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Come conoscere se stessi e gli altri

Crescita Personale

Come conoscere se stessi e gli altri

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Come conoscere se stessi e gli altri

Nel suo libro Nessun Incontro È un Caso, Kay Pollak, regista e produttore cinematografico svedese candidato all'Oscar, ci offre il suo sguardo in presa diretta sulla relazione con l'altro e con se stessi, dandoci spunti di riflessione illuminanti per conoscere meglio se stessi.


Katia Prando

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L'altro come uno specchio

Il confronto con gli altri è una via per scoprire se stessi. Viceversa capire se stessi porta a un miglior rapporto con gli altri. La conoscenza di sé può garantire uno stato di benessere di fondo che ti aiuta ad accogliere chi hai davanti con serenità, senza lasciarti condizionare dalla sua emotività.

Ti è mai capitato di trovarti di fronte a una persona arrabbiata e di sentirti in colpa anche se non c'entravi niente con le sue emozioni? Ti sei sentito in dovere di arginare la sua rabbia, di deviarla e trasformarla sia perché ti dispiaceva sia perché ne risentivi negativamente, col rischio di finire con l'arrabbiarti anche tu. La prossima volta che incontri qualcuno che esprime rabbia, arroganza, pungente ironia e ha da ridire su tutto, ricordati che quasi certamente quella è una persona che non si sente bene con se stessa.

Quando stai bene, non hai alcun bisogno di attaccare o di mettere in ridicolo gli altri. Tienilo sempre a mente e guarda quella persona sotto una nuova luce. Non ti sentirai più minacciato come prima. Non ti farai più ferire tanto facilmente e non proverai più rabbia: sarai capace di restare calmo perché ti renderai conto di essere davanti a una persona che non sta bene.

Le nostre emozioni sono come lenti di ingrandimento

Naturalmente può capitare anche a te di arrabbiarti. Ricordati allora che ogni emozione - anche se negativa - può farci scoprire qualcosa di noi, l’importante è evitare di proiettare il problema sull'altro come se ne fosse la causa.

Riconoscere che la causa di una emozione come la rabbia è dentro di noi ci dà il potere di farne qualcosa. Possiamo trasformarla perché è nostra e dipenda da noi. Se lasciamo che ricada sulla responsabilità di un altro, allora resteremo in sua balia e la risoluzione del nostro stato emotivo dipenderà da qualcun altro.

Uno sguardo d'insieme

Se avessi la possibilità di vedere la persona nel suo insieme, tutta la sua vita, la sua storia, tutte le sue sofferenze e le sue disavventure i suoi sogni e gli sforzi compiuti, diventeresti incapace di condannarla o di deriderla. Le azioni di qualcuno possono non piacerti e puoi anche condannarli, ma mantenendo lo sguardo aperto su tutto il vissuto di quella persona la vedrai nel suo insieme e riuscirai almeno a capirla. Questo ti aiuta a non cadere nel suo stesso errore e a non sentirti responsabile delle sue azioni. Comprendere l’altro non significa necessariamente accettarne e condonarne il comportamento. L’istante in cui capisci l’altro può essere anche l’istante in cui riesci finalmente ad allontanarlo, come nel caso delle relazioni nocive.

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Il filtro del pregiudizio

Dobbiamo ricordarci che i pregiudizi sugli altri spesso sono dettati dalla paura. Quando non conosciamo qualcosa il pregiudizio è come un filtro che ci aiuta a comprendere velocemente la realtà che abbiamo di fronte. Non sarebbe possibile elaborare nuovamente, partendo da zero, ogni situazione.

Ma è bene ricordarsi che i pregiudizi non sono la verità ma sono appunto un filtro ed è sempre saggio metterli in discussione per aprire i nostri orizzonti e la nostra mente lasciando andare quelli che non ci servono più e che anzi non ci aiutano affatto a comprendere gli altri o noi stessi.

Facciamo un esempio pratico: pensa a qualcuno che conosci. Immediatamente ti verrà in mente un'idea su questa persona. È una cosa automatica. Pensi a una persona ed ecco che nella tua mente si forma un'idea che la racchiude.

Ogni cosa che pensi di un altro essere umanoscrive Pollak,o va ad aumentare la verità su di lui, oppure ne alimenta solo l'immagine, l'illusione, la fantasia. Non ci sono pensieri neutrali sugli altri. Per me questa è una verità indiscutibile.

Lo stesso meccanismo si attiva anche con gli estranei. Per esempio sei seduto sull'autobus mentre torni a casa dal lavoro. Osservi la persona seduta di fronte a te e nella testa te ne crei un'idea, anche solo per gioco.

"Quell’idea o aumenterà la 'massa di pensiero reale' su questo essere umano, oppure aumenterà la menzogna, l’immagine, l’inganno, i pregiudizi in merito. Ogni pensiero aggiunge qualcosa o alla verità o all’inganno. Ogni pensiero o ingrandisce la verità o fa più grande la menzogna."

Responsabilità uguale Potere

Quando ti sarai reso conto di questo, incomincerai a prestare attenzione ai tuoi pensieri e a esserne consapevolmente responsabile. È questo a fare la differenza.

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Katia
Traduttrice, editor e autrice, lavora da oltre dieci anni per l’editoria nell’ambito della crescita personale.Cura per Macro la collana Essere... Leggi la biografia
Traduttrice, editor e autrice, lavora da oltre dieci anni per l’editoria nell’ambito della crescita personale.Cura per Macro la collana Essere Felici e I Macro Tascabili della Felicità. Scrive nel blog articoli di approfondimento sui libri, con attenzione in particolare agli aspetti pratici e agli obiettivi che si possono raggiungere... Leggi la biografia

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