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L’uomo è un animale onnivoro?

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L’uomo è un animale onnivoro?
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Nutrirsi non è solo mangiare, è un atto d'amore cosciente verso se stessi: con queste parole Michele Riefoli, chinesiologo ed esperto di alimentazione naturale con un curriculum pluri decennale sul tema, è solito aprire i tanti seminari che lo portano in giro per l'Italia a divulgare il verbo dell'alimentazione consapevole a base vegetale integrale. La mole di informazioni che Michele dona al pubblico durante i suoi convegni è davvero impressionante. Ho recentemente partecipato a un suo seminario e ho capito che, in fatto di alimentazione, non si può mai fare di tutta l'erba un fascio. E così ho scoperto che c'è glutine e glutine, cereali e cereali, dieta mediterranea e dieta mediterranea... e così via. Insomma, occorre fare dei distinguo. E occorre anche rivedere alcune conoscenze scientifiche che si sono dimostrate errate, prima tra tutte quella che vede l'uomo classificato come animale onnivoro. Continuate a leggere e rimarrete sorpresi nell'apprendere che non siamo nati per mangiare di tutto...

 


Romina Alessandri

Nutrirsi non è solo mangiare, è un atto d'amore cosciente verso se stessi: con queste parole Michele Riefoli, chinesiologo ed esperto di alimentazione naturale con un curriculum pluri decennale sul tema, è solito aprire i tanti seminari che lo portano in giro per l'Italia a divulgare il verbo dell'alimentazione consapevole a base vegetale integrale.

La mole di informazioni che Michele dona al pubblico durante i suoi convegni è davvero impressionante. Ho recentemente partecipato a un suo seminario e ho capito che, in fatto di alimentazione, non si può mai fare di tutta l'erba un fascio. E così ho scoperto che c'è glutine e glutine, cereali e cereali, dieta mediterranea e dieta mediterranea... e così via.

Insomma, occorre fare dei distinguo. E occorre anche rivedere alcune conoscenze scientifiche che si sono dimostrate errate, prima tra tutte quella che vede l'uomo classificato come animale onnivoro. Continuate a leggere e rimarrete sorpresi nell'apprendere che non siamo nati per mangiare di tutto.

A scuola ci insegnano sin dalle elementari che l'uomo è un animale onnivoro, ovvero che mangia di tutto.

È davvero così, oppure ci sono dati scientifici in base ai quali la realtà non è quella che ci hanno fatto credere sino ad ora? 

Il primo mito da sfatare circa il nostro rapporto col cibo è in effetti quello che non siamo animali onnivori per natura, ma lo siamo diventati, a nostro evidente svantaggio. Mangiamo di tutto per ignoranza, emulazione o per abitudine. L’affermazione che siamo animali onnivori è priva di fondamento scientifico.

Al contrario, esistono numerose prove di anatomia comparata che mostrano che l’uomo è strutturato per procurarsi, assumere e metabolizzare cibo vegetale.

È verissimo che il nostro livello evolutivo ci permette, in caso di mancanza del nostro cibo elettivo, di poter sopravvivere comunque anche con sottoprodotti di origine animale come latte, uova, miele, oppure direttamente con pesce, carne, molluschi, ma a scuola hanno omesso di farci osservare che l’uomo non ha artigli, non ha denti aguzzi, ha uno stomaco con livelli inferiori di acidità rispetto ai veri onnivori (cane, orso, maiale), ha un intestino molto più lungo del loro.

In effetti deriviamo dalle scimmie antropomorfe e come loro siamo animali vegetaliano-frugivori, con la possibilità di poter mangiare e digerire occasionalmente, o in caso di necessità, piccole quantità di cibo animale. Non bisogna però confondere il vantaggio di poterlo fare, con l’obbligo di doverlo fare. Adottare diete a base di cibi animali, con scarse quantità di cibo vegetale, e ricche di cibi raffinati e conservati, alza enormemente il rischio di contrarre numerose patologie.

Se l'uomo nasce frugivoro, è davvero diventato onnivoro, nel senso che "mangia veramente di tutto".

Abbiamo imparato a modificare il nostro cibo con il fuoco e con tanti altri metodi, e siamo arrivati a cibarci di vera e propria spazzatura. Quali sono le sostanze più nocive contenute nei cibi di cui la maggior parte di noi si nutre quotidianamente?

Fra le sostanze più nocive che introduciamo nel nostro corpo col cibo, abbiamo:

  • Inquinanti ambientali come diossine e clorofluorobifenili (scarti della combustione di fabbriche e inceneritori) che finiscono nel terreno e quindi nel cibo vegetale e soprattutto nei tessuti grassi di quello animale; 
  • residui di fertilizzanti chimici, antiparassitari e anticrittogamici, usati in agricoltura, e a maggior ragione in quella per la produzione di foraggio per animali;
  • residui di antibiotici, antinfiammatori, ormoni sintetici e psicofarmaci usati in zootecnia per l’allevamento di animali;
  • sostanze tossiche che si sviluppano con la cottura e con l’ossidazione dei grassi saturi animali come il benzopirene e aldeide malonica, della cui cancerogenicità siamo certi; 
  • grassi saturi e colesterolo contenuti nei cibi animali con particolare riferimento a carni rosse, salumi, insaccati e latticini; 
  • carboidrati raffinati e ad alto indice glicemico (zucchero, farine bianche, bevande zuccherate); 
  • grassi idrogenati e oli fritti che diventando simili a quelli animali, oppure, sviluppano sostanze dannose per la salute persino a respirarne i vapori in cucina (acroleina); 
  • alcaloidi cadaverici contenuti nelle carni (cadaverina, putrescina, indolo e scatolo) che affaticano il sistema immunitario e stimolano la crescita cellulare (anche tumorale); 
  • prodotti di scarto del catabolismo proteico (acidi urici, ippurici, ammoniaca, urea); 
  • ci sono poi i problemi creati dal sale (cloruro di sodio), che molto spesso vengono ignorati o sottovalutati.

    Articolo Tratto da Scienza e Conoscenza n. 52

Scopri il libro di Michele Riefoli, Mangiar Sano e Naturale.



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