'intuizione, giacché anni fa mi sono ammalata di cancro? Forse «sapevo» di dover mettere le mani in quel modo per aiutarmi nella guarigione? Mah! Siamo immersi nel mistero... ed è bello!

Avete presente quando uniamo le punte delle dita mentre parliamo, come a riunire le idee? Quella è Hakini-mudra, e aiuta a migliorare la memoria! Chissà quante volte ci è capitato di pensare che potevamo dare maggior forza ai nostri intenti con un gesto delle mani e, istintivamente, con le nostre mani e le nostre dita abbiamo creato una mudra.

 

Un semplice esercizio di riscaldamento per le mani

Poiché eseguire le mudra è come intraprendere una vera e propria sessione di yoga per le mani, è bene ritagliarsi un po’ di tempo per scaldare le dita prima di iniziare.

  • Inspira profondamente e trattieni il respiro.
  • Batti le mani 3 volte, energicamente, fino a sentirle pizzicare; espira lentamente dalla bocca, e poi respira in modo spontaneo.
  • Sfrega le mani fra di loro, per circa 1 minuto o finché sono calde (tutta la mano: dorsi e palmi, dita, lati e anche lo spazio fra le dita).

Questo semplice riscaldamento stimola la circolazione sanguigna e rende le giunture più flessibili, migliorando la sensibilità nei confronti dell’energia generata dalla pratica delle mudra.

 

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