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Massaggia il pollice, mantieni giovane il cervello

Salute e Benessere

Massaggia il pollice, mantieni giovane il cervello

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Massaggia il pollice, mantieni giovane il cervello

 

Che relazione c’è fra salute cerebrale e dita delle mani? Apparentemente nessuna, ma a ben guardare, cervello e pollice sono strettamente collegati, tanto che una stimolazione quotidiana di tali dita, permette di avere enormi benefici sulla salute, fra cui il ringiovanimento del cervello stesso.

Come e perché ciò sia possibile, ce lo spiega il dottor Yoshiya Hasegawa nel suo interessante libro Pollice Intelligente, Cervello Giovane.


Romina Rossi

Si fa presto a dire dita

Spesso diamo le nostre mani per scontate. Per non parlare delle dita. Ma quante cose riusciamo a fare continuamente, grazie alle dita? C’è un dito, in particolare, senza il quale non riusciremmo a fare granché. È il pollice.

Sto esagerando? Allora facciamo una prova: provate a mettervi gli occhiali, senza usare i pollici. E se non indossate gli occhiali, provate a bere un bicchiere d’acqua senza usare i pollici, o a scrivere con una penna usando solo le dita dall’indice al mignolo. Difficile vero? Oserei dire, impossibile.

Anche se spesso non ce ne rendiamo conto, il pollice è probabilmente il dito più importante della mano, senza il quale riusciremmo a fare ben poco. Dal vestirci, all’allacciarci le scarpe, fino a fare le pulizie o cucinare, la vita diventerebbe molto più difficile senza pollici.

Se non li avessimo, vivremmo come le scimmie: con un’abilità manuale ridotta, senza la capacità di creare strumenti. Ci limiteremmo a poter usare solo pietre e bastoncini di legno.

Nonostante siano solo delle estremità, le dita e i palmi della mano sono controllate e mosse da un terzo della regione cerebrale.

Le dita hanno delle cellule nervose collegate direttamente al cervello. La mano destra è strettamente collegata all’emisfero cerebrale sinistro, che controlla il pensiero logico e razionale, ma anche il linguaggio e il calcolo. La mano sinistra è invece collegata all’emisfero destro: è la parte che governa le immagini e l’arte, la parte creativa e l’intuizione.

Le dita ricevono un gran numero di comandi dal cervello e, allo stesso tempo, queste mandano stimoli continui al cervello. Ecco quindi che possiamo stimolare un’ampia parte del cervello usando le dita. Perché ogni volta che muoviamo le dita, il cervello si attiva cercando di captare le informazioni. E questo spiega sia la stretta connessione fra cervello e dita delle mani, sia perché il dottor Hasegawa affermi con sicurezza che “le dita sono il nostro secondo cervello”.

Le dita sono punti riflessi

I benefici che si hanno dalla stimolazione delle dita non sono una novità. Le medicine antiche ben conoscono l’importanza di questa parte del corpo.

Nella medicina cinese, le dita delle mani sono il punto di partenza dei meridiani: a ogni dito ne corrisponde uno. I pollici ad esempio sono il punto di partenza del meridiano di Polmone, dagli indici parte il meridiano di Grosso Intestino, dal medio quello del Ministro del Cuore, dall’anulare il Triplice Riscaldatore e dal mignolo Intestino Tenue.

Ogni dito porta quindi le caratteristiche dei Meridiani collegati agli organi e ai visceri e massaggiando i vari punti si può agire per attenuare diversi disturbi.

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Per capire meglio il legame fra pollice e cervello, possiamo far riferimento alla riflessologia. Secondo questa antica tecnica ogni parte di mani e piedi è un punto riflesso di una parte del corpo e dei suoi organi. Agendo con un massaggio circolare abbiamo la possibilità di stimolare energeticamente gli organi o le parti che hanno bisogno di aiuto.

E proprio il pollice, partendo dalla sua estremità fino all’attaccatura con il palmo, riflette: il cervello – comprese le ghiandole pituitaria e pinealela testa e i nervi ad essa associati, e il collo. Un massaggio sui polpastrelli del pollice agisce energeticamente sul nostro cervello, andando a stimolarlo e ad alleviare eventuali problemi.

Al di là del punto specifico il massaggio ha anche un altro beneficio. Quello cioè di aumentare il flusso sanguigno. Che non si limita solo al cervello, ma si estende a tutto il corpo.

I benefici della stimolazione dei pollici

Il dottor Hasegawa ha messo a punto “il metodo di stimolazione dei pollici”. E lo ha sperimentato sui suoi pazienti. I benefici che ha notato si possono così riassumere:

1. Previene i disordini cognitivi

Ciò si verifica perché, come detto, un decimo della superficie del cervello controlla e risponde a mani e dita. Muovere le estremità degli arti superiori permette di aumentare il flusso sanguigno. Il cervello viene sollecitato e può mettere in campo delle misure preventive per evitare l’insorgenza di disordini cognitivi.

2. L’aspettativa di vita diventa più lunga (e sana)

Stimolando i pollici si migliorano anche le funzioni motorie perché il sangue, affluendo più liberamente, irrora meglio tutto il corpo. Ciò comporta un allungamento della vita, e un miglior stato di salute.

3. Dona più energia e motivazione

Perdere un qualsiasi dito non è così invalidante quanto lo è perdere uno dei due pollici. Le altre dita non compromettono lo svolgimento di un lavoro, come invece può fare la mancanza del pollice. È grazie ai pollici che ci è permesso di compiere le azioni innescate dalla nostra volontà.

Poiché sono così strettamente legati al cervello, hanno un ruolo importante nell’esecuzione dei comandi che impartisce. Per questo motivo, secondo il dottor Hasegawa i pollici sono il simbolo della motivazione. Oltre a ciò, dai pollici parte la nostra volontà. Se non li avessimo, non avremmo nemmeno l’iniziativa.

Quando usiamo i pollici, tiriamo in ballo anche la motivazione. Se dobbiamo afferrare qualcosa, dobbiamo usare i pollici. Ed è come se questi fossero l’espressione della volontà e dell’intenzione. Con l’avanzare dell’età la motivazione e le energie si vanno affievolendo, e gli stimoli diminuiscono. Ciò denota invecchiamento cerebrale, che si combatte, appunto, stimolando i pollici.

4. Diminuiscono rabbia e frustrazione

Il nostro corpo è concepito per farci stare in movimento. Il fatto che passiamo sempre più tempo seduti davanti a una scrivania o a un televisore è una grossa fonte di tress per il nostro cervello. Di conseguenza il sistema nervoso si squilibra, viene assalito da ansia e stress che, a loro volta, non fanno che creare tensioni muscolari, rigidità, gonfiori e altri sintomi.

La soluzione è curare il cervello stanco per via dello stress. Per esempio facendo una passeggiata nella natura, che fa sempre bene. Oppure massaggiando i pollici, che ha il vantaggio di diminuire lo stress e le tensioni.

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5. Migliora la memoria

Come detto nei pollici sono riflesse le aree cerebrali: i polpastrelli sono delle terminazioni nervose, quindi se li massaggiamo possiamo stimolare il cervello stesso. E facendolo, migliorano anche le funzioni cognitive, soprattutto la memoria. E non rischieremo più di dimenticare cose, nomi di persone e fatti.

6. Migliora il sonno

A volte, soprattutto in età avanzata, la cattiva qualità del sonno può essere causata dallo squilibrio del sistema nervoso autonomo. Curando il cervello e le aree cognitive, e agendo sullo stress, anche la qualità del sonno migliorerà.

7. Migliora la circolazione sanguigna

Nei polpastrelli delle dita si trovano le anastomosi arteriovenose dove avviene lo scambio del sangue dalle arterie alle vene. Se premiamo sul polpastrello con il pollice facilitiamo questo scambio in tutto il corpo.

8. Migliorano le funzioni motorie

Le persone ricoverate dopo un disordine cognitivo, come un ictus, rischiano di passare mesi di inattività. Che non è salutare, perché l’inattività favorisce il declino delle funzioni motorie.

Con la stimolazione dei pollici la persona colpita può ritrovare la motivazione, migliorare la circolazione e prevenire l’invecchiamento fisico e cerebrale.

9. Stabilizza la pressione sanguigna

Lo stress eccessivo causa ipertensione, disordini cerebrovascolari e cardiaci. Ciò avviene a causa della stimolazione eccessiva dei nervi simpatici del sistema nervoso. Agendo sul sistema nervoso attraverso la stimolazione dei pollici, si agisce anche sulla pressione sanguigna, riportandola a un maggiore equilibrio.

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Il metodo della stimolazione dei pollici

Dunque in cosa consiste questa tecnica in grado di avere così tanti benefici sull’intero organismo? È molto semplice: si tratta di movimenti vari che rivitalizzano il cervello. Tutto ciò grazie a due caratteristiche proprie del primo dito: il pollice opponibile e l’articolazione a sella.

I movimenti di questa tecnica sono semplici, e si possono praticare quotidianamente. Anzi, dovremmo farli diventare parte della nostra routine.

La difficoltà degli esercizi è in crescendo: si parte con le più semplici “tecniche base di stimolazione del pollice”. A mano a mano che si prende confidenza con questi, si passa al livello intermedio, con le “tecniche per la stimolazione separata della mano destra e sinistra”. Si conclude con il livello più avanzato, che comprende “tecniche di massaggio e pressione”, una volta presa dimestichezza con i livelli precedenti.

Vediamo un esercizio per ogni step.

Fase 1. Tecnica del piegamento dei pollici

Lo scopo di questo esercizio è prendere consapevolezza dei pollici che si piegano, perché molto spesso non ne abbiamo. Attraverso di essa verrà stimolata l’area sensoriale e aumenterà il flusso di sangue al cervello. Si può fare in qualsiasi momento della giornata; richiede solo alcuni minuti.

1. Sedetevi su una sedia con la schiena dritta, le braccia ai lati, piegate all’altezza dei gomiti e gli avambracci allungati in avanti. Chiudete le mani a pugno come quando giocate a morra cinese, ma con i pollici tesi verso l’alto.

2. Mentre espirate lentamente, piegate solamente la prima articolazione dei vostri pollici quanto più riuscite.

3. Mentre ispirate, allungate nuovamente i vostri pollici. Ripetete questo esercizio dieci volte con entrambe le mani simultaneamente.

Fase 2. Tecniche per la stimolazione separata della mano destra e sinistra

Si passa a un livello più impegnativo, con la tecnica “sasso-carta” – che ricorda la morra cinese che facevamo da bambini – che però giova al cervello. Con la mano destra dovrete fare il segno che indica “carta”, quindi tenendo le dita ben stese. Contemporaneamente, la mano sinistra fa il segno di “sasso” (pugno chiuso).

Questo esercizio, all’apparenza banale, ha il pregio di trasmettere molti stimoli al cervello. E allo stesso tempo permette di diventare consapevoli della differenza dei movimenti fra la mano destra e la sinistra, disorienterà il cervello e lo rivitalizzerà.

1. Sedetevi su una sedia con la schiena dritta; le braccia ai lati del corpo con i gomiti piegati, le mani aperte con i palmi rivolti verso l’esterno.

2. Fate il gesto della “carta” con la mano destra e quello del “sasso” con la sinistra e poi alternate. Tali movimenti costituiscono una serie da ripetere per venti volte.

Fase 3. Tecniche di massaggio e pressione

Il punto centrale del palmo della mano è noto in agopuntura, tecniche riflesse e anche tecniche EFT. Se stimolato, migliora il funzionamento del sistema nervoso autonomo, allevia il senso di fatica fisica e l’irritazione indotta dallo stress.

Massaggiare il centro del palmo è un buon modo per alleviare la tensione, se avete un impegno importante (un esame, un colloquio, un discorso in pubblico). Vi permetterà di acquisire la lucidità necessaria per affrontarlo senza ansia.

Per trovare il punto, posizionate la mano destra a “tenaglia” sulla sinistra: mettete il pollice destro al centro del palmo della mano sinistra. Il resto delle dita è appoggiato sul dorso della mano sinistra. Chiudete con delicatezza la mano a pugno. Il punto in cui il pollice della mano destra si incontra con il medio della sinistra è quello da massaggiare.

Espirando, premete sul punto con il pollice per 5 secondi e ripetete l’operazione cinque volte. Una volta terminato l’esercizio cambiate mano e ripetete.

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Romina Rossi
Giornalista freelance e web writer, collabora con la rivista “Vivi Consapevole” e diversi siti web, occupandosi prevalentemente di medicina... Leggi la biografia
Giornalista freelance e web writer, collabora con la rivista “Vivi Consapevole” e diversi siti web, occupandosi prevalentemente di medicina naturale, benessere olistico e tecniche naturali di guargione.L’amore per la Natura e la curiosità di capire i complicati e delicati meccanismi di funzionamento dell’uomo, la portano a intraprendere... Leggi la biografia

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