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1987-2017: 30 anni di Benessere e Conoscenza

Gli animali: specchio dell' anima

Scritto da: Stefano Cattinelli | Amici Animali

Gli animali: specchio dell' anima

"Non essere così triste e pensieroso, ricorda che la vita è come uno specchio, ti sorride se la guardi sorridendo.”
Jim Morrison

Gli animali, nelle loro manifestazioni patologiche, siano esse fisiche o comportamentali, rappresentano uno specchio della nostra interiorità.

Quando ci riferiamo ad un cammino di crescita e di trasformazione dove l’Uomo, attraverso il suo vivere quotidiano, impara a conoscere sempre più in profondità sé stesso, la Legge dello Specchio, insieme alla Legge di Risonanza (Potete trovare un approfondimento sulla Legge di Risonanza nel libro: Che cosa mi vuoi dire?), rappresenta uno dei cardini dell’evoluzione spirituale umana.

La legge dello specchio afferma che il mondo che ci circonda è la fedele riproduzione di ciò che siamo interiormente: l’esterno è uguale all’interno; la realtà che vediamo attraverso i nostri occhi e che è fuori da noi funge da specchio per offrirci la possibilità di trasformarci.

Se parliamo di animali ecco che subito veniamo colpiti dalla loro innata capacità di muoversi nel mondo e di provare emozioni al pari dell’uomo.

Gli animali possiedono dunque un movimento esterno ed uno interno. Queste loro caratteristiche creano le premesse affinché anche loro, nella relazione con la persona, possano essere partecipi delle due grandi leggi universali che sono la Legge di Risonanza e la Legge dello Specchio.

ANIMALI SPECCHIO DELL'ANIMA

 

Ciò che ci fa star male si ripercuote sui nostri animali

Una ragazza ha una gatta che si lecca insistentemente da 4 anni. Non si è mai fatta delle lesioni gravi ma in molte zone del suo corpo il pelo è molto più corto a causa dell’abrasione provocata dal passaggio della lingua. La ragazza ha provato numerose terapie che davano però solo un successo momentaneo.

La domanda che le faccio è: “Cosa è successo 4 anni fa?”. La donna mi risponde: “Ho preso due conigli e da quel momento la gatta ha incominciato a mordicchiarsi e a leccarsi dappertutto”.

L’evento che ha causato il problema della gatta sembra essere molto evidente; si potrebbe trattare di un problema di spazio; la gatta si sente invasa nel suo territorio sentendosi quasi “contaminata” dalla presenza dei nuovi coinquilini.

Dal punto di vista della dinamica esistenziale della gatta si può immaginare che stia vivendo anche uno certo spaesamento dato che quando i conigli sono arrivati erano proprio piccoli ed essendo lei una predatrice (quando vivevamo nell’altra casa lei andava spesso a caccia di lucertole e uccellini)..diciamo che tra predatore e predato, tra felino e roditore (anche se i conigli non sono propriamente classificati come roditori ma lagomorfi,) tra un animale che caccia e uno che viene cacciato, in Natura, le dinamiche sono ben chiare; in un ambiente chiuso dove tutti e due sono considerati animali d’affezione, alla gatta, le si chiede un certo salto evolutivo che non necessariamente deve vivere serenamente.

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Proviamo però a rifare la domanda di prima (Cosa è successo 4 anni fa?) usando però una percezione allargata, una visione cioè che comprenda anche la biografia della donna, quello che è accaduto 4 anni fa nella vita della ragazza e, attraverso la Legge di Risonanza e quella di Specchio, rivalutare di nuovo la situazione.

La motivazione che l’ha spinta alla decisione di prendere i due conigli ha sempre una sua radice. “Come mai hai deciso di prendere degli altri animali in casa?” domando alla donna. “Per fare compagnia alla mia gatta, mi risponde; prendere un’altra gatta sarebbe stata impossibile perché sapevo, per esperienza già fatta, che lei non sarebbe mai andata d’accordo con un’altra gatta; così ho optato per due conigli".

“Quanto anni ha la gatta ora?” “Dieci” mi risponde la ragazza. “Perché solo quattro anni fa hai deciso che la gatta aveva bisogno di compagnia e non prima?”. “Perché prima, quando andavo via per i weekend, ero solita portarla da mia mamma, poi lei ad un certo punto non l’ha più voluta tenerla e così dopo qualche mese ho preso i due coniglietti”.

A questo punto la storia mette in evidenza un tema importante: dentro la storia c’è la figura materna. È successo qualcosa tra la ragazza e sua mamma che ha portato la donna a scegliere di prendere due animali in casa: sembra che tutto sia nato da un rifiuto.

“Mi spieghi meglio?” le domando. “È successo che la moglie di mio fratello è allergica ai gatti; allora mia mamma ha deciso di non accettare più la mia gatta in casa”. “Ma tua nuora viene a trovare spesso tua mamma?”. “No, mi risponde la donna, veramente non ci va mai; in realtà ci vanno i miei nipoti, i suoi figli. Lei dice che è allergica anche se dei peli rimangono attaccati agli abiti dei suoi figli”. “Due nipoti…?” “Sì, confermò la donna, loro sono ancora piccoli; uno è un maschio e l’altra una femmina”. “...e i due conigli?”. “Ah…, mi risponde stupita la ragazza, non ci avevo pensato… anche loro sono un maschio e una femmina”.

Bene…ora nella storia abbiamo una gatta che subisce la presenza di due conigli (un maschio e una femmina) una ragazza che subisce la presenza dei due nipoti (un maschio e una femmina).

In ordine di tempo accade prima il conflitto con la madre della ragazza, dove la ragazza si sente rifiutata, o almeno vive il fatto che sua madre rifiuta una parte importante della sua vita (la sua gatta) e successivamente avviene la scelta di prendere i due conigli.

I due conigli scelti dalla donna (avrei voluto due femmine o due maschi, mi disse, ma poi quando sono cresciuti mi sono accorta che erano un maschio e una femmina) servono a creare una reale rappresentazione dal vivo raffigurante la recente esperienza vissuta, in maniera conflittuale, con la madre.

Ecco che gli animali creano uno specchio del conflitto che la ragazza vive con la madre. Il fatto che la gatta, dal momento in cui sono arrivati in casa i conigli, manifesti un disagio riguardante la pelle che, anche se curata più e più volte con farmaci e cambi di alimentazione, è tuttavia diventato cronico significa che questo problema deve essere affrontato secondo una diversa chiave di lettura.

Certo che soffermare la propria attenzione ad un livello di conflittualità tra la gatta e i conigli è già, per molti professionisti, un tipo di attenzione davvero straordinaria se pensiamo a quanto poco i veterinari siano abituati a fare domande inerenti l’interiorità dell’animale.

Veterinaria: un cambio di rotta è necessario

 

In questo articolo però mi preme far vedere al lettore che ben più ampia è la possibilità sia di indagine che di risoluzione dei problemi dei nostri animali se la visuale, oltre al mondo emozionale animale, comprende anche quello umano.

Ma come si fa a risolvere il prurito della gatta?

Semplice…la donna deve comunicare a sua mamma che la scelta fatta da lei a favore dei nipoti rispetto alla sua gatta l’ha messa a disagio. Deve dire a sua mamma: "Sai mamma, quel giorno che tu hai scelto i tuoi nipoti al posto della mia gatta io mi sono sentita esclusa perché nella tua scelta non c’è stato nessun confronto, nessuna possibilità di trovare dei compromessi o delle soluzioni possibili e quindi l’ho subita. E questo mi ha fatto stare male".

La donna esprime il disagio che a quel tempo non era stata in grado di comunicare e la gatta, come se fosse stata alleggerita, guarisce dal suo problema di pelle che la tormentava da lungo tempo.

Lo specchio animale ha la specifica funzione di crescita interiore umana.
È proprio il caso di dirlo allora: animali specchio dell’anima.

Articolo scritto da:
Dott. Stefano Cattinelli (medico veterinario esperto in omeopatia)
www.stefanocattinelli.it
www.impronteconlanima.it
www.armonieanimali.com
Facebook: Stefano Cattinelli Costellazioni Sistemico Familiari per gli Animali

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