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Gianni Lannes: i nostri mari discariche nucleari peggio di Fukushima

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Gianni Lannes: i nostri mari discariche nucleari  peggio di Fukushima

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Gianni Lannes: i nostri mari discariche nucleari  peggio di Fukushima

I nostri mari sono diventati una discarica americana per ordigni nucleari? Il giornalista e blogger Gianni Lannes (nella foto) non ha un’ombra di dubbi in proposito e ne è così convinto da averci anche scritto un libro. La situazione che ne emerge è drammatica ma passata in completo silenzio, nessuno sembra preoccuparsene e come per molte altre questioni nostrane sembra che ci sia bisogno che succeda la solita “tragedia annunciata” perché qualcosa si muova.


Redazione Web Macro

I nostri mari sono diventati una discarica americana per ordigni nucleari? Il giornalista e blogger Gianni Lannes (nella foto) non ha un’ombra di dubbi in proposito e ne è così convinto da averci anche scritto un libro. La situazione che ne emerge è drammatica ma passata in completo silenzio, nessuno sembra preoccuparsene e come per molte altre questioni nostrane sembra che ci sia bisogno che succeda la solita tragedia annunciata perché qualcosa si muova.

Centrali nucleari in continuo movimento

Il libro di Lannes ripercorre questo dramma riportando fatti e documenti e specifica, di pagina in pagina, che il rischio è concreto. Tanto per fare un esempio, eccone un breve stralcio:
“Fukushima? Peggio. – è quanto si legge a pag. 41 del libro - Di Chernobyl galleggianti ne abbiamo almeno sei o sette, in navigazione nei mari italiani, e sovente effettuano soste urbane addirittura in dodici città. Ecco il giro dello Stivale: Gaeta, Livorno, Napoli, La Maddalena, Taranto, Trieste, Venezia e La Spezia. Non è uno scherzo. Immaginate una mezza dozzina e passa di centrali nucleari di vecchia generazione (modello Three Mile Island o Chernobyl) che, senza controllo ambientale, vanno a spasso per il Mediterraneo e di tanto in tanto approdano nei porti della Penisola; poi ipotizzate che queste centrali nucleari siano in continuo movimento, cariche di missili a testata atomica. Non è fantascienza, accade realmente, come la stessa Greenpace ha avuto modo di verificare e denunciare pubblicamente”.

Con lo stesso modo incisivo, Lannes ha risposto ad alcune nostre domande che ci sono venute spontanee.

Vista la drammaticità dei fatti che riporti nel tuo libro, dobbiamo avere paura o pensi che ci sia ancora una situazione sotto controllo?

Sette minuti a mezzanotte. La lancetta dell’orologio che sul Bullettin of the Atomic Scientist mostra quello che manca alla guerra nucleare, dopo aver indietreggiato dopo la caduta del muro di Berlino, ha ricominciato ad avanzare.

Quali sono state le vicende principali che ci hanno portato a questa situazione?

La guerra fredda ha accelerato la corsa governativa degli Stati Uniti d’America, avviata da Roosvelt nel 1940. Il presidente Obama ha dichiarato negli ultimi vertici NATO di “non escludere l’uso delle armi nucleari”.

L’Italia è il paese dei controlli mancati. In questo caso, da parte di chi e, secondo te, perché non sono stati fatti?

C’è sempre stata una volontà politica dei governanti italiani, a lasciare invadere il Belpaese dagli arsenali atomici “alleati”, e a coprire gli incidenti nucleari. Sia l’Italia che gli USA nel 1968 hanno firmato il trattato di non proliferazione nucleare.

Come se ne esce?

La più importante, resistenza passa attraverso la conoscenza, l’informazione, la possibilità di farsi un’opinione e di farla valere concretamente.

Vieni ad ascoltare Gianni Lannes a Cesena e a Bologna in due incontri in cui presenta il suo libro Italia, Usa e getta edito da Arianna Editrice


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La Redazione Web Macro si occupa di tutte le ultime novità, anticipazioni, curiosità, approfondimenti che riguardano il mondo Macro. Gli articoli spaziano su tutti i principali argomenti che Macro divulga con passione dal 1987. Il meglio per il benessere di Corpo, Mente e Spirito raccontato da coloro che vedono nascere quotidianamente i... Leggi la biografia

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