Newsletter, Omaggi, Area acquisti e molto altro. Scopri MyMacro: Registrati Entra Scopri MyMacro: Registrati Entra
1987-2017: 30 anni di Benessere e Conoscenza
Home / Blog / Vivere Ecologico

Cosmesi fai da te: accortezze, benefici e insidie

Vivere Ecologico

Cosmesi fai da te: accortezze, benefici e insidie

Vivere Ecologico

Cosmesi fai da te: accortezze, benefici e insidie

L’autoproduzione è attualmente uno degli argomenti sui quali più si discute nell’ambito della cosmesi naturale, valutandone gli enormi benefici in termini di risparmio economico. Molte ricette di cosmetici fai da te circolano sul Web, ma poche riportano esattamente le condizioni necessarie per produrre in sicurezza quel che poi si andrà ad applicare e spalmare direttamente sulla propria pelle.


Deborah Lazzaro

L’autoproduzione è attualmente uno degli argomenti sui quali più si discute nell’ambito della cosmesi naturale, valutandone gli enormi benefici in termini di risparmio economico. Molte ricette di cosmetici fai da te circolano sul Web, ma poche riportano esattamente le condizioni necessarie per produrre in sicurezza quel che poi si andrà ad applicare e spalmare direttamente sulla propria pelle.

Sterilità e igiene degli strumenti da usare

Produrre da sé prodotti cosmetici espone tuttavia a varie insidie che in quest’articolo voglio chiarire con voi per una maggior consapevolezza.
Il primo elemento importante da tenere in considerazione e che molto spesso viene sottovalutato è la sterilità e l’igiene degli strumenti che si utilizzano per auto produrre cosmetici e prodotti detergenti.
I batteri e le muffe sono i primi responsabili di una pelle imperfetta e nei casi più estremi possono addirittura determinare allergie e reazioni avverse, da non sottovalutare. Le aziende cosmetiche per poter produrre, devono attenersi a specifici regolamenti ed utilizzare macchinari e strumenti sterili, che non possano in alcun modo contribuire alla proliferazione batterica.
Oltre tutto è importante prestare attenzione all’igiene anche dei packaging, i quali debbono essere predisposti appositamente per far entrare quanta meno aria possibile a contatto con il prodotto e limitare il tocco con le mani.

Agli inizi, meglio la preparazione fresca per uso immediato

Sicuramente un ruolo di tutela nei confronti di batteri e muffe lo svolgono i conservanti, ma questi soprattutto per chi si è appena avvicinato al mondo della cosmesi fai da te, possono essere difficili da maneggiare destreggiandosi tra dosi obbligate e varie tipologie di prodotto. Molto meglio iniziare con prodotti che di per sé sfavoriscono la formazione di un ambiente batterico e prediligere la preparazione fresca che preveda l’uso immediato di quanto si è prodotto. Maschere ed impacchi semplici (specialmente per i capelli) sono i primi prodotti da sperimentare, sempre attenendosi a ricette create con buon senso.

Successivamente si possono sperimentare oli, prodotti che non prevedano quindi l’aggiunta di acqua e si conservino meglio per loro natura. L’unico criterio è quello di prevenire il loro irrancidimento utilizzando vitamina E per preservarli al meglio. Utilizzare cosmetici scaduti, solo perché creati con molte materie prime pregiate, è pericoloso perché espone la pelle a rischio allergico e la invecchia, favorendo la produzione di radicali liberi. Lo stesso dicasi per gli oli irranciditi, da cui è meglio tenersi alla larga.

Valutare bene il livello di difficoltà

È bene avere le idee chiare prima di ordinare tante materie prime inutilmente: meglio sapere a priori cosa si vuole produrre per confrontare le ricette e valutare se il livello di difficoltà espresso si addice alle proprie iniziali capacità.
Questo perché il rischio è di sprecare denaro e inquinare ancor più l’ambiente con tanti prodotti mal riusciti e non utilizzati, da smaltire. Un’altra importante insidia da non sottovalutare è l’utilizzo scorretto degli attivi e degli oli essenziali. Molte ricette sul Web e altrove, richiamano l’utilizzo di percentuali completamente inventate ed assolutamente pericolose di questi ingredienti.

Utilizzare in un cosmetico quantità eccessive di attivi o oli essenziali può provocare seri danni alla pelle e ustionarla: meglio conoscere bene i loro metodi d’utilizzo informandosi da più fonti serie ed ufficiali. Anche il ph è un fattore importante che ben poche ricette considerano nei giusti range.

I prodotti per il corpo non vanno bene per il viso

Ogni qual volta si produce un cosmetico è importante misurare il ph (sul ph in generale leggi questo articolo, NdR) e valutare che rientri nei giusti range, espressi per zona del corpo. Ogni area del corpo possiede un diverso ph e questo è anche il motivo per cui prodotti per il corpo non vanno bene sul viso.
Ci sono ricette che non si possono assolutamente riprodurre in casa perché necessitano di espliciti controlli che solo un laboratorio cosmetico può realizzare in sicurezza. Un esempio sono i prodotti solari: non fidatevi delle ricette che circolano sul Web perché rischiate ustioni gravi.
Fortunatamente esistono anche cosmetici eco bio economici: non è necessariamente detto che farseli in casa sia meno costoso e se vorrete intraprendere la strada della cosmesi autoprodotta affidatevi a manuali professionali che vi indirizzino e guidino!

LEGGI gli altri consigli sulla cosmesi scritti da Deborah Lazzaro.


Deborah Lazzaro
Sono Deborah Lazzaro, giovane blogger e mamma, amante del mondo della cosmesi eco biologica ed autrice del blog Biomakeup.it. La mia passione per... Leggi la biografia
Sono Deborah Lazzaro, giovane blogger e mamma, amante del mondo della cosmesi eco biologica ed autrice del blog Biomakeup.it. La mia passione per la cosmesi naturale e biologica nasce nel 2010, quando per caso inizio a scoprire che i comuni prodotti di bellezza, impiegati per cercare di migliorare (come tutte le donne) l’aspetto della mia... Leggi la biografia

Potrebbero interessarti altri articoli del blog


Vivere Macro n. 18 - Chi non si ferma è perduto
Omaggio Vivere Macro n. 18 - Chi non si ferma è perduto

Iscriviti a My Macro e ricevi questo omaggio!

Voglio ricevere Vivere Macro n. 18 - Chi non si ferma è perduto