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La felicità comincia dalla mente

Crescita Personale

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La felicità comincia dalla mente

Sei una di quelle persone che cerca la felicità in tutto quello che fa, nelle situazioni esterne, nelle persone che ha attorno? Hai mai provato a smettere di cercare all’esterno e invece cominciare a cercare… all’interno di te stesso? Sì, ma dove? Nel cervello, l’organo più importante del nostro corpo i cui processi, che avvengono al suo interno, determinano sia quello che pensiamo che quello che diciamo, o facciamo. Molte ricerche dimostrano infatti che le nostre esperienze, in un modo o nell’altro, lo modificano continuamente. Se riesci a modificare in meglio il cervello, avrai la capacità di creare esperienze positive anche nel corso di una giornata intensa, e fare in modo che la felicità sia sempre presente.


Romina Rossi

Sei una di quelle persone che cerca la felicità in tutto quello che fa, nelle situazioni esterne, nelle persone che ha attorno? Hai mai provato a smettere di cercare all’esterno e invece cominciare a cercare… all’interno di te stesso? Sì, ma dove? Nel cervello, l’organo più importante del nostro corpo i cui processi, che avvengono al suo interno, determinano sia quello che pensiamo che quello che diciamo, o facciamo. Molte ricerche dimostrano infatti che le nostre esperienze, in un modo o nell’altro, lo modificano continuamente. Se riesci a modificare in meglio il cervello, avrai la capacità di creare esperienze positive anche nel corso di una giornata intensa, e fare in modo che la felicità sia sempre presente.

La forma della tua mente

Le tue esperienze contano, non solo per le sensazioni che ti fanno provare sul momento, ma, soprattutto per le tracce che lasciano nel cervello. Le tue esperienze di felicità, preoccupazione, amore o ansia, possono operare dei reali cambiamenti nelle reti neurali. I processi di costruzione della struttura del sistema nervoso sono fortemente accelerati dall’esperienza cosciente, e specialmente da ciò che è in primo piano nella nostra consapevolezza. L’attenzione è come la combinazione di un riflettore con un aspirapolvere: fa risaltare ciò su cui si posa e poi lo risucchia nel cervello, sia nel bene che nel male.

Secondo un detto, la mente assume la forma di ciò su cui si posa. Se continui a posare la mente sull’autocritica, le preoccupazioni, le lamentele verso gli altri, le ferite e lo stress, allora il tuo cervello si modellerà secondo una maggiore reattività e una maggiore vulnerabilità a uno stato d’animo di ansia e depressione, si concentrerà, quindi, ancora di più sulle minacce e le perdite, e svilupperà, infine, una crescente propensione alla rabbia, alla tristezza e al senso di colpa.

D’altra parte, invece, se continui a posare la mente su eventi e circostanze positive (qualcuno è stato carino con te, hai un tetto sulla testa ecc.), sulle sensazioni piacevoli, sulle cose che porti a termine, sul piacere fisico, sulle tue buone intenzioni e buone qualità, allora, con il tempo, il tuo cervello assumerà una forma diversa, che avrà intessuto al suo interno resilienza e punti di forza, insieme a uno sguardo realisticamente ottimista, uno stato d’animo positivo, e la sensazione di avere valore. Se ripensi alla scorsa settimana, su cosa si è posata principalmente la tua mente?

In effetti, ciò a cui presti attenzione, quello cioè su cui posi la mente, diventa lo scultore primario del tuo cervello. Mentre alcune cose catturano, in maniera naturale, l’attenzione di una persona, come ad esempio un problema al lavoro, un dolore fisico o una preoccupazione seria, in linea generale, influenziamo in maniera determinante tutto ciò su cui si posa la nostra mente. Ciò significa che possiamo deliberatamente prolungare, e anche creare, le esperienze che modellano il nostro cervello verso il miglioramento. Bisogna cioè imparare ad assorbire il buono.

Come si fa ad assorbire il buono: la regola delle AAAA 

Tecnicamente, assorbire il buono vuol dire interiorizzare deliberatamente nella memoria implicita le esperienze positive. Questo processo comprende quatto semplici passi:

  1. Avere un’esperienza positiva. Nota un’esperienza positiva che sia già presente in primo piano o in sottofondo nella tua consapevolezza, come ad esempio una sensazione di piacere fisico, sentirti determinato, o sentirti vicino a qualcuno. Oppure crea tu stesso un’esperienza positiva. Ad esempio potresti pensare a una serie di cose per le quali ti senti grato, come richiamare alla mente un amico, o riconoscere di aver portato a termine un compito. Cerca di fare in modo, più che puoi, che tali pensieri diventino esperienze emozionalmente appaganti, perché altrimenti resterà un semplice esercizio di pensiero positivo.
  2. Arricchirla. Rimani con l’esperienza positiva per cinque o dieci secondi, o se puoi, anche più. Apriti alle sensazioni che essa racchiude e cerca di sentirla in tutto il corpo, lasciando che riempia la tua mente. Assaporala e trai piacere da essa. Dolcemente, rendi l’esperienza più intensa. Trova in essa qualcosa di nuovo o di originale. Riconosci quanto essa sia rilevante per te, quanto possa nutrirti e aiutarti, o fare la differenza nella tua vita. Fai in modo che i neuroni si accendano veramente insieme, affinché possano realmente cablarsi l’uno con l’altro.
  3. Assorbirla. Coltiva l’intenzione e la percezione che l’esperienza sta penetrando profondamente dentro di te, mentre tu ti immergi in essa. Fai in modo che tutto ciò approdi alla tua mente in maniera reale. Forse puoi visualizzarla mentre si riversa su di te come polvere dorata, sentire che ti procura sollievo come fosse un balsamo. Oppure puoi riporla nello scrigno del tuo cuore come fosse un gioiello prezioso. Realizza, infine, che l’esperienza sta diventando parte di te, una risorsa interiore che puoi portare con te ovunque andrai.
  4. Associare, cioè collegare, il materiale positivo con quello negativo. Mentre mantieni in primo piano nella tua consapevolezza il senso vivido e stabile dell’esperienza positiva, mantieni anche, in sottofondo, la percezione di qualcosa di negativo. Ad esempio, se in questo periodo provi un senso di appartenenza e ti senti apprezzato, potresti, tuttavia, proprio in virtù di questa esperienza, prendere contatto con le sensazioni di solitudine vissute in passato. Se questo materiale negativo dirotta la tua attenzione, lascialo perdere e concentrati solo su quello positivo; quando ti sentirai di nuovo centrato sul positivo, puoi permettere che anche il materiale negativo rimanga presente nella tua consapevolezza, se lo vorrai. Dopo di che, per continuare il processo di sradicamento del materiale negativo, nell’ora successiva, per alcune volte, resta consapevole solo del materiale neutro o positivo, mentre porti alla mente anche quelle cose neutre (per esempio persone, situazioni, idee) che hai associato precedentemente con quello negativo.

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Romina Rossi
Giornalista freelance e web writer, collabora con la rivista “Vivi Consapevole” e diversi siti web, occupandosi prevalentemente di medicina... Leggi la biografia
Giornalista freelance e web writer, collabora con la rivista “Vivi Consapevole” e diversi siti web, occupandosi prevalentemente di medicina naturale, benessere olistico e tecniche naturali di guargione.L’amore per la Natura e la curiosità di capire i complicati e delicati meccanismi di funzionamento dell’uomo, la portano a intraprendere... Leggi la biografia

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