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Latte si, latte no: 4 scelte per non allevare bambini come vitelli

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Latte si, latte no: 4 scelte per non allevare bambini come vitelli

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Latte si, latte no: 4 scelte per non allevare bambini come vitelli

Il latte materno per un neonato è l’alimento più completo? Verissimo! Allora anche il latte di mucca è l’alimento più completo per grandi e piccini? Assolutamente no. Il latte vaccino sarà l’alimento più idoneo per il vitello ma contiene in misura sproporzionata i nutrienti di cui un neonato necessita.


Redazione Web Macro

Il latte materno per un neonato è l’alimento più completo? Verissimo! Allora anche il latte di mucca è l’alimento più completo per grandi e piccini? Assolutamente no. Il latte vaccino sarà l’alimento più idoneo per il vitello ma contiene in misura sproporzionata i nutrienti di cui un neonato necessita.

Il latte vaccino, rispetto a quello materno, contiene pochi zuccheri, troppi grassi e soprattutto il triplo delle proteine. E questo non va bene. Il latte vaccino viene prodotto in natura per far crescere il vitello che in poche ore deve essere in grado di camminare e di sviluppare la massa muscolare. Lo sviluppo corporeo di un vitello richiede esattamente quella proporzione di nutrienti mentre il bambino ha bisogno di alimentare principalmente il sistema nervoso (zuccheri) e di rispettare il suo ritmo di crescita senza bruciare le tappe.

Per quanto riguarda la differenza nella composizione proteica fra i due tipi di latte, oltre all’aspetto quantitativo, c’è anche un dato qualitativo di grande importanza: nel latte vaccino le caseine rappresentano l’80% delle proteine totali, nel latte materno sono solo il 35% delle proteine totali. In pratica, il latte materno è completamente diverso da quello di mucca, di capra, di pecora e di bufala, mentre, è molto simile a quello di asina.

Ci hanno convinto che il latte di mucca è il latte per antonomasia, e che per questa ragione va considerato l’alimento più completo per l’uomo. Niente di più sbagliato. Sapendo, allora, che in natura la mucca produce il latte unicamente per il vitello e non per l’uomo, viene da chiedersi: cosa si può o si deve fare quando una mamma non ha latte a sufficienza per alimentare il proprio piccolo?

Quattro opzioni se il latte materno non c'è

Per rispondere a questa domanda, ci affidiamo alla competenza del dottor Michele Riefoli, esperto di educazione alla salute naturale e da molti anni impegnato in una campagna di informazione sulla corretta alimentazione. Per Riefoli, in questo caso specifico, le opzioni a disposizione delle mamme sono le seguenti:

Prima opzione. Scegliersi una balia, come avveniva una volta. Ci sono donne che hanno molto più latte di quello che serve per i loro figli. Hanno la necessità di estrarre il latte dal seno per evitare dolori e disagi e comunque sarebbe uno spreco non utilizzarlo. “Il mio consiglio – spiega Riefoli - è quello di informarsi tramite le ostetriche, spar¬gendo la voce, cercando in internet. Se vi fate il problema che si tratta di una persona estranea –insiste Riefoli rivolgendosi alle mamme - pensate che più estranea di una mucca non c’è nessuno e fatevi coraggio”.

Seconda opzione. Esistono le banche del latte: raccolgono il latte materno di donne in sovrapproduzione, lo trattano per renderlo sicuro e lo conservano con una tecnologia capace di mantenere a lungo le proprietà del latte stesso. Questo latte viene oggi distribuito in alcuni ospedali a vantaggio quasi esclusivo di bambini nati prematuri. (Esiste l’Associazione Italiana Banche del Latte Umano Donato, AIBLUD Onlus, sito: aiblud.com, NdR).

Terza opzione: è il cosiddetto latte adattato per l’infanzia. “Ci sono – spiega Riefoli - due categorie di latte adattato: animale e vegetale. Nel primo caso il latte vaccino viene trattato per renderlo più simile possibile al latte materno riducendo la quantità di caseina e di grassi, e aggiungendo carnitina, inositolo e altre sostanze che si ritengono utili alla crescita del lattante nei primi tre-quattro mesi di vita. Nel caso del latte adattato vegetale, si cerca sempre di produrlo con una composizione che possa assomigliare il più possibile a quella del latte materno. Il latte vegetale è composto da proteine isolate dalla soia, da oli vegetali po¬linsaturi, destrosio, maltodestrine e amidi, con aggiunta di amminoacidi, vitamine e minerali. Questo latte – continua Riefoli - è privo sia di lattosio che di caseina, ed è quindi utile non solo per i figli di mamme che non hanno latte o che non desiderano dare al bambino del latte vaccino, ma soprattutto è indispensabile per quei bambini che risultano intolleranti alle proteine del latte vaccino e al lattosio e che sono a rischio di allergie per familiarità. Il latte adattato vegetale rappresenta realisticamente la prima opzione per una mamma senza latte che non trovi una balia”.

Quarta opzione: il latte di asina. “Fra i latti animali – conclude Riefoli - è quello che presenta naturalmente la composizione nutrizionale più simile al latte materno. Anche se sarebbe più logico l’utilizzo di questo latte al posto di quello di mucca (come terza scelta in alternativa al latte vegetale), l’opzione non viene presa quasi mai in considerazione, anche per ragioni di scarsa reperibilità”.

Riefoli spende molte sue energie per far capire che il latte non è affatto l’alimento “principe” per la nostra alimentazione anche se riconosce che, l’uomo, in caso di estrema necessità, può trarre indubbio vantaggio dal potersi nutrire anche di cibi che non sarebbero ideali per lui, ma che al posto di niente sono in grado di garantirgli la sopravvivenza. Ma gli piace anche ricordare che: “come l’atto di nutrirsi di sangue materno non fa del feto un vampiro, il fatto di essere mammiferi e di succhiare latte dal seno della mamma non fa del bambino un vitello”.

Per approfondire i temi trattati da Michele Riefoli


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