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Psicobiogenealogia e immortalità

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Psicobiogenealogia e immortalità

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Psicobiogenealogia e immortalità

Una straordinaria intervista ad ad Antonio Bertoli tratta da Scienza e Conoscenza n.53. Tutti i segreti del modello familiare e genealogico che condiziona la nostra vita in un botta e risposta tutto da leggere.


Redazione Scienza e Conoscenza

Antonio Bertoli ama definirsi terapoeta, ovvero terapeuta e poeta. La sua ricerca su come il modello familiare e genealogico ci condiziona nella nostra realizzazione di anime sulla Terra nasce molti anni fa, da interessi personali che hanno avuto la caratteristica della "chiamata" che non si può ignorare e studi interdisciplinari guidati da un'insaziabile curiosità. 

Gli occhi chiarissimi e la voce profonda e calma ne fanno un grandissimo affabulatore. L'ho incontrato all'ultima edizione di ViviBenessere (9-10-11 maggio 2015) e sarei stata ore a chiacchierare con lui e a farmi trasportare dalla sua voce nei meandri affascinanti della disciplina da lui creata: la psicobiogenealogia

Due libri di questa trilogia sono già stati pubblicati e il terzo è in arrivo. I primi due volumi, “L’invenzione del padre” e “In nome del padre e della madre”, sono da leggere tutto d'un fiato e risultano veramente illuminanti se quello che state cercando è una lente d'ingrandimento veramente efficace per portare chiarezza e pace nella vostra vita.

 

Antonio ci puoi spiegare cosa intendi per psicobiogenealogia?

La parola stessa già ci preannuncia che si basa sullo stretto legame tra psicologia, biologia e genealogia. Psicologia che studia la psiche, intesa come interazione tra conscio e inconscio, intesa soprattutto come psicologia relazionale e ancor più nello specifico psicologia sistemica. Essa considera le interrelazioni dei componenti di quel sistema. La sistemica ben si applica alle relazioni familiari ovvero le relazioni tra figli e genitori.

Genealogia perché si contemplano anche i legami con le precedenti relazioni familiari, cioè applica una sistemica relazionale che non si limita al solo rapporto genitore-figlio ma sale alle generazioni precedenti. Se voglio capire me stesso, studio il legame con i miei genitori ma se a mia volta voglio comprendere i miei genitori, studio il rapporto che quest’ultimi hanno avuto con i loro genitori, ovvero i miei nonni. E via salendo fino alla generazioni precedenti (almeno fino a quella dei bisnonni). 

La Biologia interviene per spiegare come alcune malattie ricorrano e si ripetano tra le diverse generazioni. Esistono quindi un padre e una madre archetipici, ovvero i primi genitori che hanno dato vita al nostro albero genealogico, quando ci siamo differenziati dalla zoologia e abbiamo intrapreso il cammino verso l’Umanità.

Nasce così il Padre, un artificio della natura umana, poiché il padre in natura, tra i mammiferi, non esiste: esiste il maschio che ingravida la femmina ma non alleva la prole. La madre invece è madre per natura, anche nella sfera animale e lo è da 540 milioni di anni. Il padre invece è un’invenzione umana che esiste da un paio di milioni di anni, creatosi con l’evoluzione. Il maschio è diventato Uomo e la femmina è diventata Donna. Così inizia l’invenzione della storia, con le memorie che si tramandano.

Con la trasmissione della storia però non si trasmettono solo gli aspetti positivi di una generazione, ma anche i suoi errori: ecco allora che il sistema si sclerotizza con la trasmissione degli errori psicogenealogici. Se a un certo punto dell’albero genealogico si verifica una regressione all’animalità che perde di vista l’orizzonte umano, come un abuso o una morte precoce o violenta, si crea un errore che si nasconde all’interno dell’inconscio: quest’ultimo è già per noi una cripta difficile da esplorare e l’errore diventa una cripta all’interno della cripta.

Diviene sepolto nelle memorie dell’inconscio che si tramanda da generazione a generazione. E allora nasce un conflitto tra ciò che l’Anima è realmente e ciò che ha ereditato dal suo albero genealogico. Questo conflitto, se non risolto, scatena una reazione biologica prima ancora che psicologica, poiché la biologia nasce prima della psicologia.

Noi rispondiamo tramite la nostra biografia a un conflitto che è stato generato tre o quattro generazioni precedenti la nostra. E allora scatta la biologia che crea una malattia: essa nasce per risolvere un conflitto nato in generazioni precedenti.

 

Prima di nascere l’Anima sceglie la famiglia in cui andrà a vivere?

Noi nasciamo in un contesto familiare già ben definito, come finora illustrato. Prima che l’Anima, ovvero noi stessi nella nostra essenza, entri nel corpo, è già un’entità esistente che vive in una realtà rarefatta e quindi esiste ancora prima di incarnarsi. L’Anima sceglie inconsciamente i genitori perché la sua grande Opera, in termini alchemici, è di liberarsi di alcune catene coercitive che, come Anima, si porta dietro. La famiglia scelta diviene un banco di prova per portare a termine un percorso e divenire chi siamo. Siamo come un diamante che nasce in mezzo al carbone, pieno di incrostazioni e che vuole liberarsi per iniziare a brillare. Si fa strada per iniziare a risplendere: inizia così il concetto di tempo.


Leggi tutta l'intervista sul nuovo numero 53 di Scienza e Conoscenza (disponibile dal 20 luglio 2015).


Redazione Scienza e Conoscenza
Scienza e Conoscenza è la rivista ufficiale del Gruppo Editoriale Macro. È un trimestrale che parla di medicina integrata, medicina non... Leggi la biografia
Scienza e Conoscenza è la rivista ufficiale del Gruppo Editoriale Macro. È un trimestrale che parla di medicina integrata, medicina non convenzionale, scienze di frontiera, coscienza e consapevolezza, e che si avvale di un comitato scientifico di medici, ricercatori, scienziati e giornalisti.Operano in redazione: Marianna Gualazzi, Romina... Leggi la biografia

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