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1987-2017: 30 anni di Benessere e Conoscenza

Di che colore sono le tue emozioni?

Scritto da: Redazione Web Macro | Crescita Personale

Di che colore sono le tue emozioni?

Avete mai fatto caso quanto le nostre emozioni siano “colorate”?

Nel linguaggio comune, conversando spesso e volentieri ci esprimiamo collegando le emozioni con un determinato colore: essere bianco dalla paura vuol dire essere talmente terrorizzato da perdere ogni colore; vedere nero invece significa essere molto pessimista, senza speranze, al punto che non c’è nessun colore nel nostro orizzonte; il verde dell’invidia ci colora con qualcosa che associamo alla putrefazione; il rosso è il colore della rabbia, quando siamo molto arrabbiati diveniamo fuoco; invece chi vede rosa vede con gli occhiali dell’amore, vede positivo è ottimista e amorevole; a volte anche la fifa è blu, nell’oscurità indefinita tutto ci spaventa.

Quando abbiniamo un colore all’emozione lo facciamo non solo per rinforzare il messaggio, ma perché l’emozione non essendo uno stato oggettivo bensì più legato a ciò che sentiamo, viene per l’appunto espresso meglio con un colore, il colore è al di là della razionalità, il colore si sente, si percepisce in un modo che non possiamo descrivere del tutto con la logica, ma rende l’idea di ciò che proviamo meglio di qualsiasi altra cosa.

È uscito anche un interessantissimo film l’anno scorso: “Inside out”, che descrive in modo semplice ed efficace quanto i colori siano collegati alle nostre emozioni, attribuendo a personaggi colorati le dinamiche emotive che si muovono al nostro interno e come esse dialoghino tra di loro a volte in un processo conflittuale, altre con sintonia e collaborazione, il tutto finalizzato all’espressione attraverso azioni, stati d’animo e pensieri e ricordi.

Nel mio lavoro di formazione e counselling, il disegno e la pittura sono elementi basilari di conoscenza, e attraverso di essi negli anni ho potuto constatare senza dubbio che il colore incide favorevolmente nell’esprimere un'emozione o dei sentimenti, unito alla consapevolezza corporea si ha un accesso, una corsia preferenziale all’interno della nostra anima e una via più semplice per la risoluzione dei conflitti nel caso dovessero esserci.

emozioni

Come viaggiatrice accanita sono sempre rimasta affascinata dal colore delle terre, dell’artigianato, dell’arte dei popoli, e sempre mi chiedo a che livello di depressione profonda siamo arrivati noi occidentali per iniziare a vestirci sempre e soltanto di nero, grigio fumo, beige.

Per non parlare delle case, cucine grigio nero metallizzato, divani scuri, pareti fumo, colori che sono sempre appartenuti all’industria mineraria-metallurgica, alle camere ardenti, all’asfalto delle città. Questi colori oltre che a deprimermi mi preoccupano, se è vero che il colore ha una forte ripercussione sull’anima, non abbiamo affatto scelto, noi popoli moderni, un percorso di gioia e di conforto.

Con gioia ripenso alle vesti delle donne maya, piene di fiori e di colori, al turchese degli indiani, al meraviglioso rosso terra dei Masai, al blu dei popoli del deserto: un mondo colorato che mi manca sempre di più, come mi manca un’aria fresca e pulita e una acqua pura e trasparente e una distesa di terra verde dove far correre il mio sguardo.

Per questo ho scelto di pubblicare e diffondere il colore attraverso i miei libri, voglio riabituare gli occhi e i sensi della gente al colore.

Parlare di colore ed emozione non basta, non porta ad un lavoro sufficientemente accurato, bisogna parlare di tonalità di sfumature, è nella tonalità nella sfumatura infatti che possiamo entrare in contatto con il nostro sentire ad un livello più profondo.

Che rosso ha la tua rabbia?

È un fuoco appena attizzato o si sta spiegando?

Per accogliere il nostro stato emotivo con consapevolezza, in quanto è questo l’unico mezzo che abbiamo per capire cosa proviamo, cosa avviene dentro di noi, possiamo intraprendere diverse strade, ma nessuna deve passare prima attraverso una spiegazione logica. L’emozione viene prima, è all’origine, insieme al corpo ci manda delle informazioni dirette, che sono tutte da codificare. Definire oltre al colore anche l’intensità della tinta o una impercettibile sfumatura è fondamentale nel nostro processo di presa di coscienza.

Quanto è rossa la rabbia?

Ha una punta di nero? Oppure una luce bianca traspare in qualche punto? Non bisogna mai giudicare la rabbia che diventa quasi nera, bisogna accoglierla, ci sono dei buoni motivi per provarla, non bisogna reprimerla, bisogna cercare di sentirla tutta, una parte di noi sta cercando di comunicarci con tutte le sue forze che c’è un malessere che potrebbe sfociare in una malattia o devastazione.

Tra conoscere una propria emozione e farla agire passa una grossa differenza, accettare le emozioni non significa esprimerle sempre comunque e ovunque. Neanche reprimerle serve, e spesso e volentieri le emozioni represse divengono più devastanti di quelle espresse.

Come fare?

Mettiamo prima di tutto da parte, quando le emozioni sono intense, frasi come: "Mi devo calmare", oppure “Non aver paura andrà tutto bene”.

In questo stadio di emotività le parole razionali sortiscono solo l'effetto opposto, il pensiero veloce freddo che vuole subito risolvere tutto, ci porta fuori dal nostro contatto interiore profondo. Provate a dire ad una persona depressa che deve sorridere perché in fondo la vita è bella! O ad una persona innamorata che tanto il suo amore è illusorio e finirà. Nessuno immerso nelle proprie emozioni ascolterà queste parole, non sortiranno nessun effetto. 

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Come intervenire allora?

Attraverso il corpo, attraverso la percezione della sede in cui avvengono le nostre sensazioni, dove risiedono, che immagini sono collegate ad esse, questo ci aiuta a fare dei passaggi ponte in un primo approccio per allacciarle alla parte più razionale.

Osservare le emozioni nel corpo, senza giudizio, è il primo passo, dare un colore è un modo semplice e naturale per prendere contatto, trovare la sua sfumatura è andare ancora più a fondo.

A proposito della rabbia, per esempio:

  • sono arrabbiato sul punto di diventare distruttivo o la mia rabbia sta sbollendo verso un leggero fastidio? 
  • Sono così triste che niente ha più senso, o sono leggermente malinconico?
  • Provo un amore appassionato o un affetto sincero?

Sono tutte parti della stessa emozione ma con nuance e tonalità differenti.

 

Il fattore culturale e la percezione dei colori

Il modo di percepire le tinte e la loro associazione con il colore è strettamente legato a fattori culturali, e il modo di associare le emozioni ad un colore piuttosto che ad un altro è influenzato enormemente dalle nostre esperienze personali.
Secondo il pensiero di W. Kandinskij il colore è un mezzo per stimolare l’anima in modo diretto. Egli sosteneva che l’armonia dei colori è fondata su un solo principio: l’efficace contatto con la nostra anima. La peculiarità del colore, secondo l’artista, è di avere un proprio valore espressivo e spirituale e tramite di esso è possibile rappresentare la realtà spirituale prescindendo da allusioni oggettive.

Tutta la luce è vita, quando si parla di colore si parla di tutto ciò che è legato inscindibilmente alla natura, all’energia, alle sensazioni, alle emozioni, alla vita.

L'uomo vive immerso nel colore in ogni momento della sua esistenza, nuota in un immenso mare di onde (campo bioelettrico) con cui scambia continuamente informazioni (bio-informazioni), l’organismo risponde ad ogni informazione in modo diverso ed adeguato (biofeedback).

Il colore non è solo un fenomeno fisico ma un insieme complesso di diversi fattori per questo motivo l’incontro con il colore ci coinvolge su diversi livelli:

  • fisiologico
  • affettivo
  • ideativo
  • psicologico
  • spirituale.

Il colore attraverso l’arcobaleno è un ponte luminoso tra il creatore e al terra, e così dentro di noi, piccolo microcosmo nel macrocosmo, il colore è il ponte tra la nostra anima e il mondo esterno

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Emozioni

Parlare di emozioni e venirne a contatto non è cosa facile, siamo stati abituati per lo più a reprimerle o a mascherarle. Le emozioni comunicano apertamente chi siamo o cosa proviamo, e a volte nelle relazioni giochiamo a nascondino per dinamiche complesse di rapporti che non ci permettono di essere noi stessi fino in fondo.

Sottovalutando le nostre emozioni e considerandole il più delle volte sconvenienti, le abbiamo un po' perse di vista: ci sono, fanno parte di noi ma evitiamo spesso di guardarle, conoscerle, trasformarle e accettarle, ma dimentichiamo che tutte le emozioni hanno una funzione positiva, anche nei momenti in cui sono causa di sofferenza.

La non espressione di un'emozione però non significa che essa non ci appartiene più come ci piacerebbe pensare, anzi una emozione non vissuta provoca una serie di altre emozioni, scatenando un processo a catena che finisce per travolgerci.

Le emozioni sono inscindibilmente legate ad una risposta fisiologica, provare frustrazione per non esserci espressi o ascoltati provoca quindi serie ripercussioni sulla nostra salute, relazioni e considerazione che abbiamo di noi stessi.

Tutte le emozioni hanno differenti sfumature ed intensità, c’è differenza tra il fastidio e l’ira anche se entrambe appartengono alla stessa famiglia della rabbia (riconoscere il livello di carica emotiva che provi è già un gran bel passo per conoscerla).

In questo contesto ho parlato molto della rabbia come emozione, perché è la più difficile da accettare, la più reietta, ma la rabbia quando poi dopo anni di repressione trovo il suo sfogo, la sua crepa nella diga del controllo, allora aiuto, si salvi chi può, i danni sono ingenti. Quando la rabbia viene accolta ha il potenziale di muoverci in azioni grandi di forte energia costruttiva.

L’amore, la gratitudine, lo stupore, la meraviglia, la compassione, sono tutte emozioni e sentimenti meravigliosi che diffondono luce dentro ed intorno a noi, ma vanno coltivati. Le emozioni non sono stabili, però con il tempo se coltivate e nutrite divengono stati d’animo.

Anche la rabbia e la tristezza cronica, come l’amore se coltivati a lungo diventano uno stato d’animo, lo stato d’animo è qualcosa che ci richiama una forma definita, ci plasma, è un modo totale di vivere ed esprimersi.

Un sentimento, un'emozione portata avanti nel tempo diventa uno stato d’animo. E tu che stato d’animo vuoi coltivare nella tua anima?

Articolo scritto da Gabriella K. Turci