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Liberiamo il nostro corpo dai metalli pesanti: Fiamma Ferraro al Sana lancia l’allarme e indica la possibile soluzione

Scritto da: Redazione Web Macro | Salute e Benessere

Liberiamo il nostro corpo dai metalli pesanti: Fiamma Ferraro al Sana lancia l’allarme e indica la possibile soluzione

Se è vero che l’oceano è fatto anche di tante singole “gocce”, la stessa cosa purtroppo possiamo verificarla con i veleni che siamo costretti a respirare tutti i giorni. Veleno oggi, veleno domani, seppure in quantità infinitesimale, una volta assorbiti dal nostro corpo, il rischio che ne escano problemi di salute ce ne sono, eccome.

Lo sa bene la dottoressa Fiamma Ferraro che sta indagando da tempo su questo rischio e al Sana di Bologna, durante il suo incontro presso il nostro stand, ne descriverà le circostanze e proporrà le possibili soluzioni e precauzioni da adottare.
Ce lo anticipa in questa intervista.

Dottoressa Ferraro, quanto è importante disintossicarsi oggi dai metalli pesanti e tossici?

Siamo in sette miliardi sulla terra, e l’abbiamo ormai talmente riempita di veleni che ognuno, oltre a fare la sua parte per non aumentare l’inquinamento esterno, dovrebbe pensare a diminuire l’inquinamento interno del proprio corpo, conseguenza in parte inevitabile dell’inquinamento del pianeta. E contro il proprio inquinamento interno per fortuna ognuno può fare molto di più di quanto non possa fare per salvare la terra. Alcuni studi hanno accertato che nello scheletro delle persone morte negli ultimi 150 anni si trova una quantità di piombo da 700 a 1000 volte più elevata rispetto a quella degli scheletri di persone morte prima della rivoluzione industriale.

Vogliamo usare apparecchi elettronici sempre più nuovi e perfezionati e si reputa che il 70% dei metalli tossici nelle discariche provenga da TV, computer e telefonini, che solo negli USA portano ad un accumulo annuale di 100.000 tonnellate di piombo. A parte il piombo, circa 1400 tonnellate di emissioni di mercurio all’anno provenienti dall’Asia, con le sue economie in rapida crescita, si aggiungono ora a quelle provenienti da Europa e America; inoltre vengono oggi messi oggi in circolazione in vari prodotti circa 80.000 composti chimici.

Scienziati e medici ci assicurano che in questi prodotti gli eventuali veleni sono contenuti in dosi così infinitesimali da non procurare alcun danno. E questa assicurazione riassume perfettamente i termini del problema: indubbiamente ognuna di queste dosi non può, da sola, procurare alcun danno, ma se le varie dosi infinitesimali si sommano l’una all’altra allora, con il passare degli anni, l’ammontare complessivo di veleni nell’organismo inizia ad essere non più tanto infinitesimale, ed iniziano a manifestarsi i problemi di salute. Anche le varie malattie dell’età, dal Parkinson all’Alzheimer, dai problemi cardiocircolatori all’artrosi – malattie un tempo meno frequenti nelle persone che raggiungevano un’età avanzata – potrebbero essere causate, o aggravate, da questi metalli e veleni, che con il passare degli anni si sono accumulati in quantità rilevanti.

Il nostro organismo ha grandi capacità di adattamento e disintossicazione, e riesce in parte a mettere riparo dall’accumulo di tossine. Tuttavia l’organismo si è evoluto nei millenni senza aver dovuto affrontare questo tipo di problemi, fino ad un periodo di tempo che, raffrontato alla scala temporaledell’evoluzione umana equivale a pochi secondi fa. Siamo in sostanza degli uomini con la clava su navicelle spaziali: mentre il nostro corpo ha perfezionato strategie efficaci per difenderci da batteri e germi, con i quali è stato da sempre in contatto, si trova ora impreparato di fronte a questa minaccia “moderna”. Occorre quindi aiutarlo, con alcune misure terapeutiche, a liberarsi almeno di una parte delle tossine inevitabilmente accumulate nel corso degli anni, e di queste misure terapeutiche parlo nel mio libro “La Terapia Chelante”.

Sono sempre più frequenti le segnalazioni di aree a rischio nelle nostre città: lei ne sta seguendo alcune in particolare?

Ho seguito recentemente l’allarme che vi è stato in alcune zone di Roma e Lazio nord per via dell’arsenico nell’acqua, e nelle zone dell’Emilia Romagna per via dell’amianto. Purtroppo si tratta di problemi tutt’altro che limitati a queste zone, poiché ormai anche nelle poche città che hanno la fortuna di usufruire di acque provenienti da sorgenti non contaminate vi sono spesso nelle case delle vecchie tubature che rilasciano pimbo, arsenico, amianto ed altro nell’acqua.

Sarebbe bene quindi far controllare la composizione dell’acqua del rubinetto. E purtroppo anche in campagna, dove un tempo si riteneva che l’inquinamento fosse molto inferiore a quello delle città, ci troviamo alle prese con residui di diserbanti, pesticidi ed altre tossine.

Come ci si può difendere da questo “nuovo” fenomeno?

Tante sostanze dannose penetrano giornalmente nel nostro organismo dall’aria che respiriamo, dall’acqua che beviamo, dal cibo che mangiamo e, tramite la pelle, dalle sostanze che tocchiamo, e non possiamo evitarle del tutto, a meno di chiuderci in una campana di vetro. La prevenzione viene tuttavia prima della terapia: vale quindi la pena di adottare alcune precauzioni ed accorgimenti per minimizzare l’assunzione delle tossine in questione. È bene quindi, a costo di spendere un po’ di più, comprare cibi organici/biologici, prodotti per la cura del corpo e della casa con ingredienti naturali e fare attenzione alla qualità dell’acqua.

Pur adottando tutte le possibili cautele tuttavia è inevitabile, per il semplice fatto di dover mangiare, bere e respirare, avvelenarci un pochino ogni giorno, e quindi è importante mettere in atto le terapie dirette a liberare il nostro corpo almeno da una parte delle tossine accumulate negli anni. Vi sono per fortuna delle terapie – di cui si dovrebbe parlare molto di più non solo nei consigli di medicina popolare o alternativa, ma anche negli ambienti medici ufficiali – che consentono di raggiungere questo scopo.

Purtroppo questa tematica non è stata ancora inserita tra le materie del corso di laurea in medicina e quindi per studiarla, subito dopo la laurea mi sono recata in Germania presso l’Accademia tedesca di Terapia Chelante. Conoscere la situazione è la prima misura necessaria per difendersi/prevenire e quindi mi è sembrato importante scrivere il libro “La Terapia Chelante”, in cui illustro le sostanze tossiche alle quali occorre fare maggiormente attenzione e le strategie dirette ad evitarle, nonché gli strumenti diagnostici più affidabili per accertare lo stato di intossicazione e gli strumenti terapeutici diretti a liberare l’organismo dal suo carico di tossine ambientali.
La terapia chelante, fino a poco tempo fa quasi sconosciuta, si sta ora rapidamente diffondendo: prende il nome dalle chele (simili a tenaglie) del granchio, attraverso le quali i preparati “chelanti” afferrano e portano fuori dall’organismo i metalli pesanti ed altre tossine.

Vieni a sentire l’intervento di Fiamma Ferraro al Sana di Bologna presso il nostro stand, martedì 9 settembre.



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