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Come armonizzare e purificare l'acqua del rubinetto

Scritto da: Redazione Web Macro | Spiritualità

Come armonizzare e purificare l'acqua del rubinetto

Be water my friend!

Così diceva Bruce Lee, personaggio di una storia incredibile, storia di dedizione, fiducia e amore.

Acqua che non ha forma propria ma che prende qualsiasi forma, che non si impunta e ferma contro un masso nella sua corsa verso il mare, ma che fluisce oltre, abbracciando e accarezzando, scolpendo con il suo messaggio di morbidezza la roccia.

Acqua che fluisce e che non può essere mantenuta ferma se non a costo di stagnare e diventare culla di fastidiose zanzare. Oppure morire della sua vitalità se lasciata troppo a lungo chiusa in bottiglie.

Non è la sua natura. Vuole muoversi, trasformarsi, evaporare, continuare il suo eterno ciclo.

Vapore che si separa dalla madre terra per salire verso il padre cielo, per condensarsi e ritornare verso terra in piccole gocce, tante piccole unità separate che man mano vanno a rincontrarsi attraverso le foglie delle piante, attraverso la terra e, continuando imperterrite senza fretta, a fluire, si ritrovano in piccoli rigagnoli e poi torrenti e poi fiumi e poi mare per ritornare verso il cielo, portando con loro il messaggio dell' incredibile viaggio che hanno fatto.

Quanta simbologia su cui meditare, noi piccoli grandi umani come piccole e preziose gocce d’acqua che si aprono la loro via per riunirsi nel grande mare.

Si dice che siamo fatti circa del 80% di acqua. In realtà è più corretto che siamo fatti di fluidi, che mantengono la stessa qualità. La nostra natura vuole essere morbida, adattarsi, muoversi, trasformarsi. O diventiamo stagni per zanzare, o come bottiglie d’acqua di plastica immagazzinate in enormi pile in qualche parcheggio di cemento. In questi casi i nostri fluidi si arrabbiano, alla follia.

L’acqua rappresenta le emozioni

Il concetto non cambia, la natura delle emozioni, come quella dell'acqua, è di muoversi, trasformarsi in qualcosa di sempre più sottile, sempre più leggero per poter tornare verso il cielo, verso la trasmutazione e la riunione con l’origine, con la vita, che è l’Amore stesso.

L’Amore è la radice e il destino delle emozioni. Amore è la fiamma che genera la vita. L’amore incondizionato che va oltre ai concetti, che trascende la parola; che è un sentire di connessione e presenza, che non pone tanti dubbi ma che è la certezza del sentirsi così come si è, senza giudizio se sia giusto o sbagliato. Che è accettare di vivere il proprio istinto e l’incertezza che è la vita.

Non possiamo evitare le nostre emozioni, perché non ci appartengono, non ne abbiamo il controllo, o perlomeno non di tutte; alcune appartengono al nostro gene, al nostro karma, alla nostra storia personale di esseri eterni.

Possiamo imparare a ignorarle anestetizzandoci, ma le emozioni non vissute diventano come acqua stagnante, un virus per il corpo.

Oppure possiamo imparare a gestirle, accettandole e trasmutandole, lasciando che ci attraversino senza governarci. Plasmando corpo e mente secondo l’intuizione dello spirito perché la vita fluisca attraverso a noi; come un fiume che scorre attraverso le asperità di una montagna per arrivare al calmo fiume di valle.

Acqua è emozione, amore. Vuole fluire.

Il nostro corpo è il contenitore temporaneo della nostra storia fatta di emozioni da trasmutare.

ACQUA E VITA: IL LEGAME NASCOSTO TRA L'ACQUA E IL BENESSERE UMANO

 

Come il pensiero modifica l'acqua

A livello cellulare è dimostrato dagli studi di Masaru Emoto come il pensiero trasforma la struttura dell’acqua da forme disarmoniche a forme armoniche. Non c’è bisogno di perdere tempo per spiegare perché armonia è amore e disarmonia è dolore.

E se buona parte della vita stessa è acqua, ci possiamo fare un idea di quanto importante ed efficace sia in materia la nostra intenzione.

Vale a dire che la nostra intenzione e cura può cambiare la struttura molecolare delle cose, armonizzandole, trasmutandole in messaggi di unione, pace, gioia!

E torniamo alla nostra acqua, quella con cui nutriamo ogni giorno il nostro corpo. Ora che abbiamo parlato della natura di questo elemento primario, quale pensi sia l’emozione di un' acqua stretta in tubi o bottiglie di plastica quando esce dal rubinetto o dal tappo?

Capisci il messaggio che stiamo mettendo nel corpo? Che ci nutrirà e che diventerà un messaggio che attraverso l’agire inconscio continuerà a propagarsi, come è natura dell’acqua?

Io lo percepisco come un grido di rabbia e vendetta!
Ma niente panico, non è colpa nostra, siamo nati in questa forma di vivere, e qua entra in gioco la nostra intenzione. L’intenzione crea la materia!

Be water my friend!
Be love my water!

 

Ricette per armonizzare e purificare l'acqua del rubinetto

L’acqua del rubinetto in Italia è generalmente più controllata e di miglior qualità rispetto alla maggior parte delle bottiglie sul commercio, non produce rifiuti, non alimenta corporazione che vivono sullo sfruttamento di persone e risorse naturali ed è più economica.

Le caraffe filtranti non sono una opzione così interessante documentandosi bene. Più funzionali ed efficaci i filtri che si applicano direttamente al sistema idraulico.

Ma in questo articolo vedremo dei rimedi molto più semplici.

Lasciare sedimentare le impurità

Versare l’acqua in una caraffa di vetro e lasciarla decantare aiuterà il cloro eventualmente presente a evaporare e il calcare o minerali pesanti a sedimentare sul fondo. Cercheremo in seguito di non agitarla e non useremo la parte finale della caraffa.

Argilla ventilata

Per togliere le impurità dell’acqua e renderla più alcalina e mineralizzante possiamo aggiungere in un litro di acqua un cucchiaino di argilla ventilata, mescolare bene e lasciare riposare una notte. Berla senza agitare il fondo o travasarla delicatamente in un'altra caraffa. L’argilla si può anche riutillizzare 2-3 volte.

Pietre e disegni

Sul fondo della caraffa possiamo mettere un quarzo rosa naturale che aiuta l’acqua a riarmonizzare la sua struttura molecolare.

Possiamo poi entrare nel campo del lavoro energetico cercando pietre con messaggi più specifici o pulendole e caricandole con la luna.

Oppure attaccare un' immagine di geometria sacra come il fiore della vita e/o parole di gratitudine e amore trasformeranno ancora più nel profondo la struttura, e il messaggio dell’acqua.

La possiamo poi caricare sotto la luce della luna, col sole, giocando coi colori della caraffa, appoggiando la caraffa su una stoffa a noi cara o su altri simboli che ci colleghino con ciò che per noi è pace e gioia.

Possiamo scegliere quale tecnica usare o preparare diverse caraffe con usi e intenzione, per esempio una per fare il the o per cucinare, meglio senza argilla in questo caso, e una per berla. Salute!

Meditazione di purificazione fluida

Siediti comodo sul bordo di un fiume o in riva al mare, oppure metti su una musica con i suoni della natura, e soprattutto con il suono dell’acqua.

Usa un cuscino comodo, dei mattoncini da yoga o le scarpe o una felpa come rimedio “selvatico” in modo che il bacino sia all’altezza delle ginocchia per poter stare seduto comodo con la schiena ben dritta.

Apri il petto portando le scapole una verso l’altra e abbassa le spalle. Fai 3 respiri calmi, lunghi, completi e pausati. Inspira allungando la spina dorsale ed espira rilassando la schiena.

Rilassa il respiro lasciandolo nel suo ritmo naturale, e concentrati su di esso. Rimani così concentrato per alcuni minuti poi inizia a connetterti con il suono dell’acqua. Immagina che l’acqua ti scorra piacevolmente lungo il corpo dalla testa ai piedi ripulendoti da tutte le tensioni e i dolori.

Affidale con fiducia le tue sensazioni e inizia a connetterti con la sua natura del fluire, del liberare, del trasformare. Sentila!

Quando ti senterai connesso a lei, immagina che l’acqua scorra al tuo interno, come dentro una caverna. Acqua fresca di montagna, brillante, vitale.

E al tuo interno inizia a pulire, a entrare negli antri più remoti portando via i residui, fluidificando, idratando, nutrendo! Lasciati andare, non prestare attenzione al vocio della mente e rimani con l' intenzione-attenzione al sentire questo fluire al tuo interno, non cercare significati o spiegazioni ma solo senti le sensazioni, senti cosa affiora.

Lasciati guidare dall’acqua nel suo cammino e vedi dove ti porta. Continua così per una decina di minuti o per il tempo che hai a disposizione. Usa un orologio con una suoneria piacevole come una campana tibetana per definire un tempo da dedicarti, ad esempio 15 minuti.

Quando sentirai il suono, o quando ti sentirai pronto per uscire dalla meditazione lascia uscire tutta l’acqua dal corpo e ritorna a sentirla solo all’esterno, che gentilmente scorre.

Ringraziala per averti purificato e ritorna con l’attenzione al respiro naturale per alcuni minuti. Puoi usare questo momento per ringraziare la vita e te stesso per darti l’opportunità di vivere momenti di cura per te.

Ritorna al corpo e esci dalla meditazione cercando di mantenere questo stato di presenza il più a lungo possibile nelle attività che intraprenderai dopo. Più il tempo dopo la meditazione verrà mantenuto vuoto e presente più la pulizia avvenuta nella meditazione continuerà il suo lavoro sottile.

Articolo scritto da Elia Bosi Avventura.

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