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1987-2017: 30 anni di Benessere e Conoscenza

Gli Animali Guida nello sciamanesimo

Scritto da: Mario Manzana | Spiritualità

Gli Animali Guida nello sciamanesimo

L’alleanza tra esseri umani e animali risale alla notte dei tempi.

Infatti, in Svizzera sono stati ritrovati altari dedicati all’Orso che hanno più di 70.000 anni.

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L’uomo ha presto instaurato un rapporto particolare con gli animali, diventati a un certo punto fonte di cibo, ma soprattutto motivo di osservazione ed emulazione. Può sembrare strano, ma alcuni studiosi ritengono che dall’osservazione degli animali sia nata la danza; si trattava di danze nelle quali si imitavano appunto i movimenti degli animali, imitazione che fa ancora parte di alcune cerimonie, in particolare dei nativi americani.

La danza, va sottolineato, secondo le scoperte dell’antropologia è uno dei primi strumenti che l’essere umano ha messo a punto per entrare in uno stato di coscienza non ordinario, tipico delle varie forme di sciamanesimo.

Inoltre, sempre dall’osservazione degli animali l’uomo ha imparato, per esempio, a conoscere e utilizzare alcune piante e funghi dalle qualità psicoattive che sono poi entrate a far parte delle sostanze sacre dello sciamanesimo (il tema degli stati non ordinari di coscienza verrà approfondito in un successivo articolo).

ANIMALI GUIDA: COSA SONO?

 

Animali, prede "sacre"

L’amore che i nostri antichi antenati (facciamo riferimento in particolar modo alle culture di tradizione sciamanica) hanno sempre dimostrato nei confronti degli animali, e della Natura in generale, lo si può notare anche nel loro modo di andare a caccia. Il rispetto per l’animale si traduceva in comportamenti il cui scopo era da una parte di preservare la sopravvivenza della specie, in modo che continuasse a essere fonte di cibo, e dall’altra di dimostrarne la sacralità attraverso il rito.

Andare a caccia, infatti, era considerata una pratica sacra, poiché gli animali, ma anche le piante e le rocce, erano considerati in qualche modo “parenti” degli esseri umani e animati dallo stesso spirito. Veniva quindi cacciato solo il numero di prede necessario alla sopravvivenza della tribù, facendo attenzione di colpire gli animali più anziani, non quelli nel periodo fertile né le femmine gravide.

Inoltre, dopo l’uccisione dell’animale, che doveva avvenire nella maniera più rapida e indolore possibile, si ringraziava lo spirito dell’animale ucciso perché permetteva la sopravvivenza della comunità.

Gli animali guida: nostri alleati da sempre

Ma oltre che come fonte di cibo, le culture tradizionali sciamaniche considerano gli animali quali potenti alleati invisibili presenti nella vita di ogni essere umano.

Per esempio, presso diverse culture, sia siberiane che centro-americane, si crede che appena un neonato viene al mondo, subito lo raggiunge lo spirito di almeno un animale per proteggerlo; se ciò non avvenisse, essi ritengono che il nuovo nato non avrebbe alcuna possibilità di sopravvivere se non per pochi anni. In questa credenza alcuni vedono un parallelismo con l’angelo custode della tradizione cattolica.

In una leggenda tramandata dalla popolazione dei buriati (antica etnia di origine mongola stabilita nella zona centro-meridionale della Siberia) si narra di come sia nato il primo sciamano.

«In principio non c’erano malattie né morte. Poi gli spiriti maligni decisero di tormentare gli uomini con questi flagelli. Per rimediare a tali malefatte, gli dèi mandarono allora dall’alto dei loro cieli l’aquila. Giunta a terra per soccorrere gli uomini, l’aquila non riuscì a far comprendere loro né la sua lingua né le proprie intenzioni. In quelle condizioni il grande rapace si trovò costretto a fare ritorno in cielo. Gli dèi le ingiunsero allora di ritornare sulla terra e di donare al primo uomo che avrebbe incontrato il potere di sciamanizzare. Volata nuovamente a terra, l’aquila trovò sotto un albero una donna addormentata che viveva separata dal marito. Si unì a lei e la rese incinta. Ritornata presso il marito, la donna mise al mondo un figlio che fu il primo sciamano» (brano tratto da Leggende sugli sciamani siberiani, a cura di Luciana Vagge Saccorotti).

Senza entrare nel dettaglio dell’interpretazione simbolica di questa leggenda, notiamo come la capacità di sciamanizzare sia stata conferita all’umanità da un’aquila. Quest’animale, in effetti, occupa un ruolo molto importante in gran parte delle tradizioni.

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In particolare, presso i nativi del Nord America è considerato l’animale più vicino al Grande Spirito, sia perché è l’uccello che vola più in alto nel cielo, sia perché è in grado di guardare il Sole senza bruciarsi gli occhi. Per questo motivo è ritenuto l’animale più saggio presso diverse culture.

Ma che cos’è un animale di potere, o spirito alleato?

Per rispondere a questa domanda partiamo dalle considerazioni di uno studioso di sciamanesimo di fama mondiale, l’antropologo Michael Harner.

«Gli sciamani hanno per lungo tempo creduto che i loro poteri fossero i poteri degli animali, delle piante, del Sole e di tutte le energie fondamentali dell’universo. Migliaia di anni prima delle scoperte di Charles Darwin, i membri delle culture sciamaniche hanno creduto che gli esseri umani e gli animali fossero legati da vincoli di parentela».

Inoltre, affermano Eleonora Tassani e Cristina Cicognani:

«Gli animali, essendo creature presenti su tutto il globo, sono riconosciuti da tutti i popoli della Terra e fanno parte dell’immaginario e dell’inconscio collettivo. Gli Animali Guida sono quindi archetipi universali che rappresentano le caratteristiche di una determinata specie, sintetizzandone i poteri e le qualità. Nella tradizione dei nativi americani, dei nahuales maya e aztechi, gli Animali Guida sono energie che ci accompagnano nel nostro percorso di vita per aiutarci ad affrontare i problemi che incontriamo, per insegnarci o consigliarci o proteggerci»
(tratto dai Quaderni Animali Guida, di Eleonora Tassani e Cristina Cicognani, Macro edizioni, Cesena 2017).

Quindi essi sono assunti a modelli di comportamento, imitandone le caratteristiche e le qualità, ma agiscono anche a un livello più sottile, quello dell’inconscio, essendo energie archetipiche presenti in ognuno di noi.

Diversi popoli, inoltre, hanno scelto un animale per rappresentare il loro clan, utilizzando spesso quelli che si mostravano più forti in battaglia (clan del Lupo, del Cinghiale, dell’Orso ecc.).

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La simbologia degli Animali Guida

Vediamo brevemente la simbologia di alcuni animali tra i più conosciuti e come la loro energia ci può essere utile.

Nella tradizione celtica un posto di rilievo lo occupa il Salmone, protagonista di numerose leggende, considerato l’animale più anziano e quindi il più saggio, portatore anche di ispirazione e della capacità di ringiovanimento.

Un altro animale particolarmente importante per diverse tradizioni è l’Orso, come detto in precedenza uno dei primi ad aver colpito l’immaginario dell’essere umano, probabilmente perché, come l’uomo, è in grado di camminare sulle zampe posteriori ed è onnivoro.

In una delle lingue celtiche il suo nome è Art, la stessa radice di Artù (Artaois), e come il re dell’antica leggenda, rappresenta la sovranità, ma anche il potere primordiale e l’intuito abbinato all’istinto.

Un altro animale dalla storia antica, che è presente non solo in gran parte delle tradizioni celtiche ma anche nei più antichi culti legati alla Dea (ricordiamo che i culti riferiti a una divinità femminile sono antichissimi e che la Dea era considerata la Signora degli animali e di tutta la Natura), e che ritroviamo poi a rappresentare l’arte della medicina tra le divinità greche, raffigurato avvolto in spire intorno al bastone del dio Asklepios, è il Serpente. Ed ecco come viene descritto, nella sua forma di Cobra, nei quaderni precedentemente citati:

«Com’è noto, il veleno dei serpenti può uccidere, ma allo stesso tempo ha straordinarie capacità terapeutiche, per questo i serpenti sono preziosi alleati nel processo di guarigione.

Il Cobra ha la capacità di distruggere le malattie così come uno schema di abitudini negative. Il serpente è quindi dotato del potere di vita e di morte, e questo lo rende simbolo di immortalità, di infinito, in quanto il tempo si trasforma in eternità che a sua volta dà ancora vita al tempo.

Il Cobra come animale guida ci conduce nel viaggio del risveglio dell’Energia, placa l’autorevolezza dell’Io, aiuta nelle guarigioni e permette una connessione tra il cuore e la coscienza cosmica».

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Incarnare l’energia di un determinato animale può esserci di aiuto in un preciso momento della nostra vita in cui sono presenti circostanze particolari. Per esempio, nelle tradizioni celtiche il Falco, a causa della sua vista perfetta e della sua visione dall’alto, era considerato l’animale in grado di farci vedere la vita in prospettiva, quindi in maniera lungimirante. Perciò, può essere utile contattare l’energia di quest’animale, meditare sulla sua immagine, identificandosi col suo volo, in un momento in cui la vita ci pone di fronte a un bivio in cui dobbiamo fare una scelta fondamentale per il nostro cammino futuro.

In conclusione, nelle tradizioni sciamaniche vi era una maggiore consapevolezza dell’importanza della Natura per l’essere umano, dimostrata anche dall’amore e dal rapporto di fratellanza che si instaurò con gli animali, rispetto a quella che può vantare oggi l’uomo moderno.

Anzi, vi era proprio la consapevolezza che l’essere umano è parte della Natura. L’aver perso la percezione di questo legame, di questa appartenenza, è uno dei motivi che ci hanno condotti alla difficile situazione attuale.

E se oggi l’“uomo moderno” sta guardando con interesse alle culture tradizionali, è anche per riappropriarsi di questo rapporto intimo, di amore nei confronti della Natura, al fine di tornare nel suo alveo e costruire uno stile di vita più armonioso e sostenibile.

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Leggi gli articoli sullo sciamanesimo di Mario Manzana:

Il ritorno dello Sciamanesimo



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